vladimir putin mikhail khodorkovsky

“LA PACE NON ARRIVERÀ FINCHÉ PUTIN VIVE” – L’EX OLIGARCA RUSSO MICHAIL KHODORKOVSKY, GRANDE OPPOSITORE DI “MAD VLAD” IN ESILIO, SPIEGA ALL’OCCIDENTE QUAL È L’UNICO MODO PER SCONFIGGERE LO ZAR, FARLO FUORI: “BISOGNA CONTENERLO CON LA FORZA. LE TRATTATIVE NON HANNO SENSO” – “NON È UN POLITICO, È UN CRIMINALE. SI FERMERÀ SOLO SE SI RENDERÀ CONTO DI AVERE DAVANTI QUALCUNO PIÙ FORTE. LA MALATTIA? SONO VOCI, E ANCHE SE FOSSE, NON MI CONSOLA. SOLO UNA SCONFITTA MILITARE PUÒ DEFENESTRARLO…”

Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”

 

mikhail khodorkovsky 2

Michail Khodorkovskij pensa il peggio possibile di Vladimir Putin ed è facile capire perché. Nel 2003 era l'uomo più ricco di Russia e Putin, già allora presidente, lo distrusse con una serie di condanne per truffa, evasione fiscale, riciclaggio. Khodorkovskij finì dieci anni in prigione e poi in esilio.

 

Schiacciando lui, Putin ha dato l'esempio a tutti gli altri ricchi postsovietici: chi alza la testa, la perde. A Londra dal 2015 l'ex oligarca resta l'oppositore russo più influente, i suoi contatti e la sua conoscenza dei meccanismi interni al Cremlino lo rendono tra gli analisti più lucidi del putinismo.

 

Khodorkovskij, quando finirà questa guerra?

PUTIN E KHODORKOVSKI

«Quando Putin avrà raggiunto il massimo risultato che la sua forza gli permette oppure quando comincerà a perdere terreno per la forza che gli viene opposta».

 

E se, grazie alle armi occidentali, l'Ucraina respingesse l'invasione?

«Putin convincerà il suo pubblico di aver comunque vinto».

 

Possibile?

«L'opinione pubblica russa, come tante altre, ha la memoria corta. L'obbiettivo dichiarato dal Cremlino, all'inizio, era il cambio di regime a Kiev. Ora è diventato il Donbass. E tutti in Russia ci credono. Cambiare ancora versione non sarebbe un problema».

 

mikhail khodorkovsky

Propaganda o no, comunque arriverà la pace?

«Finché Putin vive, no. La frontiera di 2500 chilometri sarà sempre calda, com' era il muro di Berlino. Se Putin accettasse una tregua, scatenerebbe una nuova guerra appena possibile. I Paesi Baltici e la Polonia sono i suoi prossimi obbiettivi. Per questo bisogna contenerlo con la forza. Le trattative non hanno senso».

 

Una corrente di pensiero impersonata da Kissinger non è d'accordo.

«Kissinger e la sua gente non capiscono con chi hanno a che fare: Putin non è un politico, è un criminale che ha fuso il suo destino con quello dello Stato».

 

Quindi?

«Dal suo passato nel Kgb, il servizio segreto, Putin ha mantenuto il disprezzo per la vita umana. Per lui i cittadini sono solo strumenti dello Stato. Dalla sua psicologia criminale, invece, deriva che si fermerà solo se si renderà conto di avere davanti qualcuno di più forte».

vladimir putin.

 

Ragionando così, però, si arriva al confronto nucleare.

«L'atomica sarebbe più un problema che un vantaggio per Putin. I generali russi non vogliono essere processati come criminali di guerra, la Nato potrebbe rispondere mirando proprio a Putin e, soprattutto, nessun "utile idiota" al mondo lo difenderebbe più. Putin ha paura a dichiarare la mobilitazione generale per non trovarsi il popolo contro. Figurarsi se vuole usare l'atomica».

 

Ha informazioni sulla malattia dello zar?

«Voci. E se anche fosse, non mi consola. So che andrà combattuto a lungo. Solo una sconfitta militare può defenestrarlo. È sempre stato così nella storia russa».

 

khodorkovsky e platon lebedev

Si aspettava tanta difficoltà a prevalere in Ucraina da parte del «seconda potenza militare al mondo» ?

«Arsenale nucleare a parte, la Russia non è così forte. E lo sta dimostrando. Stati Uniti e Cina prendono nota con serenità. Le riserve sono ancora enormi, può vincere sull'Ucraina, ma ha mostrato che il "putinismo" non funziona.

 

La sua cerchia gli mostra solo quel che vuole vedere e nel frattempo ruba il rubabile.

Come lui d'altra parte. È ingenuo aspettarsi efficienza da queste persone».

 

Lei voleva vendere petrolio alla Cina. Ora lo fa il Cremlino per sfuggire alle sanzioni occidentali.

MIKHAIL KHODORKOVSKY

«In quel momento, la tecnologia russa era più avanzata della cinese. Per Mosca sarebbe stato un vantaggio strategico. Oggi non è più così, Putin parla a Pechino con il cappello in mano. E andrà sempre peggio. Per il momento, le sanzioni occidentali hanno limitato l'influenza degli agenti di Putin sulla politica occidentale, ma non hanno ancora ferito l'economia russa. Nel medio termine, invece, impediranno la crescita tecnologica e azzopperanno le prospettive del Paese».

 

Il blocco delle merci imposto dalla Lituania sull'enclave di Kaliningrad, potrebbe spingere Putin ad allargare la guerra?

PUTIN ZELENSKY

«Non lo vedo cominciare un'altra invasione, ma penso che metterà alla prova la Nato. Se la Nato non reagisse sarà l'inizio della fine per l'Alleanza. Senza garanzia di risposta, la Nato non ha senso».

 

Come mai tutti gli oligarchi ucraini sono rimasti fedeli a Zelensky?

«È una scelta sia sentimentale sia pragmatica. Essere ricco e cosmopolita non significa non avere attaccamento al proprio Paese. Poi, gli uomini d'affari ucraini hanno paura che, indipendentemente da ciò che Putin promette loro oggi, in ogni momento potrebbero sottrargli le aziende, com' è successo a me. Hanno più probabilità di continuare a fare affari in un'Ucraina indipendente».

PUTIN E KHODORKOVSKILA VIA DIPLOMATICA - VIGNETTA DI ALTANvladimir putin KHODORKOVSKY LIBEROPUTIN E KHODORKOVSKImikhail khodorkovsky alla cnn 2KHODORKOVSY OPEN RUSSIA CLUB LONDRA

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?