renzi conte

“MA IO, DA PERDERE, CHE COSA HO? STO GIA’ AL 5 %...” - LA MISSION IM-POSSIBLE DI RENZI: SILURARE CONTE E SOSTITUIRLO CON UN ESPONENTE DEL PD O ANCHE DEL M5S - L’EX PREMIER STASERA A PORTA A PORTA FINGERÀ DI TENDERE LA MANO A 'GIUSEPPI' E GLI SERVIRÀ LA SUA MOZIONE DI SFIDUCIA: "CONTE E COMPAGNIA NON HANNO I NUMERI" – RENZI INCASSA L’ARRIVO DEL SENATORE CERNO (DAL PD) E DELLA DEPUTATA ROSTAN DA LEU – CONTE LO SFIDA: PRONTO ALLA VERIFICA IN AULA

Tommaso Labate per corriere.it

 

conte renzi

«Ma io, da perdere, che cosa ho? Sai, uno dice “stai al cinquanta per cento e se fai questo o quello rischi di finire al cinque”. Io ci sto già, al cinque». Questo pensiero, confessato a voce alta agli amici più stretti, non l’ha mai abbandonato negli ultimi giorni. Giorni in cui si pensava che il suo fosse un bluff improntato al tatticismo più esasperato senza neanche uno straccio di strategia.

 

E invece la strategia, in testa, Matteo Renzi ce l’ha sempre avuta. Una missione ancora impossibile, mandare a casa Giuseppe Conte e sostituirlo con un esponente del Pd o anche del M5S. Tutto per cancellare dalla cartina geografica di Palazzo Chigi l’avvocato pugliese, avversario temuto soprattutto per i sondaggi di popolarità sempre molto alti e per quelle voci di una lista Conte che nello scacchiere elettorale complicherebbe ulteriormente la strada di Italia viva.

 

Cancellazione del reddito di cittadinanza

Da questa sera, quando si siederà sulla poltroncina bianca di Porta a Porta, tutto sarà tolto dal «dietro le quinte» e portato sul proscenio. A meno di colpi di scena dell’ultimo secondo, figli di una trattativa tra ambasciatori che continuerà anche questa mattina, di fronte a Bruno Vespa Renzi servirà la sua mozione di sfiducia al presidente del Consiglio.

 

MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE COME BUGO E MORGAN

Fingerà di tendergli una mano, subordinando la rinnovata adesione di Italia viva alla maggioranza a condizioni improponibili, tanto per lui quanto per il M5S. Il ritiro del ddl sulla prescrizione, ovviamente. Ma potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Stasera Renzi potrebbe tirar fuori dal cilindro anche la cancellazione del reddito di cittadinanza, forse persino la revisione della Quota 100. Condizioni capestro, insomma. Irricevibili.

 

 

 

Presenza virtuale

Un minuto dopo, la presenza di Italia viva nella maggioranza diventerà solo virtuale. Come virtuale potrebbe diventare la permanenza delle ministre renziane Teresa Bellanova ed Elena Bonetti nell’esecutivo. Raccontano che le due abbiano provato a resistere rispetto a uno scenario da resa dei conti. Inutilmente, pare. «Conte e compagnia non hanno i numeri per continuare ad andare avanti così senza di noi», ha scandito l’ex premier tornando in Italia dal Pakistan.

 

MATTEO RENZI GIUSEPPE CONTE

Alle 21.30 di ieri, poi, s’è accomodato in un ristorante di Trastevere, scelto dall’uomo-macchina Luciano Nobili, assieme ai suoi parlamentari. Il rischio che qualcuno lo abbandoni in extremis c’è ancora, ovviamente; ma ci sono i nuovi arrivi, intanto. Tommaso Cerno arriva dal gruppo del Pd e la sua è una presenza di peso, visto che sta a Palazzo Madama. Alla Camera, da Leu, aderisce Michela Rostan.

 

«Win win»

TOMMASO CERNO

Dopo l’affondo di oggi, la palla starà nelle mani di Conte. Il gruppo dei Responsabili pronto a sostenerlo c’è, sia alla Camera che al Senato. «E a questo punto noi ce ne andiamo all’opposizione», ha già chiarito il leader di Iv. Le smentite rispetto ai rapporti con Salvini non reggono. Almeno dentro Forza Italia, dove fior di berlusconiani sono convinti che «Matteo punta a sostituirci con l’altro Matteo». «Fidatevi, la nostra è una partita win win», ha insistito Renzi coi suoi.

 

Nasce il Conte ter coi Responsabili? «Facciamo una bella opposizione», ha spiegato. Conte, nel passaggio a una nuova maggioranza, perde il sostegno di Di Maio e di una parte del Cinquestelle? «Allora abbiamo stravinto». Certo, come in tutti i mazzi, c’è anche la carta che perde. E cioè che, da Palazzo Chigi, riescano a sottrarre a Renzi i suoi parlamentari. «Finora non ce l’hanno fatta», argomenta lui. Ma domani è un altro giorno. La legislatura è pronta per l’ennesimo colpo di scena.

MATTEO RENZI GIUSEPPE CONTEmatteo renzi al senato

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