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MALAGÒ LANCIA LA BOMBA SULLA RIFORMA DELLO SPORT VOLUTA DA GIORGETTI: "CREA SERISSIMI PROBLEMI COL CIO" (CHE E’ CONTRARIO ALLA LEGGE E POTREBBE SOSPENDERE IL RICONOSCIMENTO ALL’ITALIA) – IL PRESIDENTE DEL CONI ALLA COMMISSIONE ISTRUZIONE DEL SENATO PARLA DEL CONTRATTO DI SERVIZIO CHE REGOLERÀ IL RAPPORTO FRA ‘CONI’ E ‘SPORT E SALUTE’: IL PROBLEMA RIGUARDA, INNANZITUTTO IL “TERRITORIO” (IN PARTICOLARE, I COMITATI REGIONALI) E… 

Foto di Ferdinando Mezzelani per Dagospia

 

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(ITALPRESS) Il ddl che prevede deleghe al governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonche' di semplificazione "crea serissimi problemi con il Comitato olimpico internazionale". Lo ha affermato il presidente del Coni Giovanni Malago' in audizione davanti alla Commissione Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato. "Vi siamo grati, perche' e' la prima volta che possiamo parlare. Nessuno aveva mai avuto l'idea di contattarci.

 

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E' abbastanza curioso che ci ritroviamo qui, per la prima volta, a poche ore dall'ipotetica

conclusione di questo intervento legislativo", ha osservato Malago' per poi soffermarsi sull'analisi del contenuto della legge delega. "Su tre punti ci sono dei problemi - ha osservato il numero uno dello sport italiano - Innanzitutto sulle modifiche

nell'ambito delle competenze territoriali, completamente in contrapposizione con uno dei principi fondamentali della Carta Olimpica. Il Cio prevede espressamente che non si possa riconoscere un mero ruolo di rappresentanza ai presidenti sul territorio, che non sono persone nominate ma elette. Questo crea un grande problema: al presidente regionale non puoi ordinare di fare una cosa piuttosto che un'altra". 

 

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Il secondo problema, ha spiegato Malago', "e' legato al dettato dell'articolo 27 della Carta Olimpica: non si puo' circoscrivere le competenze del Comitato olimpico nazionale all'attivita' di alto livello. La Carta Olimpica riconosce tutta la filiera di formazione, perche' una ragazza che oggi ha 14 anni, come e' successo pochi giorni fa nei Mondiali di nuoto (riferimento alla medaglia d'argento vinto da Benedetta Pilato nei 50 metri rana, ndr), puo' gia' far parte dell'attivita' agonistica ma allo stesso tempo partecipare ancora all'attivita' giovanile".

 

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Al riguardo, il presidente del Coni ha letto alcuni punti del comma 2 dell'articolo 27 della Carta Olimpica, che attribuisce ai comitati olimpici nazionali il ruolo di "promuovere i principi fondamentali e i valori dell'Olimpismo nei rispettivi paesi, in particolare nei settori dello sport e dell'istruzione, promuovendo programmi educativi olimpici a tutti i livelli di scuole, istituzioni sportive e di educazione fisica e universita'" e anche il ruolo di "incoraggiare lo sviluppo di sport d'alta prestazione cosi' come pure dello sport per tutti".

 

 

 

 

2. MALAGÒ AL SENATO: «IL CIO È CONTRARIO ALLA RIFORMA DELLO SPORT, POTREBBE SOSPENDERE IL RICONOSCIMENTO ALL’ITALIA»
 
Audizione del presidente del Coni sul ddl voluto dal governo. «Lo dico perché sono stato autorizzato dal presidente del Comitato olimpico internazionale Bach che ho sentito al telefono» La telefonata con Bach La notizia è di quelle destinate a far discutere e non poco. Da mesi è in corso una battaglia per la cosiddetta riforma dello sport. Di fatto il governo vuole avocare a sé le competenze economiche e lasciare al Coni quelle tecniche. Oggi il presidente del Coni Giovanni Malagò è intervenuto in audizione alla Commissione Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato.
 
È stato chiamato a intervenire sulla cosiddetta riforma dello sport, sul ddl che prevede il trasferimento di alcune competenze al Governo. E ha lanciato la bomba: il Cio (Comitato olimpico internazionale) potrebbe sospendere il riconoscimento olimpico all’Italia. La riforma, parole di Malagò, «crea un serissimo problema con il Cio. Lo dico perché sono stato autorizzato dal presidente Thomas Bach dopo averlo sentito ieri al telefono.
 
Il Cio non fornisce un parere preventivo sulle leggi, ma vi posso dire le sanzioni e i rischi che correrebbe il nostro Paese se dovesse essere approvato questo provvedimento. Il comma 9 della Carta Olimpica sostiene che il comitato esecutivo del Cio “può adottare le decisioni più appropriate per la protezione del movimento olimpico nel paese di un Noc (comitato olimpico nazionale, ndr), compresa la sospensione o il ritiro del riconoscimento di tale Noc se la costituzione, la legge o altre norme in vigore nella nazione in questione, o qualsiasi atto da parte di organi di governo o altri organismi, sia di ostacolo all’attività o alla libera espressione del Noc stesso”.
 
In tutta questa situazione noi non siamo mai stati interpellati e questo è molto grave». Malagò ha ringraziato la Commissione dicendo che è la prima volta che viene consentito al Coni di parlare. «Nessuno ci aveva mai contattato» (...)

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