meme sulla spunta blu a pagamento su twitter elon musk

I LIBERAL AMERICANI HANNO UN NUOVO NEMICO: ELON MUSK – L’UOMO PIÙ RICCO DEL MONDO, PER IL SOLO FATTO DI AVER DETTO DI VOTARE REPUBBLICANO, VIENE MASSACRATO E ACCUSATO DI OGNI NEFANDEZZA - RAMPINI: “LA MAGGIOR PARTE DEGLI ORGANI D’INFORMAZIONE TRADIZIONALI SONO CONTROLLATI DA UNA GENERAZIONE DI MILITANTI DELLA SINISTRA RADICALE. QUESTO ESTABLISHMENT SI CONSIDERA PROGRESSISTA, PRATICA LA CANCEL CULTURE E CONSIDERA COME UNA SUA MISSIONE SACROSANTA QUELLA DI CENSURARE MOLTE OPINIONI CONTRARIE, MAGARI ETICHETTANDOLE COME FAKE-NEWS…”

elon musk

1. ELEZIONI USA DI MIDTERM, I SONDAGGI E I QUATTRO SCENARI DEL VOTO. E INTANTO ELON MUSK SI SCHIERA: "VOTATE I REPUBBLICANI"

Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per www.repubblica.it

 

Elon Musk irrompe nelle elezioni midterm, sollecitando gli americani a votare repubblicano. Così non solo viola per la prima volta la regola della neutralità, almeno apparente, rispettata finora dai fondatori o proprietari dei grandi social media, ma alimenta le preoccupazioni per la regolarità delle presidenziali del 2024, perché si schiera apertamente col partito di Trump che ha già detto di voler riammettere sulla sua piattaforma, nonostante usandola per diffondere la "grande bugia" sulle elezioni rubate nel 2020 abbia fomentato l’assalto al Congresso del 6 gennaio.

 

donald trump

[…]  Diverse cose cambieranno, se il Gop prenderà anche solo la maggioranza alla Camera. Ci sarà la paralisi dell'agenda legislativa di Biden, andranno a rischio i finanziamenti per continuare a sostenere l'Ucraina, diventerà impossibile regolare l'aborto con una legge federale, si bloccheranno le nuove iniziative sull’emergenza clima e le misure contro il Covid.

 

Quasi scontato sarà lo scontro sul debito pubblico, usato dai repubblicani come arma di ricatto per tagliare le spese sociali e l'assistenza; impensabili la riforma del sistema dell'immigrazione e la cancellazione dei debiti degli studenti universitari; probabile l’avvio di inchieste parlamentari sul capo della Casa Bianca, con l'obiettivo di screditarlo, impedirgli di operare e tentare l'impeachment.

 

joe biden maryland

Se poi il Gop prenderà anche il Senato, Biden non potrà più nominare giudici per equilibrare quello che aveva fatto Trump alla magistratura, e se ci sarà l'ondata sperata dai repubblicani il presidente rischia di perdere anche il potere di veto per bloccare le leggi volute dai suoi avversari. […] Le elezioni midterm quindi saranno soprattutto un referendum su Biden e Trump. Nessuno dei due è sulla scheda, ma tutti sanno che si vota per loro due, tanto riguardo le midterm e il controllo del Congresso, quanto in proiezione delle prossime presidenziali del 2024.

 

2. MUSK, L'ENDORSEMENT PER I REPUBBLICANI E L'ASSEDIO DELLA SINISTRA SU TWITTER

Federico Rampini per www.corriere.it

 

federico rampini

Mancano poche ore ai risultati delle elezioni di midterm. Mancano pochi giorni all’annuncio di Donald Trump sulla sua terza candidatura alla Casa Bianca. Intanto il nuovo padrone di Twitter, Elon Musk, fa scandalo con il suo endorsement: votate repubblicano alle elezioni legislative.

 

La sua uscita non dovrebbe sorprendere più di tanto, l’industriale più ricco del mondo è favorevole a politiche economiche liberiste, più consoni al programma del Grand Old Party.

 

elon musk alla festa di halloween di heidi klum 2022

Gli endorsement degli editori di media sono pratica corrente: il New York Times è pieno di consigli su come votare (sempre e soltanto per l’altra parte, il partito democratico). Inoltre Musk ha l’avvertenza di presentare la sua scelta non come una preferenza categorica ma come una preferenza tattica. Spiega che l’eccessiva concentrazione di potere è sempre fonte di abusi, pertanto è bene che un presidente democratico sia controbilanciato da un Congresso a maggioranza repubblicana. Ma lo scandalo rimane. Non può che rafforzare la campagna contro l’acquirente di Twitter, già in atto da settimane.

 

Si capisce la tensione febbricitante, gran parte del frastuono assordante che circonda i primi passi di Musk come nuovo padrone di Twitter, si spiega così: per anni l’establishment di sinistra ha controllato la sfera del discorso pubblico digitale negli Stati Uniti, fino ad applicare la censura in modo sempre più sistematico, confinando la destra in una sorta di «riserva indiana».

 

MEME SULLA SPUNTA BLU A PAGAMENTO SU TWITTER

Musk è sempre stato più vicino alla destra (ha spostato la sua sede dalla California democratica al Texas repubblicano), anche se i suoi rapporti con Trump sono a dir poco tempestosi. Ma in gioco non c’è solo il ritorno di Trump su Twitter, o meno. Il semplice fatto che Musk possa alterare gli equilibri di potere e il controllo politico sui media digitali, ha mobilitato contro di lui una coalizione di forze formidabile.

 

In passato questo imprenditore è riuscito in imprese impossibili, rovesciando tutti i pronostici. Ha trasformato la Tesla nell’azienda automobilistica di maggior valore al mondo, mentre fino a pochi anni fa molti concorrenti e autorevoli osservatori la consideravano una bufala.

 

Irriso inizialmente per i suoi propositi di conquista dello spazio, oggi con Space-X gestisce l’azienda più attiva del mondo nella messa in orbita di nuovi satelliti, anche per conto della Nasa. Questi precedenti dovrebbero indurre alla cautela prima di irridere ai suoi sforzi di risanamento di un’azienda malata (Twitter è stata quasi sempre in perdita).

 

ELON MUSK TESLA 2

Ma da quando Musk ha osato prendere il controllo del social media di San Francisco che ha inventato i «cinguettii», la campagna che si è scatenata contro di lui è forsennata, e sembra aver perso ogni senso delle proporzioni.

 

Ogni suo passo come nuovo capo di Twitter viene descritto con toni che variano dall’indignazione al catastrofismo. Un esempio sono i titoloni in prima pagina per l’ecatombe di posti di lavoro, accompagnati da analisi che trasudano orrore per i metodi «disumani» con cui Musk sta licenziando il personale dell’azienda appena acquistata. I 3.700 licenziamenti che Musk ha in mente sono tanti, non c’è dubbio, e la notizia merita visibilità.

 

elon musk fake by kathy griffin

 Tuttavia non si tratta di un «massacro occupazionale» senza precedenti, tutt’altro. In passato ben altre riduzioni di organici ebbero luogo nella Silicon Valley, per esempio i 24.600 licenziamenti alla Hewlett-Packard.

 

In questo periodo, inoltre, tutto il settore Big Tech versa in difficoltà più o meno gravi, e i licenziamenti sono la regola: perfino Amazon si appresta a cacciare un bel po’ di dipendenti, così come Lyft, Stripe e tanti altri.

 

I toni apocalittici con cui viene descritta la ristrutturazione di Twitter sarebbero più adatti per raccontare ciò che sta accadendo a Meta-Facebook: l’azienda di Mark Zuckerberg ha perso il 70% del suo valore in Borsa, la scommessa sulla realtà virtuale e il metaverso per adesso è un disastro, e anche lì si preannunciano licenziamenti sostanziosi.

 

ELON MUSK DONALD TRUMP

In quanto ai metodi con cui i dipendenti vengono cacciati, in America non sono mai particolarmente gentili: qualcuno ricorda gli «scatoloni» della Lehman Brothers? La catastrofe Meta-Facebook non ha né la stessa visibilità né viene analizzata con i toni ostili che segnano i notiziari su Twitter.

 

La spiegazione è evidente per chi conosca la geografia politica dei media americani. La maggior parte degli organi d’informazione tradizionali, dal New York Times al Washington Post, dalla Cnn alla Msnbc, sono controllati da una generazione di militanti della sinistra radicale. Questo establishment si considera progressista, pratica la woke culture o cancel culture che ho analizzato in passato nel mio saggio «Suicidio occidentale», e considera come una sua missione sacrosanta quella di censurare molte opinioni contrarie, magari etichettandole come fake-news.

 

mark zuckerberg

Questo establishment è ancora più potente nei social, dove la generazione politicamente corretta ha preso il controllo da tempo in quei poteri forti che sono Google e Facebook. Così si spiegano i due pesi e due misure, nel narrare le vicende di Tiwtter e Facebook.

 

Questo establishment progressista è potentissimo e Musk se ne sta rendendo conto: «I gruppi attivisti – ha detto – stanno facendo pressione sugli investitori pubblicitari perché disertino Twitter, stiamo subendo perdite massicce nelle entrate pubblicitarie, benché io non abbia ancora cambiato nulla nelle regole di moderazione dei contenuti».

 

tesla model 3 shanghai

Anzi, per placare l’ira degli «attivisti», Musk vuole affidare la moderazione dei contenuti a un comitato di esperti indipendenti, chiamandosi fuori.

 

Quando parla di «attivisti», il nuovo padrone di Twitter si riferisce alle correnti ideologiche militanti che influenzano la Global Alliance for Responsible Media, un’associazione nata per «combattere contenuti nocivi sui media», che riunisce i responsabili pubblicitari di grandi multinazionali e le maggiori agenzie pubblicitarie, insieme con i top manager in carica per le questioni etiche, coloro che vigilano sulla purezza dottrinaria delle aziende su temi come le minoranze etniche e sessuali o l’ambientalismo.

 

elon musk con il sindaco di shanghai ying yong al lancio della tesla made in china

Ironizzando sull’accerchiamento che subisce da parte di questa nuova «polizia del linguaggio», Musk si è auto-nominato non più chief executive di Twitter bensì Twitter Complaint Hotline Operatore: traduco liberamente con «centralinista della linea diretta per le lamentele contro Twitter».

 

L’offensiva mediatica non è l’unica. La sinistra parlamentare e di governo completa l’accerchiamento di Musk. Al Congresso alcuni democratici, capeggiati dal senatore Chris Murphy, chiedono un’indagine sui capitali esteri che partecipano all’acquisizione di Twitter e minacciano di bloccarla per ragioni di sicurezza nazionale. Si riferiscono a un fondo saudita e a un investitore sino-canadese, che hanno partecipazioni molto minoritarie.

 

MEME SU ELON MUSK CHE LICENZIA I DIPENDENTI DI TWITTER

Altri esponenti della sinistra invocano l’intervento della Casa Bianca, perché Musk avendo una fabbrica Tesla a Shanghai sarebbe colluso con il regime cinese e quindi Twitter (secondo loro) finirebbe per subire l’influenza di Xi Jinping. Peraltro l’Amministrazione Biden finora è stata indulgente verso una piattaforma social come TikTok, la cui proprietà è interamente cinese.

 

Non bisogna cercare una coerenza negli assalti lanciati contro Musk. Per conservare il senso delle proporzioni: Twitter è un nano con i suoi 4,5 miliardi di fatturato pubblicitario rispetto ai 210 miliardi di Alphabet-Google o ai 31 miliardi di Amazon. Ma Google e Amazon sono nelle mani «giuste».

 

In questo clima di assedio, l’endorsement di Musk ai repubblicani a poche ore dal voto si può interpretare come un gesto opportunistico e difensivo.

 

La vittoria della destra alle elezioni di mid-term sembra abbastanza scontata, non sarà la presa di posizione tardiva di Musk a spostare dei voti. Forse lui sta già chiedendo alla futura maggioranza parlamentare di proteggerlo dagli attacchi dell’establishment di sinistra.

 

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