roberto calderoli

“QUELLO CHE HA DETTO MORRA SULLA SANTELLI È INDECENTE. IO COL CANCRO LAVORO DA ANNI: CHI HA UN TUMORE NON DEVE SENTIRSI DIVERSO” - IL LEGHISTA CALDEROLI: “IO HO SEMPRE CERCATO DI FAR COINCIDERE RICOVERI E CONTROLLI CON I PERIODI DI VACANZA. PER IL RESTO HO SEMPRE LAVORATO. NEL 2013, L'ANNO IN CUI HO SUBITO L' INTERVENTO PIÙ GROSSO, RICORDO DI AVER FATTO UN COMIZIO IN EMILIA ASSIEME A TREMONTI, CON ANCORA INDOSSO I DRENAGGI...».

Fabio Rubini per “Libero quotidiano”

 

nicola morra con la moglie patrizia foto di bacco

Otto anni e mezzo fa a Roberto Calderoli, esponente di spicco della Lega, diagnosticarono un tumore. Da allora sulle spalle del politico bergamasco sono passati una decina di interventi e una quantità incalcolabile di controlli e sedute di terapia. Una realtà che Calderoli non ha mai nascosto. Anzi. Per questo nel sentire le parole di Morra su Jole Santelli, s' è indignato come paziente, prima ancora che come politico.

«Quello che ha detto Morra è indecente. In un colpo solo ha offeso la memoria di una persona defunta che era umanamente e politicamente forte, i cittadini calabresi e tutti i malati di tumore che si sono sentiti discriminati».

calderoli

 

Cosa l' ha fatta colpita di più in quelle parole?

«Il messaggio sbagliato che era sottinteso e cioè che se sei malato di cancro sei diverso. Esattamente l' opposto di quello che un paziente deve sentirsi dire. Una cosa aberrante».

 

Un esempio del decadimento della politica?

«Ma quale decadimento, qui siamo proprio alla degenerazione della classe politica. Nello scusarsi Morra ha usato una frase ("Se queste mie parole servono per riverginare l' imene di chi si è trastullato nel tempo, quello non è un problema mio", ndr) con la quale ha insultato tutte le donne. Le femministe di sinistra, però, se ne sono state zitte».

giuseppe leoni roberto calderoli

 

Senatore, lei convive con la malattia da tempo, eppure non è mai stata d'impedimento per la sua attività.

«Ho sempre cercato di far coincidere ricoveri e controlli con i periodi di vacanza. Per il resto ho sempre lavorato. Ricordo una volta, era il 2012, stavamo scrivendo la riforma sul presidenzialismo e la delegazione venne da me in ospedale. Io ero a letto, non riuscivo a stare seduto, ma abbiamo lavorato ugualmente. Nel 2013, l' anno in cui ho subito l' intervento più grosso, ricordo di aver fatto un comizio in Emilia assieme a Tremonti, con ancora indosso i drenaggi...».

gancia calderoli

 

Che messaggio si sente di lanciare a chi, malato, si è sentito offeso da Morra?

«Di non avere paura a raccontare la propria esperienza. Io l' ho fatto e nel tempo è servito a me e agli altri. Ancora oggi sono in molti che mi contattano per avere un consiglio, un contatto. Credetemi, quando vivi un' esperienza così ti si apre un mondo. Capisci le cose importanti nella vita».

 

E a Morra che diciamo?

«Che prima di aprire bocca dovrebbe andare a farsi un giro in un reparto di oncologia».

 

Senta, parliamo anche un po' di politica?

«Prima mi faccia dire ancora una cosa. Ho chiuso l' ultima campagna elettorale con un comizio a Reggio Calabria. La sera siamo andati a cena con Jole e Mulé. Può capire l' amicizia che c' era. Quando mi hanno detto che era morta non riuscivo a crederci...».

ROBERTO CALDEROLI

 

Che ne pensa del balletto governativo di Forza Italia?

«Che ha ragione Salvini quando parla di federazione. Il centrodestra funziona se è vero, concreto, fondato su temi condivisi. Non se è una mera alleanza elettorale».

 

Per questo la Lega al Sud ha faticato, lasciando spazio alla Meloni?

«La Lega ha faticato dove non ha presentato candidati riconoscibili dell' intera coalizione. In Veneto e Liguria abbiamo vinto...»

 

Si apre una questione "Sud" per la Lega?

«No, Salvini fa bene ad insistere e per amore di coalizione ha anche accettato candidati perdenti. Ora però la scelta della classe politica deve essere fatta sul merito, non per partiti».

 

Tutti vogliono riformare il Titolo V e tornare al centralismo.

ROBERTO CALDEROLI

Lei che è federalista è pronto alla battaglia? «Questo è un altro esempio di degenerazione della politica. Vorrebbero farci credere che, ad esempio, la sanità sarebbe meglio gestita dal governo, quando le uniche sanità che non funzionano sono quelle che da un decennio sono commissariate proprio dallo Stato? Siamo seri».

Ultimi Dagoreport

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI NIGEL FARAGE A LONDRA È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…