LA MANINA DI "GIUSEPPI" DIETRO IL CATFIGHT RAGGI-LOMBARDI – CONTE HA MANDATO IN AVANSCOPERTA L’ASSESSORA M5S IN REGIONE LAZIO, GRANDE NEMICA DI "VIRGY", IN VISTA DI UN ENDORSEMENT PRO-GUALTIERI - MA L’ATTACCO CONTRO LA SINDACA USCENTE (“SCENDI DAL BALCONCINO”) SPACCA IN DUE IL MOVIMENTO: “QUESTE POLEMICHE NON CI FANNO BENE…”

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Domenico Di Sanzo per "il Giornale"

 

raggi lombardi raggi lombardi

Roberta Lombardi piomba sul ballottaggio a Roma e invita Virginia Raggi a «scendere dal balconcino». È la saga delle eterne avversarie del M5s capitolino, che stavolta inevitabilmente avrà ripercussioni nazionali. Il giorno prima dell'appuntamento tra la sindaca uscente e il candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri, convocato in Campidoglio dopo il suo avversario del centrodestra Enrico Michetti, l'assessore regionale della Regione Lazio, in giunta con il governatore Nicola Zingaretti, non le manda a dire.

roberto gualtieri virginia raggi roberto gualtieri virginia raggi

 

Scrive una lettera aperta pubblicata da La Stampa e dà la linea. Un'indicazione chiara, a differenza dell'atteggiamento timido tenuto dal leader Giuseppe Conte. Smonta la narrazione della Raggi di un risultato dignitoso ottenuto tenendo testa alle «corazzate di centrodestra e centrosinistra».

 

NICOLA ZINGARETTI ROBERTA LOMBARDI NICOLA ZINGARETTI ROBERTA LOMBARDI

«Il responso di queste elezioni amministrative è inequivocabile: i cittadini non ci hanno confermato la stessa fiducia», scrive. Alla Lombardi non fa difetto la chiarezza, in questi giorni di bizantinismi e prese di posizione anonime. Secondo l'assessore della Giunta Zingaretti il M5s ha il «dovere di continuare a lavorare bene per questa città e per il paese».

 

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È un invito a scendere in campo in vista del ballottaggio, a sporcarsi le mani come fatto in Regione. Nello schema della storica esponente grillina l'unico «interlocutore degno» è Gualtieri. «Già ministro in un governo sostenuto anche dal M5S e proveniente da una forza progressista con la quale già stiamo portando avanti, a più livelli, diversi esempi concreti di governo», continua la lettera.

 

VIRGINIA RAGGI GIUSEPPE CONTE VIRGINIA RAGGI GIUSEPPE CONTE

Divergenze politiche e ruggini personali si confondono in questo preludio della sfida romana. «Non significa che si può dare un'indicazione di voto al ballottaggio, perché i cittadini non sono delle mandrie al pascolo - Lombardi fa il verso alla Raggi - ma è comunque possibile dare vita ad un progetto comune, forte, rivoluzionario».

LA SCONFITTA DI VIRGINIA RAGGI - MEME LA SCONFITTA DI VIRGINIA RAGGI - MEME

 

Quindi il balcone. «Propongo a Virginia Raggi di scendere dal balconcino e venire in mezzo a noi per continuare a parlare ai cittadini di Roma». L'orizzonte è quello di una «convergenza con le forze progressiste».

 

MEME - VIRGINIA RAGGI E IL CINGHIALE MEME - VIRGINIA RAGGI E IL CINGHIALE

Palla al centro. La Raggi corre al Circo Massimo all'iniziativa Race for the Cure per la prevenzione dei tumori al seno e non risponde all'amica-nemica. In una domenica di riposo, deputati e senatori cadono un po' dalle nuvole.

 

Ripreso il filo del discorso, un deputato di primo piano commenta con Il Giornale: «Non si tratta di essere contro questa alleanza progressista, ma non vogliamo essere la ruota di scorta del centrosinistra, il problema è che tanti ancora non vogliono parlare, ma ti assicuro che molti di noi pensano di mandare un Vaffa al Pd». Un suo collega rimarca: «Io aspetterei un attimo prima di consegnarci al Pd».

 

luigi di maio roberta lombardi virginia raggi luigi di maio roberta lombardi virginia raggi

C'è chi pensa che la Lombardi sia stata mandata in avanscoperta da Conte in vista di un endorsement pro-Gualtieri. «Roberta come al solito non l'ha toccata leggera, ma queste polemiche non fanno bene al Movimento», sottolinea un altro parlamentare.

 

giuseppe conte giuseppe conte

Difficile misurare il peso degli «autonomisti» nei gruppi magmatici di Camera e Senato. «Molti non se la sentono di uscire pubblicamente, ma Conte sta perdendo anche persone che erano vicine a lui», riflette un'altra voce del Palazzo. E c'è chi scommette che le nomine interne al M5s saranno un moltiplicatore del dissenso interno. Molti esclusi dal giro degli incarichi di partito faranno la fronda, alcuni andranno via dal Movimento.

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