massimo cacciari giorgia meloni

“MA QUALI FASCISTI…” - MASSIMO CACCIARI NON PARTECIPA ALLA CACCIA AL FASCIO: “E CON FRATELLI D'ITALIA, COME LA METTIAMO? NON C'È NESSUN PARTITO CHE SI DEFINISCA FASCISTA O CHE SI PONGA IN UNA QUALCHE FORMA DI CONTINUITÀ ESPLICITA CON IL FASCISMO, COM'ERA ANCORA PER IL MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO. QUI SI PARLA A VANVERA. MA NON È MICA POSSIBILE IMPEDIRE ALLE TESTE DI CAVOLO DI PARLARE...”

Alessandro Rico per "la Verità"

 

cacciari 29

Professor Massimo Cacciari, parliamo di quello che sta succedendo?

«Guardi, preferisco lasciar perdere. Sono stufo di parlare».

 

Ma no...

«Si figuri se partecipo al rito di dire: "Condanno la violenza, sono democratico, sono antifascista"».

Ora hanno manifestato anche Cobas e studenti, con le bandiere rosse. E ci sono stati scontri con la polizia.

«Se costoro hanno intenzione di fare una contestazione seria del green pass e di questo stato d'emergenza perenne che il governo sta imponendo, si fanno del male da soli. Se non hanno questa intenzione, sono strumentalizzatori che perseguono altri fini».

 

La violenza rischia di mandare «in vacca» tutto?

«Esatto. Specie quando i mezzi d'informazione sono unanimemente schierati con tutto ciò che fa il governo».

meme su giorgia meloni

 

A seguire la bolla di certa stampa, il problema vero dell'Italia è il fascismo

«È un refrain. Se ci sono i black bloc, la stampa come la vostra dà la colpa ai comunisti. Adesso, ci sono i fascisti».

 

Solo che, stavolta, fascisti e comunisti sembrerebbero «alleati» contro il green pass.

«È il solito giochetto».

Al di là della violenza, c'è un dissenso legittimo, che non si può occultare dietro l'allarme fascismo?

Cacciari

«Guardi che il dissenso legittimo era stato occultato anche prima che si scatenasse la violenza».

 

 

Ha visto che Facebook ha censurato l'intervento di Giorgio Agamben in Senato?

«Non l'ho visto, ma non ho bisogno di vederlo: lo so».

Il social network diceva che quell'intervento incitava «alla violenza fisica».

«Se siamo arrivati al punto che Agamben incita alla violenza fisica Credo che non abbia mai alzato un dito nemmeno contro una mosca. Su, dai, lasciamo perdere. È perfettamente inutile parlarne. È tutto un gioco preconcetto, non c'è nessuna ragione che possa penetrare il muro del pregiudizio totale che vige in questa materia».

 

Così ci scoraggia.

«E che c devo fare io?».

Getta la spugna?

«Ci sono situazioni in cui si può parlare - non ci sono ancora le Ss che ti vengono ad arrestare a casa - ma il tuo parlare non ha nessuna efficacia».

giorgia meloni

 

L'ex ministro Peppe Provenzano ha utilizzato gli scontri di sabato per sostenere che Giorgia Meloni e Fdi siano «fuori dall'arco democratico e repubblicano».

«E che ha detto la Meloni?».

Provenzano si riferiva al fatto che la Meloni non avrebbe «tagliato i ponti con il mondo vicino al neofascismo».

«Ognuno porta acqua al suo mulino, al di là di questo grande compattamento sotto l'egida del governo».

Si può mettere Fdi fuori dall'arco costituzionale?

«Sono tutti modi di dire della primissima Repubblica».

 

Quando c'era, comunque, almeno un'opposizione legittimata, quella del Pci.

massimo cacciari

«Certo, perché i comunisti avevano contribuito alla Resistenza».

 

E con Fratelli d'Italia, come la mettiamo?

«Non c'è nessun partito che si definisca fascista o che si ponga in una qualche forma di continuità esplicita con il fascismo, com' era ancora per il Movimento sociale italiano. Qui si parla a vanvera. Ma non è mica possibile impedire alle teste di cavolo di parlare».

 

Il punto è che Fdi è l'unica opposizione parlamentare rimasta...

«Ma è un'opposizione del tutto fittizia, per carità di Dio. Che opposizione è? La Meloni è la prima a dire che voterebbe Mario Draghi presidente della Repubblica».

yo soy giorgia comizio della meloni a madrid 1

 

Vabbe', lei usa questa provocazione per invocare il voto anticipato.

«Tutti sanno benissimo che non c'è alcuna alternativa a Draghi. Sì, sono tutti movimenti per posizionarsi in vista di quando, prima o poi - forse, inizio a dubitarne - si tornerà a votare. Ma tutti, dalla Meloni in su, sono, in una forma o nell'altra, corresponsabili di questo governo».

 

Non c'è via d'uscita?

«Siamo in uno stato d'emergenza che sta diventano stato d'eccezione».

massimo cacciari accordi e disaccordi 1

Quindi è vero, come dice Agamben, che il fine del decreto green pass non è tanto il vaccino, quanto il pass stesso?

«Mi auguro che il discorso di Agamben, che è perfettamente logico dal punto di vista formale, non rappresenti ciò che sta avvenendo».

 

Cioè?

«Voglio dire: speriamo che non sia così, perché se così fosse, appunto, si verificherebbe il passaggio da uno stato d'emergenza, in cui si dispone di determinati strumenti normativi per combattere una situazione emergenziale, a uno stato d'eccezione, che in questo caso si configurerebbe nel senso di un governo che ci vuole tutti schedati».

 

Non la meraviglia che Draghi, che dovrebbe conoscere il mondo produttivo, non si ponga il problema dell'applicazione del green pass al lavoro e alle imprese?

«Infatti. Io ricevo decine di mail di imprenditori che mi chiedono se qualcuno si rende conto del casino che sarà, per loro, applicare queste norme».

 

meloni

Non li ascolta nessuno?

«No. Nessuno. Ma nessuno li ascoltava nemmeno prima, eh. Non ho sentito manco un imprenditore entusiasta di 'sta storia del green pass. Manco uno».

 

Confindustria l'ha tanto celebrato

«Il punto è proprio questo! A quegli imprenditori ho risposto così: "Rivolgetevi alle vostre organizzazioni, se le vostre organizzazioni sono perfettamente d'accordo con questo andazzo, tenetevele"».

 

Ci dicono che il lasciapassare sia uno strumento per la ripartenza e la libertà, ma a lei pare che questa si possa chiamare «normalità»?

roma, scontri durante la manifestazione dei no green pass 3

«È chiaro che non è normalità, ma alla fine nemmeno il governo dice che questa sia la normalità. Dicono che è uno stato d'emergenza. Bene, vedremo quando finirà. Se si degnassero di dire in base a quali criteri intendono farlo finire, sarebbe meglio».

 

In effetti, nessuno ha ancora individuato i parametri in base ai quali si potrà tornare veramente alla normalità.

massimo cacciari accordi e disaccordi 2

«Esatto. Ma questo l'ho già detto cento volte. Non me lo faccia più ripetere».

ROMA SCONTRI NO VAX CON POLIZIAROMA SCONTRI NO VAX CON POLIZIAROMA MANIFESTAZIONE NO VAX SCONTRI CASTELLINOROMA SCONTRI FIORE CASTELLINOroma, scontri durante la manifestazione dei no green pass 1

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…