luigi di maio nicola zingaretti giuseppe conte

DI MAIO SI FA SARDINA E SCENDE IN PIAZZA. CONTRO IL SUO STESSO GOVERNO (E CONTE) - ZINGARETTI: ''UN ERRORE PER LUIGI ANDARE ALLA MANIFESTAZIONE'' CHE IL M5S HA INDETTO IN PROTESTA CON I VITALIZI. NON SI È MAI VISTO UN PARTITO COL 33% E CHE ESPRIME IL PREMIER FARE MANIFESTAZIONI CONTRO LA CASTA, VISTO CHE LA CASTA SONO LORO - DI MAIO HA LASCIATO IL RUOLO DI CAPO POLITICO E TORNA A FARE IL GRILLINO

 

1. ZINGARETTI A DI MAIO: ''LA PIAZZA È UN ERRORE''

Da www.corriere.it

 

Nicola Zingaretti Luigi Di Maio Giuseppe Conte

«Giudico questa iniziativa un errore, invito Di Maio a guardare al futuro e a come questo governo può trovare una prospettiva politica». Il segretario del Pd Nicola Zingaretti prende le distanze dall’ex capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, che ieri ha annunciato la sua partecipazione alla manifestazione organizzata a Roma il prossimo 15 febbraio dallo stesso M5S per dire no alla retromarcia sui vitalizi.

 

Il «ritorno» di Di Maio

Quello del ministro degli Esteri è stato il primo intervento di politica pura dopo le sue dimissioni da capo politico del Movimento, annunciate due settimane fa a pochi giorni dal voto per le regionali in Emilia Romagna. E il botta e risposta a distanza tra lui e Zingaretti segna una sorta di ritorno al passato della politica, quando i due partiti non facevano parte della stessa maggioranza ma uno era al governo e l’altro all’opposizione.

 

La richiesta di un chiarimento

«Chiedo un chiarimento al M5S» dice ancora Zingaretti, intervistato nel corso della trasmissione Circo Massimo su Radio Capital. «Decidete cosa volete fare rispetto a questo governo, altrimenti nessun problema è risolvibile». E all’orizzonte già si intravede un altro vertice per calmare le acque.

luigi di maio vito crimi

 

«Conte leader del centrosinistra»

«Conte punto di riferimento dei progressisti? Ne sono assolutamente convinto. Credo che il dibattito che si è aperto in Italia è figlio anche di una sua scelta di campo, di collocarsi chiaramente in un fronte. È il premier di un governo di centrosinistra. Non era scontato, tanti nel M5S questa collocazione non la prendono perché non la condividono», ha detto Zingaretti.

 

 

vito crimi reggente del m5s by osho

2. SCONTRO SU RITORNO VITALIZI MA CALIENDO SI ASTERRÀ - I 5 STELLE CHIAMANO LA PIAZZA MA TEMONO IL VOTO IN COMMISSIONE

Francesca Chiri per l'ANSA

 

Si riposizionano i fronti di guerra attorno ad una delle norme "anticasta" targate 5 Stelle. Il possibile colpo di spugna sulla cancellazione dei vitalizi ai senatori offre infatti al Movimento una nuova arma strategica per ricompattare eletti ed elettori 5S attorno ad una battaglia condivisa. E la convocazione della piazza per il 15 febbraio per protestare contro "il ritorno dell'Ancien Regime" sembra aver convinto l'opposizione a cambiare strategia. Finito nel mirino dei 5 Stelle per il suo "conflitto di interessi" nella Commissione che deve decidere sul ricorso fatto da un gruppo di senatori contro il taglio dei vitalizi, il Presidente Giacomo Caliendo annuncia infatti a sorpresa un suo passo indietro.

 

luigi di maio vito crimi 3

 "Pur non avendo nessun problema di conflitto di interessi, ho raggiunto la decisione di astenermi da quel processo: lo faccio per difendere il Senato e i principi dell'autodichia che sarebbero messi in forse da iniziative che crescono per impedire che sia assunta una decisione corretta con le regole del diritto e non con la forza della maggioranza" annuncia in Aula il senatore. La sua marcia indietro arriva dopo giorni in cui era finito sotto il fuoco di fila del M5s. "Caliendo avrà il vitalizio quando smetterà di fare il senatore. Cioè una persona totalmente in conflitto di interesse", lo attacca Luigi Di Maio. Ed anche il capo politico Vito Crimi e la vicepresidente del Senato Paola Taverna sono sul piede di guerra chiamando le "truppe" pentastellate a protestare in piazza.

nicola zingaretti giuseppe conte

 

"Chiedo di tornare a far sentire la nostra voce, tutti insieme. "Facciamo sentire la voce di un popolo che è stanco di regalare Poltrone e pensioni a vita a vecchi politici di professione", tuona Crimi mentre Taverna chiama a raduno "l'esercito di cittadini con gli elmetti". La decisione di Caliendo di astenersi arriva, si dice, dopo una lunga riflessione dettata soprattutto per i pesanti "attacchi personali".

 

Ma ai 5 Stelle non basta. "E' tardi Caliendo, è tardi! Avresti dovuto rinunciare fin dall'inizio, senza guidare quella commissione che deve essere azzerata per dare al giudizio le necessarie serenità e indipendenza", mette in chiaro il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento Gianluca Castaldi. D'altra parte ai 5 Stelle l'astensione di Caliendo non basta a scongiurare il rischio del colpo di spugna sui vitalizi. Con la sua astensione si dovranno infatti esprimere sulla relazione di chiusura della Contenziosa gli altri due componenti - il vicepresidente leghista Siomone Pillon e la componente titolare, la pentastellata Alessandra Riccardi - ma anche i due componenti titolari per i ricorsi.

 

giacomo caliendo

E cioè l'ex magistrato Cesare Martellino e l'avvocato Alessandro Mattoni, due "tecnici" nominati dalla presidente della Camera. Per bloccare l'istruttoria sugli oltre 700 ricorsi degli ex senatori contro il ricalcolo degli assegni i 5 stelle si erano già mossi a novembre quando la titolare Elvira Evangelista e il "supplente" Francesco Castiello si erano dimessi proprio per bloccare i lavori della Commissione (l'organismo in caso di dimissioni deve ricominciare l'esame del caso). Ora la Camera di consiglio e quindi la sentenza è prevista per il prossimo 20 febbraio.

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…