matteo salvini suora

“LA PENULTIMA DEA, PRIMA DELLA SPERANZA, RESTA LA FEDE, MA È ANCHE QUELLA CUI MENO CONVIENE AFFIDARSI” – FILIPPO CECCARELLI: “CREDO È LA PAROLA CHIAVE SCELTA DA SALVINI: CREDO IN QUESTO E CREDO IN QUELLO, MA AL DUNQUE CREDO SOPRATTUTTO IN ME STESSO” – “ORA, NON SI VORREBBE QUI TOGLIERE LA GLORIA AI CREATIVI, MA OCCORRE PUR DIRE CHE QUESTA STORIA, COME TANTISSIME ALTRE, SE L'ERA GIÀ INVENTATA BERLUSCONI ANNI ORSONO, PER L'ESATTEZZA NEL 2004, QUANDO…”

 

Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

 

matteo salvini credo

Nelle più intense e sgangherate campagne elettorali la penultima dea, prima della Speranza, resta la Fede, ma anche quella cui meno conviene affidarsi. «Credo» è invece la parola chiave scelta da Salvini: credo in questo e credo in quello, ma al dunque credo soprattutto in me stesso. A questo punto la tentazione sarebbe quella di allargare le braccia e salutare, anche con gentilezza e perfino in musica, "ciao-ciao": è di pochi giorni fa la polemica tra il Capitano e la Rappresentante di lista per uso improprio del brano sanremese.

 

credo lo slogan di matteo salvini

E tuttavia, proprio in quanto estremo, il richiamo fideistico merita un diverso trattamento. Diffuso su milioni di schermi in bianco font paffutello su campo blu e sottolineato in giallo, il "Credo" di Salvini alimenta da ieri una specie di spot in cui compare in finta lettera autografa con caratteri un po' pellicciosi e proiettato in notturna su quattro luoghi simbolo: l'hub di Lampedusa (immigrazione), la sede dell'Inps (pensioni), l'Agenzia delle entrate (tasse), la stazione di Milano (sicurezza).

 

MATTEO SALVINI CON IL ROSARIO

Uno speaker con voce profonda declina "Credo" leggendo un testo che per tre minuti circa risuona come un generatore automatico di retorica, "il domani", "la rivoluzione", "i sognatori", "i nostri figli", "la forza di rialzarsi" eccetera. A metà, esaurita la musica eroica, si riconosce la voce di Salvini che offre il senso del product placement: "Credo che nessun'altra parola come 'credo' racchiuda il nostro modo di essere e di fare politica".

 

E anche qui, vinto di nuovo l'istinto di un arrendevole congedo, viene da chiedersi se sia farina del suo sacco o di quale altra entità marketizzante tipo Morisi redivivo, Chaouqui o magari l'aggressiva agenzia Artsmedia, basata ad Adria, Roma e Tirana; il "credo" salviniano rientra infatti in un pacchetto che prevede anche un meno impegnativo "ci#credo" e mostra in foto, quali malvagi testimonial, alcuni individui (Letta, Saviano, la ministra dell'Interno) che "non credono" alle credenze della Lega.

 

credo lo slogan di salvini

Ora, non si vorrebbe qui togliere la gloria ai creativi, ma occorre pur dire che questa storia, come tantissime altre, se l'era già inventata Berlusconi anni orsono, per l'esattezza nel 2004, quando nelle manifestazioni, sull'onda del coro, erano chiamati sul palco quattro giovanotti scelti dopo accurato casting (la ricciolona, il primo della classe, il riccetto nerd, la biondina) ai quali veniva fatto declamare - vedi vedi - il "credo laico", breve testo attribuito al fondatore anche se di sospetta stesura adornatiana (da Ferdinando Adornato, allora deputato del Pdl).

matteo salvini con le madonne in diretta al tg1 2

 

È vero pure che in campagna elettorale tutto fa brodo. Però, diamine, colpisce che un'invocazione così solenne, quasi religiosa, sia riscappata fuori proprio nel momento in cui la fiducia nella politica versa nel peggior stato possibile e nessuno crede più, come si dice a Roma, neppure al pancotto.

 

Come ovvio, la faccenda non riguarda solo il leader della Lega, che pure nelle sue apparizioni social casca così spesso sull'uso e l'abuso di oggetti sacri, crocifissi, presepi, rosari, madonne, da figurare nelle relative e plausibili parodie come il "Mago Salvino", sensitivo e cartomante. Più realisticamente, il punto è se con il suo "credo" non chieda troppo non solo ai suoi elettori, ma specialmente a se stesso.

 

credo lo slogan di salvini

Comunista padano con orecchino, poi capitan Fracassa anti-terrone, poi indipendentista antinazionale per poi figurare, anche col dispiego dei più vistosi costumi di scena, dalle felpe localistiche alle uniformi militari, come campione di patriottismo sovranista, difesa dei sacri confini e lancio di corone d'alloro nel Piave, seppur con un occhio alla Russia di Putin.

 

manifesti credo di salvini

E tutto ciò prima che prendesse il via la quotidiana fantasmagoria social, mitra e peluche, Milan e cassette di fichi fioroni, dialoghi con le mucche, mojito, una metamorfosi appresso all'altra, fino alla svolta europeista, poi a quella del partito repubblicano americano (febbraio), poi a quella dietro Papa Bergoglio (marzo). Poi "credo" - e d'accordo che è la campagna elettorale, ma di cosa altro c'è bisogno per capire che dietro alle parole si nasconde la più spaventosa insignificanza?

credo lo slogan di matteo salvini matteo salvini bacia il rosario mentre parla giuseppe conte 1salvini rosariosalvini rosarioLA VIGNETTA DI CHARLIE HEBDO SU SALVINI E IL ROSARIOsalvini rosariomatteo salvini credo

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...