giuseppe conte

“PANORAMA” INTERVISTA DAGO – “NON SOLO PER CONTE, SARÀ UN BUON ANNO ANCHE PER NOI. ORA CHE SALVINI NON C’È PIÙ, NEL GIRO DI TRE GIORNI, DAL RISCHIO DI ESSERE COME LA GRECIA, SIAMO DIVENTATI LA SVIZZERA PER MERKEL, MACRON, TRUMP E VATICANO. E NON SI PARLA PIÙ DEI 40 MILIARDI NECESSARI PER L’AUMENTO DELL’IVA E LA LEGGE DI BILANCIO. SI PUÒ ARRIVARE AL 3% DI RAPPORTO PIL/DEFICIT E MAGARI ANCHE OLTRE – SALVINI NON HA CAPITO CHE CONTANO GLI EQUILIBRI INTERNAZIONALI, ALTRO CHE UBRIACARSI DI MOJITO AL PAPEETE DI MILANO MARITTIMA…”

Dago ph Porcarelli

Maurizio Caverzan per Panorama

 

La crisi italiana, l’elevazione di Giuseppe Conte a statista, la riabilitazione del nostro Paese. Sono novità derivate tutte dal contesto internazionale. «Me lo fece capire una volta Francesco Cossiga», racconta Roberto D’Agostino, fondatore proprietario e direttore di Dagospia, il sito di anticipazioni, inchieste e scenari che Politico.eu, la testata online di analisi politica più compulsata a Washington e Bruxelles, ritiene «una lettura obbligata per le élite». 

 

«Cossiga mi disse che contano gli equilibri internazionali. E che dobbiamo ricordarci di essere un Paese sconfitto della Seconda guerra mondiale. All’estero non si dimentica tanto in fretta. Invece la nostra stampa non sa guardare fuori dai confini. Alberto Arbasino suggeriva ironicamente di fare una gita oltre Chiasso. Magari potremmo riuscire a capire perché, nel giro di tre giorni, dal rischio di essere come la Grecia, improvvisamente siamo diventati la nuova Svizzera».

 

dago e cossiga

Con le dita cerchiate da anelli, i tatuaggi che ricoprono gran parte del corpo, la barba mefistofelica sebbene si dichiari credente, il sulfureo blogger autore dell’imprescindibile Dago in the Skyora viene invitato a parlare nelle università, non solo italiane. Panoramagli ha chiesto di essere lo storyteller della crisi appena conclusa.

 

Quanto durerà il Conte bis?

«Quanto decideranno i poteri internazionali che lo hanno voluto. In Italia pochi hanno notato un fatto rilevante. Il 23 agosto scorso, davanti ai colleghi delle banche centrali, Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, portando le prove del rallentamento dell’economia globale, dopo aver citato la recessione in Germania, le difficoltà della Cina, le tensioni a Hong Kong e il rischio di una hard Brexit, ha parlato della dissoluzione del governo italiano. Perché, mi sono chiesto, con quello che accade in Iran e la guerra dei dazi, il più potente banchiere del mondo parla della crisi del governo italiano?».

ursula von der leyen incontra giuseppe conte a palazzo chigi 1

 

E come si è risposto?

«Mi sono risposto che il caso italiano ha un’influenza notevole nello scacchiere globale con i suoi precari equilibri. La nostra stampa però, sempre ripiegata sui due Mattei, Di Maio e Zingaretti, non se n’è accorta. Ma il mondo non è su Rete4 e su La7».

 

GIUSEPPE CONTE DONALD TRUMP

Tutti hanno voluto Conte, Angela Merkel, Emmanuel MacronDonald Trump: se l’aspettava?

«Anche Bill Gates».

 

conte trump

Persino lui. E poi gli euroburocrati, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, le borse, la sinistra post-blairiana, i gesuiti, la Cei, la Cgil, senza parlare di Renzi e Beppe Grillo…

«Già, abbiamo trovato una sorta di Garibaldi che si chiama Giuseppe Conte».

 

Un salvatore, uno statista.

«Risulta un gigante perché si contrappone a uno che faceva il dj al Papeete di Milano Marittima. Negli ultimi tempi Salvini le ha sbagliate tutte».

BEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

 

Spicca per contrasto. Ma le sue doti personali quali sono?

«Conte non nasce per caso. La prima spia mi si è accesa quando da avvocato del popolo, formula inventata da Rocco Casalino, ha voluto tenersi le deleghe sui servizi segreti. Come mai? Perché voleva mantenere il collegamento con il Deep State e le burocrazie? La seconda spia si è illuminata quando ho visto che frequentava il cardinale Achille Silvestrini, pace all’anima sua, il segretario di Stato Pietro Parolin, ed è stato ricevuto in pompa magna da Bergoglio che invece non ha mai voluto vedere Salvini nonostante le richieste. E qui c’è un’altra scelta sbagliata del Capitone, come lo chiamo io: schierarsi con la curia romana in guerra con il Papa».

 

Anche il rapporto con Mattarella si dice sia contato parecchio.

QUIRINALE REPARTO MATERNITA' BY MACONDO

«Fino a un certo punto Mattarella non sapeva nulla di Conte. Al Quirinale ha molta influenza Ugo Zampetti, colui che ha svezzato Di Maio quando, ignaro di tutto, è diventato vicepresidente della Camera. Tra i due è sbocciato un gran rapporto. Già dopo il voto del 2018 Zampetti spingeva per il governo giallorosso. Era tutto fatto. Poi Maria Elena Boschi, sulla quale c’era il veto del M5s per le inchieste su Banca Etruria, s’impuntò: voleva esserci anche lei. E Renzi, ospite di Fabio Fazio, disse che mai si sarebbe alleato con i grillini».

 

Tornando a Mattarella e Conte?

meme sull'incontro tra sergio mattarella e matteo salvini

«È la filiera dei figli a spiegare al Capo dello Stato chi è questo sconosciuto avvocato e a garantire per lui. Suo figlio, Bernardo Giorgio Mattarella, docente di diritto amministrativo alla Luiss, e il figlio di Napolitano, Giulio, professore della stessa materia a Roma Tre, con il suo socio, il potente avvocato Andrea Zoppini. Oltre che dal Vaticano e dai figli professori, Conte è spinto dal mondo forense con il suo coté massonico. Il suo maestro Guido Alpa, nello studio del quale ha iniziato la carriera, sta ovunque. All’università di Firenze, dove insegna, Conte conosce anche la Boschi».

giulio napolitano foto mezzelani gmt 035

 

Ancora lei?

«Lavora nello studio dell’avvocato Tombari e fa da tramite per un incontro a tre: Alpa, Conte e Renzi. Ma il futuro premier non s’innamora dell’avvocaticchio. Allora, fallito il tentativo di entrare nel giglio magico, Conte incontra Alfonso Bonafede, anche lui con studio a Firenze, che lo porta da Di Maio. Il resto è storia dell’ultimo anno. Un avvocato anonimo, perciò manipolabile, diventa il possibile successore di Mattarella al Quirinale, come l’altro giorno ha ipotizzato un articolo della Stampa».

 

Sembra la trama di un film: tutto grazie solo ad alcune buone relazioni?

Alpa

«E, come dice suo padre, a una straordinaria ambizione che trasforma “Giuseppi” in un abile tessitore di rapporti internazionali, il vero trampolino. A cosa sono serviti i viaggi in Europa e al G7? Agendo da regista del voto in favore di Ursula von der Leyen, l’avatar della Merkel, Conte ha superato l’esame di affidabilità. È diventato organico all’establishment. Ricordiamoci cos’era il movimento di Grillo un anno fa sull’euro e sull’Europa. Il voto pro-Ursula è stato il motivo dello scontro finale fra il M5s e la Lega».

 

salvini balla con marine le pen

Che invece ha sempre sottovalutato i rapporti con Bruxelles?

«Basta dire che non si era accorta che gli altri partiti sovranisti erano nel raggruppamento del Ppe della Merkel. Salvini invece è andato ad allearsi con Marine Le Pen, la spina nel fianco di Macron. A quel punto le perplessità si sono moltiplicate: questo Masaniello con il rosario minaccia di scassare l’euro. Missione compiuta: appena Salvini cade, lo spread rincula e la borsa decolla».

 

E adesso inizia la «ricompensa»?

«Certo. Non si parla più dei 40 miliardi necessari per l’aumento dell’Iva e la legge di bilancio. L’Italia che sembrava come la Grecia, diventa la nuova Svizzera. Ora che l’uomo nero non c’è più si può arrivare al 3% di rapporto Pil/deficit e magari anche oltre, come ha detto Von der Leyen, nel caso si facciano investimenti verdi». 

putin salvini

 

Morale della favola?

«Non si può avere la siringa piena e la moglie drogata. L’Europa è come un club, un minimo di regole devi rispettarle. Altrimenti puoi solo uscire, come ha fatto la Gran Bretagna. Non puoi stare un po’ con la Russia, un po’ con l’America, un po’ con la Cina e fare la Via della seta. Le superpotenze non perdonano. Quando Putin ha incontrato a Roma Conte, Di Maio e Salvini chiedendo impegno contro le sanzioni gli è stato risposto di alleggerire la posizione sulla Crimea. Due giorni dopo è uscita la storia dell’hotel Metropol di Mosca e dei finanziamenti russi alla Lega».

berlusconi con ghedini a bari processo escort

 

Non sarà una lettura troppo complottarda?

«Ma no, i complotti escono dopo, soprattutto se cominci a fare i giochini tra Putin e Trump. Com’è possibile che il presidente americano sponsorizzi il governo più a sinistra della storia italiana? Sovranista grande mangia sovranista piccolo. La storia del Metropol è stata ferma cinque mesi prima di spuntare da un sito americano. Possibile che i servizi segreti, quelli su cui aveva le deleghe Conte non avvisino Salvini? Vuol dire che li aveva contro, era uno zombie che camminava. Siamo sempre lì, il Deep State è decisivo. Citofonare a Berlusconi: anche lui era anomalo, nemico dell’establishment e gliel’hanno fatta pagare. Lo hanno chiamato e gli hanno detto: con lo spread a 500 le tue aziende vanno al macero. E lui è andato a casa».

nicola zingaretti e matteo salvini

 

Così sono stati addomesticati anche i propositi e le promesse di Nicola Zingaretti di puntare al voto?

«La promessa c’era stata, ma le pressioni sono state più forti. Sarà arrivata la telefonata dell’ambasciatore americano o la spinta di qualche alto prelato».

 

Il Pd torna in campo, ma perde la faccia andando al governo ancora senza passare dalle elezioni.

«E chissà quando ci si ripasserà. Adesso devono tagliare 345 parlamentari, poi fare il referendum e la nuova legge elettorale. Si voterà nel 2022, con un nuovo Capo dello Stato».

mattarella prodi raggi

 

Che sarà Romano Prodi?

«Non credo, troppo filocinese».

 

Il M5s che doveva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno è rimasto inscatolato?

«Il M5s è diventato il tonno, il movimento è diventato partito. Quella era la propaganda di Grillo. Ricordiamoci che Gianroberto Casaleggio andava alle convention di Cernobbio».

 

Conte è una figura doubleface? Quando ha detto che il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo ha omesso di dire che si riferiva a sé stesso?

«Già, non ha finito la dichiarazione. Ma, tutto sommato, forse sarà un buon anno anche per noi. Meno tensioni, meno incubo migranti, meno social sobillatori».

Nicola Zingaretti Luigi Di Maio Giuseppe Conte

 

Di sicuro più tasse. Grillo che propone ministri tecnici di alto profilo dà ragione a Salvini che vede nel Conte bis la riedizione del governo Monti deciso a Bruxelles?

«Dopo i Vaffa è arrivato il nuovo Coniglio mannaro di forlaniana memoria. È entrato in scena il giorno delle dimissioni al Senato. Casaleggio voleva conquistare il potere attraverso Grillo. Ma quando prendi il 33% devi metterti in una prospettiva governativa. Conte dà questa prospettiva. L’errore di Salvini è stato puntare sull’uomo solo al comando (“Voglio pieni poteri”). È sempre andata così: Berlusconi, Renzi, adesso lui. La politica è fatta di relazioni. A Roma ci si “attovaglia” per fare le strategie. Magari la si pensa in modo diverso, ma a tavola si fanno le parti. E ce n’è un po’ per tutti».

Il ritorno del Biscontegiuseppe conte con il figlio al ristorante giapponese daruma sushi 3PAPA FRANCESCO INCONTRA GIUSEPPE CONTEGOVERNO CONTE BIS BY TERRE IMPERVIEgiuseppe conte contro salvini in senatoIL TAVOLO DEI POTENTI DEL G7 DI BIARRITZ DALL'ALTOMATTEO SALVINI VLADIMIR PUTIN GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIOursula von der leyen incontra giuseppe conte a palazzo chigi 5MARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTELA FACCIA DI GIUSEPPE CONTE AL G7 DI BIARRITZgiuseppe conte nicola zingaretti 1L'ARTICOLO DEL NEW YORK TIMES SU GIUSEPPE CONTE 'L'INSOSTITUIBILE'

 

 

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