sergey razov con sergio mattarella

MATTARELLA NON RUSSA – IL CAPO DELLO STATO OGGI SALUTERÀ IL CORPO DIPLOMATICO ACCREDITATO IN ITALIA VIRTUALMENTE (CAUSA COVID), MA AD ASCOLTARLO NON CI SARANNO GLI AMBASCIATORI DI RUSSIA E BIELORUSSIA, SERGEJ RAZOV E KIRYL PETROVSKY – UGO MAGRI: “LA DECISIONE È STATA PRESA D'ACCORDO CON IL GOVERNO: FINO A QUANDO NON SI SARANNO RITIRATI NEI LORO CONFINI NIENTE PIÙ RUSSI O BIELORUSSI NELLE CERIMONIE UFFICIALI DEI PAESI UE. FAR FINTA CHE NULLA SIA ACCADUTO SAREBBE UN'IPOCRISIA ECCESSIVA PERFINO PER I DIPLOMATICI PIÙ INCALLITI…”

Ugo Magri per “La Stampa”

 

MEME BY LE BIMBE DI SERGIO MATTARELLA

Sergio Mattarella è in buona salute, nonostante abbia ancora il Covid; ma fino a quando risulterà positivo ai controlli, anche lui dovrà restare chiuso nel suo appartamento privato che si trova proprio sopra lo studio presidenziale alla Palazzina.

 

Dal salottino questo pomeriggio si collegherà in streaming con la grande Sala dei Corazzieri per il tradizionale saluto al corpo diplomatico accreditato in Italia, cui Mattarella non ha voluto rinunciare visto il momento così drammatico delle relazioni internazionali. La novità avrà qualche effetto sul protocollo.

 

Diversamente dal solito, gli ambasciatori stranieri non verranno disposti in circolo intorno al capo dello Stato, ma andranno ad accomodarsi in file ordinate davanti al mega-display che è stato allestito all'ingresso della Cappella Paolina. Lo schermo resterà al suo posto fino a martedì prossimo quando il presidente si rivolgerà nuovamente in streaming alle Alte cariche della Repubblica (a meno che nel frattempo il tampone non sia diventato negativo).

 

sergey razov a porta a porta 2

Ad ascoltare il discorso di Mattarella stasera non ci sarà l'ambasciatore della Federazione Russa, Sergej Razov, e nemmeno è previsto l'incaricato d'affari della Bielorussia, Kiryl Petrovsky. Nel loro caso però il Covid è innocente. Il motivo delle due assenze è che entrambi non sono stati invitati. Come già era accaduto il primo giugno scorso per i festeggiamenti della Repubblica, il Cerimoniale ha di nuovo depennato dalla lista i rappresentanti dei due Paesi aggressori.

MATTARELLA PUTIN

 

E pure stavolta la decisione è stata presa dal Quirinale d'accordo con il governo, il quale a sua volta onora l'intesa europea maturata a maggio sull'onda dello sdegno per l'invasione in Ucraina: fino a quando non si saranno ritirati nei loro confini niente più russi o bielorussi nelle cerimonie ufficiali dei Paesi Ue. Far finta che nulla sia accaduto sarebbe un'ipocrisia eccessiva perfino per i diplomatici più incalliti. Prima di festeggiare insieme le ricorrenze bisognerà attendere tempi migliori.

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