“NON CI STIAMO CAPENDO: IO ARRIVO ALLA FINE DEI CINQUE ANNI DI GOVERNO” – A “IN MEZZ'ORA” GIORGIA MELONI TIRA FUORI TUTTO IL SUO ANIMO COATTO SUL PREMIERATO: “SE PERDO IL REFERENDUM? CHISSENE IMPORTA, NON MI DIMETTO” - POI RIFILA UN CALCETTO A TOTI: “SOLO LUI SA DARE UNA RISPOSTA SULLE EVENTUALI DIMISSIONI, IO NON HO GLI ELEMENTI PER VALUTARE” – SULLE ALLEANZE EUROPEE: “MARINE LE PEN? IO NON DO PATENTI DI PRESENTABILITÀ. DI CERTO NON VOGLIO GOVERNARE CON LA SINISTRA. URSULA VON DER LEYEN MI È SEMBRATA PIÙ PRAGMATICA DELLA SUA MAGGIORANZA

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Estratto dell’articolo da www.corriere.it

 

giorgia meloni - in mezzora giorgia meloni - in mezzora

«Non mi fa paura l'idea del referendum e non lo considererò mai come ho già detto mille volte un referendum su di me. Questo non è un referendum sul presente dell'Italia, è un referendum sul futuro dell'Italia». La premier Giorgia Meloni torna sulla riforma del premierato a «In mezz'ora».

 

Quindi cosa intendeva dicendo «O la va o la spacca»? «“O la va o la spacca” - risponde la presidente del Consiglio - era perché mi hanno chiesto "Pensa che possa essere pericoloso, perché può portarle dei problemi se la riforma non passa?". Chi se ne importa. Se la riforma non passa vorrà dire che gli italiani non l'avranno condivisa. Ma da questo a dire “Se perdo il referendum mi dimetto” ... No, guardate, non ci stiamo capendo. Io arrivo alla fine dei miei cinque anni ed è lì che chiederò agli italiani di essere giudicata, quando avrò finito il mio lavoro» [...].

 

Toti e l'inchiesta in Liguria

giorgia meloni - in mezzora giorgia meloni - in mezzora

La premier parla anche dell'inchiesta che ha terrremotato la Liguria. Agli arresti domiciliari dal 7 maggio, il governatore si deve dimettere? «Non ho avuto modo di parlare con Giovanni Toti e per me è molto difficile riuscire ad avere un'idea compiuta su questa storia. Quello che posso dirle a monte è che per il futuro mi piacerebbe, non per Giovanni Toti per qualsiasi italiano, che tra quando c`è una richiesta di misure cautelari e quando quella richiesta viene eseguita non passassero mesi perché se c`è il rischio di reiterazione di un reato allora bisogna fermare il rischio, non aspettare mesi e poi farlo in campagna elettorale» [...]

 

meloni toti meloni toti

E sul passo indietro che il governatore per ora non ha intenzione di fare: «Io penso - ha risposto Meloni a Monica Maggioni - che solamente Toti oggi sia nella posizione di dare una risposta a questa domanda perché solo lui conosce la verità e siccome io l'ho conosciuto per essere una persona che ha avuto a cuore la sua regione e i suoi cittadini penso che sia nella posizione di valutare cosa sia meglio per i cittadini della regione. Io finché non ho tutti gli elementi non posso dare una risposta seria a questa domanda».

 

Le alleanze in Europa

Dal raduno dei conservatori a Madrid il tema delle alleanze in Europa dopo il voto dell'8 e 9 giugno è diventato stringente, soprattutto con l'appello a unirsi diretto a Meloni lanciato da Marine Le Pen, leader del Rassemblement National.

 

GIORGIA MELONI E MARINE LE PEN GIORGIA MELONI E MARINE LE PEN

«Se sono disponibile a alleanze con l'estrema destra in Europa? Io non do patenti di presentabili, sarà perché a me sono state date per una vita, queste cose le decidono i cittadini. Il mio obiettivo - assicura la leader di Fratelli d'Italia- è una maggioranza di centrodestra ed è quello di mandare la sinistra all'opposizione anche in Europa. Di sicuro non sono disposta a fare alleanze con la sinistra, tutto il resto si vede. Penso che le maggioranza arcobaleno producono solo compromessi al ribasso». 

 

Adesso che siamo vicini alle elezioni europee «nei confronti della Ue non c'è da parte mia nessun cambio di tono - ha assicurato Meloni -. Io ho sempre detto e pensato le stesse cose sull'Europa, penso che questa Commissione abbia sbagliato molto» e tuttavia Ursula von der Leyen «delle volte mi è sembrata più pragmatica della sua maggioranza, che è stata una maggioranza ideologica che ha spesso spinto la Commissione a fare delle scelte che poi in corsa ha dovuto correggere perché erano sbagliate».

 

La guerra in Medio Oriente

giorgia meloni - in mezzora giorgia meloni - in mezzora

La posizione del governo italiano sulla guerra tra Hamas e Israele non cambia, dice Giorgia Meloni: «Penso che noi dobbiamo continuare a lavorare per un cessate il fuoco sostenibile, per il rilascio di tutti gli ostaggi, penso che dobbiamo scongiurare un ingresso israeliano a Rafah.

 

Penso che dobbiamo rafforzare l'autorità nazionale palestinese: è quello che ho detto ieri al primo ministro palestinese, è un passaggio fondamentale se si vuole costruire una prospettiva stabile e duratura, di pace anche per il Medio Oriente. Penso che l'Italia debba essere molto fiera del lavoro che ha fatto in questi mesi sul piano del sostegno umanitario». [...]

giorgia meloni - in mezzora giorgia meloni - in mezzora

URSULA VON DER LEYEN - GIORGIA MELONI - OLAF SCHOLZ URSULA VON DER LEYEN - GIORGIA MELONI - OLAF SCHOLZ ursula von der leyen giorgia meloni ursula von der leyen giorgia meloni

giorgia meloni - in mezzora giorgia meloni - in mezzora

giorgia meloni - in mezzora giorgia meloni - in mezzora

 

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DAGOREPORT - SE "AMERICA FIRST" DI TRUMP CONQUISTERA' LA CASA BIANCA PER L'EUROPA NULLA SARA' COME PRIMA - NEI SUOI 4 ANNI DA PRESIDENTE TRUMP NON HA MANCATO DI EVIDENZIARE L’IRRILEVANZA DELL'UNIONE EUROPEA, ENTRANDO IN CONFLITTO PER LO SCARSO IMPEGNO ECONOMICO A FINANZIARE LA NATO - AL 'NYT' IL TRUCE VANCE HA GIA' MESSO IN CHIARO CHE IL FUTURO DELL'UCRAINA "NON E' NEL NOSTRO INTERESSE" - SE LO ZIO SAM CHIUDE I RUBINETTI, DOVE VA UN'EUROPA DISSANGUATA DALLA GUERRA RUSSO-UCRAINA? AL VECCHIO CONTINENTE NON RESTERA' ALTRO CHE RICOMINCIARE A FARE AFFARI CON IL PRINCIPALE COMPETITOR DEGLI STATI UNITI PER LA SUPREMAZIA GLOBALE, L'ONNIPRESENTE CINA DI XI JINPING - DAVANTI A UNO SCENARIO DEL TUTTO NUOVO, CON L'UE COSTRETTA A RECUPERARE I RAPPORTI CON PECHINO E MOSCA (ORBAN E' GIA' AL LAVORO), COME REAGIRA' L'EX "SCERIFFO DEL MONDO"? 

E ORA LA MELONA, RIMASTA CON UN PUGNO DI POLVERE IN MANO, CHE FA? ALL’EVITA PERON DE’ NOANTRI NON RESTA CHE ATTACCARSI ALLA GIACCHETTA DI CICCIO TAJANI PER LA PARTITA DEI COMMISSARI (PROBABILMENTE PERÒ, NON OTTERRÀ DI MEGLIO CHE LA DELEGA ALLA COESIONE) – LA DUCETTA ERA TORMENTATA DAI DUBBI SUL VOTO ALLA VON DER LEYEN, MA POI HA CEDUTO ALLA FIAMMA MAGICA DI FAZZOLARI E ARIANNA, IDEOLOGICAMENTE CONTRARIA. L’HANNO MANDATA A SBATTERE PER LA PAURA DI PERDERE IL 6% RAPPRESENTATO DALLO ZOCCOLO DURO E PURO DI VECCHI ARNESI FASCI CHE ANCORA POPOLA FDI – LA POVERA URSULA CI HA PROVATO IN TUTTI I MODI: NEL SUO DISCORSO HA PARLATO APERTAMENTE DEL PATTO SUI MIGRANTI, MA DI FRONTE ALLA FOLLE RICHIESTA ITALIANA DI OTTENERE UNA VICEPRESIDENZA, HA DOVUTO FARE PIPPA – PS: CHI SONO I DUE FRATELLI D’ITALIA CHE HANNO VOTATO SÌ A VON DER LEYEN?

FLASH – PARE CHE L’INSISTENZA DI GIORGIA MELONI NON SIA SERVITA A MOLTO: LA PREMIER ITALIANA NON AVREBBE OTTENUTO LA VICEPRESIDENZA ESECUTIVA DELLA COMMISSIONE EUROPEA, CHE TANTO BRAMAVA PER IL “SUO” RAFFAELE FITTO. LA DUCETTA DEVE FARE I CONTI CON LA SPACCATURA, AMPIAMENTE PREVISTA, DI ECR: LA “MAGGIORANZA” DEI CONSERVATORI VOTERÀ CONTRO URSULA VON DER LEYEN, CHE SI È PARATA LE CHIAPPE ACCORDANDOSI CON I VERDI. E FRATELLI D’ITALIA? SARANNO COMPATTI, MA SU COSA CE LO DIRANNO SOLO DOPO...

TRUMP HA SCELTO J.D. VANCE CON UN OBIETTIVO PRECISO: LASCIARGLI FARE L’ESAGITATO A CACCIA DI ELETTORI INCAZZATI, MENTRE LUI SI RITAGLIA UN RUOLO PIÙ MODERATO – “THE DONALD”, CHE PENSA DI RIPORTARE NEL SUO STAFF MIKE POMPEO, HA EPURATO LA FIGLIA “TRADITRICE” IVANKA E IL GENERO JARED KUSHNER – OBAMA NON SA SE SILURARE BIDEN: HA PAURA CHE IL CANDIDATO SCELTO PER SOSTITUIRLO VENGA SCONFITTO (A QUEL PUNTO LUI PERDEREBBE LA FACCIA) – IL PRESIDENTE PUÒ ARRENDERSI SOLO SE FINISCE I SOLDI – LA TELEFONATA TRA LO SVALVOLATO ROBERT F. KENNEDY E TRUMP, SPIATTELLATA ONLINE - VIDEO