beppe grillo giuseppe conte luigi di maio alessandro di battista

MA CHE CE FAMO CON CONTE, LA BIRRA? – PER EVITARE IL CONO D'OMBRA, IL CONTE TROMBATO HA CHIESTO A GRILLO E A DI MAIO DI ENTRARE NEL MOVIMENTO, TRA I 5 CHE FARANNO PARTE DEL DIRETTORIO – INTANTO SI E' SUBITO APPECORONATO A GRILLO, SFANCULANDO IL SUO IDEOLOGO TRAVAGLIO: "VOLGERE LE SPALLE A DRAGHI VUOL DIRE VOLGERE LE SPALLE AL PAESE". ED E' GIA' PARTITA LA GUERRA A DI MAIO PER IMPADRONIRSI DELLA LEADERSHIP DEI 5STELLE – VIDEO: "IO SINDACO DI ROMA? NO GRAZIE"

 

 

1 – GOVERNO:CONTE,COMPRENSIBILI PERPLESSITÀ 5S MA ORA COMPATTI

GIUSEPPE CONTE ROCCO CASALINO E IL TAVOLINO MEME

 (ANSA) - "Saremo vicini, li seguirò, continueremo a sentirci". Lo dice Giuseppe Conte alle telecamere del Tg3, all'indomani dell'assemblea con i parlamentari M5s, "un'occasione per ringraziare tutti i parlamentari per il grande lavoro che hanno fatto".

 

Quanto ai Cinque stelle ancora perplessi sul possibile sostegno a Draghi, Conte afferma: "Non è un passo facilissimo per alcuni di loro, è comprensibile anche che ci siano delle perplessità. Ho detto loro quel che penso: questo è il momento di guardare alle sofferenze delle persone, cercare di concentrarsi sul bene del Paese". Per il Movimento, aggiunge, "la compattezza è un valore in sé".

GIUSEPPE CONTE VENDITORE DI CALDARROSTE

 

2 – CONTE, CANDIDATO SINDACO A ROMA? NO, GRAZIE

 (ANSA) - ROMA, 08 FEB - Conte candidato sindaco di Roma? "No, grazie". Così Giuseppe Conte risponde alle telecamere del Tg3 che lo intervistano mentre cammina per le vie del centro di Roma.

 

 

virginia raggi e giuseppe conte affacciati al balcone del campidoglio 2

3 – CONTE: SARÒ FUORI DAL GOVERNO, NO ALLA LEGA L'IPOTESI DI DIVENTARE PRESIDENTE DEL M5S

Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

È una domenica che non sembra tale nel Movimento, e si conclude solo in tarda serata con le rassicurazioni di Vito Crimi sul "perimetro" politico che consentirebbe ai 5 Stelle di dire sì a Mario Draghi: «No ad un governo con dentro tutti », con anche la Lega. «Mancherebbero una identità politica e le garanzie per portare avanti i nostri temi», spiega il reggente all' assemblea congiunta dei parlamentari via Zoom.

 

«Dobbiamo partire dal Conte 2 e su quel perimetro fare pochi innesti». Il punto è che le sacche di resistenza all' accordo con Draghi restano ampie e la mossa di Matteo Salvini, che si è iscritto al ruolo di co-protagonista del nuovo esecutivo, mette in difficoltà il M5s.

GIUSEPPE CONTE – MEME

 

Ma poi anche Giuseppe Conte è intervenuto dopo di lui, e la sua posizione è meno netta: «L' Aventino è anche una scelta percorribile, ma non auspicabile durante una pandemia mondiale. Bisogna fare i conti con la realtà, con la fase storica. Volgere le spalle al presidente incaricato vuol dire volgere le spalle al Paese», le parole dell' ex primo ministro.

 

«Temo molto la presenza della Lega né dimentico chi ci ha voltato le spalle - ha aggiunto - il percorso è difficile ma porremo condizioni tali che alcuni soggetti non dovranno restare al tavolo. C' è da salvare le riforme fatte sinora».

grillo conte casaleggio

 

Il dilemma Rousseau

Nel Movimento i no a prescindere a Draghi sarebbero una ventina, mettendo assieme le due Camere. Ma gli incerti, i dubbiosi, i critici, sono parecchi di più e quest' area, con sfumature e sensibilità diverse, chiede che l' eventuale accordo venga perlomeno vidimato dalla base attraverso una votazione su Rousseau. Così si fece per il "governo del cambiamento" con la Lega nel 2018, così avvenne per l' alleanza con Pd e LeU nel 2019. Non è detto che però avvenga anche stavolta. Le ragioni sono due.

 

GIUSEPPE CONTE ALL ASSEMBLEA M5S SU ZOOM

La prima è che ormai il rapporto di gran parte dei 5 Stelle con Davide Casaleggio è logoro, l' idea di ripassare da lì non fa piacere a molti che pure credono nel principio della democrazia diretta; e poi vincolare la nascita di un esecutivo in un momento così difficile («Stiamo tirando per le lunghe il Milleproroghe, c' è da rifinanziare i ristori, il tempo stringe», ragiona un ex membro del governo) ai voleri degli iscritti può apparire come una mossa politicamente immatura.

 

MARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTE

Solo che evitare il passaggio farebbe esacerbare ulteriormente gli animi. Il vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo - che non è un "ortodosso" né una mina vagante e anzi da tempo coltiva buoni rapporti con David Sassoli del Pd - in questo è secco: «La democrazia partecipativa non è un optional per il M5s ma è il nostro dna. Quella del voto della nostra comunità è una linea rossa invalicabile».

 

Sulla carta l' unico big che con ogni probabilità si spenderebbe per il no è Alessandro Di Battista. "Dibba" contro tutti, insomma. Non per questo però il risultato sarebbe scontato, anche volendo formulare un quesito non ostile.

 

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

Quale ruolo per Conte? Alla riunione alla Camera con Grillo non è passato inosservato che a introdurre è stato appunti il garante e a chiudere è toccato all' ex presidente del Consiglio. Anche se ad oggi Conte non ha alcuna investitura ufficiale.

 

Se davvero sarà lui a guidare il fronte progressista alle elezioni del 2023 non può permettersi di stare due anni a bordo campo. «Nella Prima Repubblica il ministero degli Esteri era quel luogo di compensazione dove i maggiorenti della Dc continuavano a mantenere e coltivare relazioni di livello», ricorda un "contiano". Ci sono due problemi: era il ministero di Luigi Di Maio e poi non è detto che Draghi voglia affidare una casella centrale ad una personalità tanto ingombrante.

GRILLO CRIMI DRAGHI

 

«Non voglio vincolare la scelta di un appoggio a Draghi ad un mio eventuale ruolo di governo», ha sottolineato lo stesso Conte affermando di non voler entrare.

Ci sarebbero altre due possibilità.

 

Candidare Conte nel collegio senese lasciato vacante da Pier Carlo Padoan, planato in Unicredit. Si vota in primavera, ovviamente Pd e LeU convergerebbero su di lui e così Conte avrebbe piena agibilità in aula.

 

dragonite riceve il campanello da conte

Poi c' è chi pensa di istituire una figura che al momento nell' organigramma non c' è, una specie di presidenza, tagliata su misura per l' ex premier.

 

Martedì prossimo in prima convocazione c' è la votazione delle modifiche statutarie che prevedono la creazione di un direttorio di cinque persone, organo che prenderà il posto del vecchio capo politico. Ci sarebbero delle modifiche da fare, ma se Conte fosse d' accordo il corpaccione del M5s non aspetta altro che legarsi a lui.

governo conte m5s pdELEZIONI DEL 4 MARZO 2018 - GIUSEPPE CONTE NEL QUARTIER GENERALE M5S DURANTE LE PROIEZIONI DI VOTO GIUSEPPE CONTE – MEME

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?