alessandro giuli gennaro sangiuliano alberto mattioli

LA LETTERA APERTA DI ALBERTO MATTIOLI AL NEO-MINISTRO DELLA CULTURA, ALESSANDRO GIULI: “UN MINISTRO DELLA CULTURA DOVREBBE DEFINIRE CON CHIAREZZA QUALE SIA LA CULTURA DELLA DESTRA DI GOVERNO. CHI SCEGLIE FRA GIOVANNI GENTILE E ROBERTO VANNACCI? UNA BUONA POLITICA CULTURALE SIGNIFICA DEFINIRE OBBIETTIVI E POI SCEGLIERE LE PERSONE MIGLIORI PER CONCRETIZZARLI: L’INDIRIZZO È POLITICO, LA REALIZZAZIONE È TECNICA. SANGIULIANO HA FATTO IL CONTRARIO. HA PIAZZATO AMICI, FAMIGLI E FRATELLI IN OGNI DOVE, MA SENZA MAI SPIEGARCI PER FARE COSA. SE UNA CLASSE DIRIGENTE DI DESTRA NON C’È, BISOGNA COSTRUIRLA CON TEMPO E MENTRE CRESCE..."

Estratto dell’articolo di Alberto Mattioli per www.lastampa.it

 

alberto mattioli

Gentile ministro Giuli,

il primo consiglio che le darei come nuovo responsabile della Cultura è quello di non seguire i consigli. Meglio sbagliare in prima persona. Lei parte avvantaggiato perché difficilmente potrà fare peggio del suo predecessore. Anzi, altro consiglio non richiesto: parli il meno possibile. Quello che rendeva così devastanti le gaffe di Gennaro Sangiuliano era la prosopopea con la quale le enunciava […]

 

Poi, un ministro della Cultura dovrebbe definire con chiarezza quale sia la cultura della destra di governo. Fra Giovanni Gentile e Roberto Vannacci c’è qualche percepibile differenza, e non solo sintattica. Quale destra? Se ne vorrebbe una liberale, liberista, magari pure libertaria, moderata, europeista, seria, dignitosa, niente Orban e niente Trump, e figuriamoci Putin. Tagli finalmente il cordone ombelicale con l’eredità postfascista e rinneghi con chiarezza il populismo, che è poi la riduzione di problemi complessi a soluzioni semplici, anzi semplicistiche […] mentre mai come oggi fare cultura significa pensare la complessità.

 

gennaro sangiuliano alessandro giuli

Nel suo saggio Gramsci è vivo, lei lodevolmente scrive che la destra non può soccombere al vannaccismo; e tuttavia resta, quello del generale, il libro più influente prodotto dalla sua parte politica negli ultimi anni. E questo, per un ministro della Cultura di destra, è un problema. Le élite saranno antipatiche, ma i demagoghi sono pericolosi. Quanto a tutto il misticismo evoliano, già suonare l’ocarina nei campi fecondati dal Dio sole non le ha portato fortuna quando provava a fare tivù; al ministero, meglio evitare. […]

 

Che la destra metta i suoi uomini alla testa delle istituzioni culturali è legittimo e del resto l’ha sempre fatto anche la sinistra. Il problema è che ha più poltrone da distribuire che deretani presentabili per occuparle. Dunque, piuttosto che piazzarci gente senza requisiti, per esempio affidando l’organizzazione del G7 a una signora che fa la consigliera a insaputa del ministro, meglio dare fiducia ai tecnici.

 

alessandro giuli gennaro sangiuliano

Una buona politica, quindi anche una buona politica culturale, significa definire priorità, progetti e obbiettivi e poi scegliere le persone migliori per concretizzarli: l’indirizzo è politico, la realizzazione è tecnica. Il suo predecessore ha fatto il contrario. Ha piazzato amici, famigli e fratelli in ogni dove, ma senza mai spiegarci per fare cosa. Prenda esempio dal suo amico Buttafuoco, che da presidente della Biennale ha confermato alla guida della Mostra del cinema Alberto Barbera, che non è certo un uomo di destra, per la banale ma decisiva ragione che è bravo.

 

Se una classe dirigente di destra non c’è, bisogna costruirla con tempo e pazienza, dal basso, e mentre cresce fare affidamento all’usato sicuro dei tecnici. Al Collegio Romano non difettano le competenze. E sì, per dirigere un museo essere degli storici dell’arte aiuta […] Infine, un minimo di modernità nei mezzi. L’idea che l’egemonia culturale si conquisti ancora con strumenti novecenteschi come le fiction edificanti e le mostre irredentiste o trasformando la Rai nella caricatura dell’Eiar è grottesca, come andare in guerra armati non di droni ma del fucile 91.

alessandro giuli gennaro sangiuliano

 

Anche per chi crede nella Tradizione, anzi forse soprattutto per lui, fare cultura vuol dire pensare il futuro. In due anni, il suo predecessore che pure era circondato da torme di consiglieri e soprattutto consigliere non è stato capace di partorire una sola idea nuova e forte, coraggiosa e spiazzante. Provi ad averne una lei, magari perfino buona: forse non le faranno un monumento, ma almeno in piazza non sarà accolto dalle pernacchie. In bocca al lupo.

 

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)