scuola formazione m5s

MA NON ERANO "NÉ DI DESTRA NÉ DI SINISTRA"? - I GRILLINI SI FANNO UN CORSO DI FORMAZIONE CON I DOCENTI PIÙ A SINISTRA DEL PD - DOPO LA SVOLTA PACIFISTA, ECCO UNA SCUOLA DI PARTITO, COME HANNO I PARTITI TRADIZIONALI, QUELLI CHE IL M5S VOLEVA SEPPELLIRE: PER FORMARE I NUOVI CINQUE STELLE DI DOMANI IN CATTEDRA SALIRANNO DE MASI, MONTANARI, VISCO, RICCARDI, BARCA, ZAGREBELSKY E…

Paolo Bracalini per “il Giornale

 

beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

La nuova direzione politica dei grillini si capisce anche dai nomi messi in cattedra da Conte per la scuola di formazione del Movimento Cinque Stelle (non si può sempre avere la fortuna di scovare per caso talenti politici quali Paola Taverna, Danilo Toninelli, Alfonso Bonafede, Virginia Raggi, meglio formarseli in casa).

 

L'avvocato foggiano, consigliato da Rocco Casalino e dagli altri strateghi che lo circondano, ha capito che l'unico spazio per il M5s è a sinistra, d'altronde è l'area in cui è nato il movimento di Beppe Grillo, dunque un tentativo di tornare alle origini (e alle percentuali del passato).

 

chiara appendino

Ecco infatti la svolta pacifista contro le armi, i nuovi veti contro i termovalorizzatori, le posizioni che lisciano il pelo all'elettorato anti-americano anti-Nato. Mancava però una scuola di partito, come hanno i partiti tradizionali, quelli che il M5s voleva seppellire («siete morti!» gridava Grillo ai parlamentari degli altri), salvo poi buttare nella spazzatura tutti i principi originari e trasformarsi in un partito con gli eletti inamovibili e ricandidabili, le auto blu, il finanziamento pubblico, la lottizzazione delle poltrone pubbliche, e appunto una scuola di formazione.

 

domenico de masi foto di bacco

Questa inizierà in autunno, a coordinarla c'è l'ex sindaca di Torino Chiara Appendino, congedata senza onore dagli elettori torinesi (M5s all'8%) e che quindi, forte di questi successi, si occuperà della formazione della nuova classe dirigente grillina. Insegneranno i parlamentari M5s, gli ex ministri, gli eletti a vario titolo.

 

tomaso montanari

Ma Conte ha voluto mettere in campo un po' di nomi prestigiosi per un ciclo di lezioni preparatorie. Quasi tutti nomi, appunto, riconducibili alla cultura di sinistra, la direzione a cui guarda Conte per recuperare un po' dei molti voti persi dai grillini.

 

fabrizio barca

Tra i docenti c'è Domenico De Masi, il sociologo partenopeo già assessore di Bassolino a Napoli e già consulente del M5s (a pagamento, lui che teorizza il lavoro gratis come soluzione alla disoccupazione). Poi c'è la politologa Nadia Urbinati, membro del comitato di indirizzo della Fondazione Italianieuropei di Massimo D'Alema; quindi ecco Gustavo Zagrebelsky, insigne costituzionalista sempre presente negli appelli degli intellettuali contro i governi di centrodestra.

 

NADIA URBINATII

Non poteva mancare Tomaso Montanari, critico d'arte di area sinistra radical-grillina-pacifista, secondo cui il ricordo delle foibe è «revanscismo fascista». Poi ci sono Daniele Lorenzi, presidente dell'Arci, Vanessa Pallucchi numero due di Legambiente, poi Pasquale Tridico, economista organico al M5s che l'ha piazzato all'Inps.

 

gustavo zagrebelsky

Poi, di area centrosinistra, ci sono Vincenzo Visco, ex ministro Ds, Andrea Riccardi fondatore della comunità di Sant'Egidio (candidato di Letta al Quirinale), l'ex ministro Pd Fabrizio Barca, il fondatore di Slow Food Carlo Petrini, più qualche ospite straniero tra cui il politologo Colin Crouch, teorico delle postdemocrazie e Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'economia (nel 2013 Grillo disse che aveva contribuito a scrivere il programma del M5s, ma poi Stiglitz fece sapere che era una balla).

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…