renzi querele querela

MATTEO BUSSA A DENARI - FILIPPO FACCI: “NON È CHIARO SE RENZI MIRI MERAMENTE AI SOLDI O AL RISTABILIMENTO DELLA VERITÀ. PIACEREBBE CHE SI LIMITASSE ALLE QUERELE, NON ALLE CAUSE CIVILI, PER RISTABILIRE CHE LE PAROLE HANNO UN PESO. SE INVECE SI MIRA AI QUATTRINI RISCHIA DI SEMBRARE SOLO UNA CERTA POLITICA PROSEGUITA CON ALTRI MEZZI…” - IL GRAFFIO DE “IL FATTO”: “RENZI ANNUNCIA 10 NUOVE QUERELE, FRA CUI QUELLA A GIANFRANCO VISSANI. DEV’ESSERE INGRASSATO SEGUENDO LE SUE RICETTE”

FILIPPO FACCI

1 - LA CATTIVERIA

Dal “Fatto quotidiano” - Renzi annuncia 10 nuove querele, fra cui quella a Gianfranco Vissani. Dev’essere ingrassato seguendo le sue ricette.

 

2 - CAUSE A RAFFICA: RENZI QUERELA TUTTI

Filippo Facci per “Libero quotidiano”

 

No, non ci entusiasma manco per niente. Che un Matteo Renzi si metta a querelare mezzo mondo ci può anche a stare, ma ci può tranquillamente anche non stare. Perché ci sono personaggi - pochi - che a un certo punto è come se perdessero il diritto a un'ordinaria tutela della loro reputazione, quindi perdere il diritto a una tutela normale rispetto ai milioni di balle, insulti, diffamazioni, pettegolezzi, dicerie, sfottò, insinuazioni, satira pesante, tutta roba che per anni tocca quei personaggi che ogni tanto si affacciano sul proscenio della vita pubblica italiana (dire «vita politica» è troppo poco) per assurgere a messia e poi a dèmoni, a guardie e poi a ladri, amatissimi e poi odiatissimi.

LA VIGNETTA DI VAURO SULLE QUERELE DI MATTEO RENZI

 

Magari diventano presidenti del consiglio o assumono altisonanti cariche istituzionali, e questo in teoria dovrebbe tutelarne maggiormente l'onorabilità: in pratica non è vero, l'asticella del diritto di critica (molto elastica) dovrebbe abbassarsi ma in realtà si alza: sicché, se dai del cretino al vicino di casa, è facile beccarsi una querela, ma se dai del poco di buono a un presidente del consiglio, magari in televisione, il più delle volte non succede niente.

 

Quale noto personaggio può permettersi d'inseguire tutte le possibili diffamazioni cui è sottoposto ogni giorno? Solo una sorta di mono-maniaco, uno che voglia guadagnarci dei soldi e metta in piedi una squadra di avvocati per censire ogni dichiarazione che lo riguardi: faceva così Antonio Di Pietro (che lo aveva trasformato in un mestiere redditizio) e fanno così, spesso, Piercamillo Davigo e Marco Travaglio, amanti delle carte bollate e gente che magari in tribunale, come dire, confida di giocare in casa. Poi le cause si perdono e si vincono, è una lotteria: è la media che conta.

Matteo Renzi

 

L'ESEMPIO DEL CAV

Di Pietro, dal 1996 al 2009, ricavò circa settecentomila euro solo con le querele. Piercamillo Davigo aveva la sua celebre cartellina azzurra con scritto sopra «per una serena vecchiaia». Marco Travaglio, per fare un esempio, nel 2011 querelò la bellezza di 49 articoli del Giornale più altri dei siti Dagospia e Macchianera, compreso un articolo del collega Gianni Pennacchi (che era morto da due anni) e una missiva di un lettore; più che querele erano cause civili che puntavano cioè direttamente ai soldi: chiedevano 400mila euro di risarcimento. La maggior parte dei politici, invece, minaccia e minaccia ma poi lascia perdere, non querela. Persino Berlusconi tutto sommato querelava pochissimo.

matteo renzi in senato 2

 

E rieccoci dunque a Renzi, che beninteso, non sta facendo nessun lavoro sistematico: ma aveva detto che avrebbe fatto varie cause (in particolare lo scorso febbraio, durante la presentazione del suo libro, quando disse che la prima azione sarebbe stata contro Marco Travaglio) e ora a quanto pare lo sta facendo.

 

Dall'elenco che ha fatto, parrebbe intenzionato a portare in tribunale solo i casi più emblematici o financo paradossali. Ci sono anche il cantante Piero Pelù e lo chef Gianfranco Vissani (ma che gli frega di querelarli? Sono orecchianti, non hanno vere opinioni) ma vediamo tutto l'elenco predisposto nei giorni scorsi:

 

1) Piero Pelù per averlo definito in diretta TV al concertone «boy-scout di Licio Gelli»;

2) Marco Travaglio per delle immagini offensive mostrate in uno studio televisivo, cioè della carta igienica col il volto di Renzi;

gianfranco vissani

3) Il Fatto Quotidiano per avergli attribuito la realizzazione di leggi «ad cognatum»;

4) la giornalista Rai Costanza Miriano per aver sostenuto che dei bambini morti in mare erano morti per colpa «di un porto aperto da Renzi»;

5) lo chef Vissani per averlo definito «peggio di Hitler»;

6) la giornalista D' Eusanio per altri insulti detti in Tv;

7) il ministro Trenta e la senatrice Lupo per alcune dichiarazioni sull' uso che Renzi avrebbe fatto dell' aereo di Stato;

8) Il Corriere di Caserta per un editoriale sullo stesso argomento;

9) il settimanale Panorama, sulla vicenda Paita - alluvione di Genova;

10) tutti quelli che gli avrebbero dato del «ladro» per la vicenda banche.

 

PIERO PELU DURANTE UN CONCERTO

OBIETTIVI

Il catalogo è questo, per ora. Certo, si potrebbe dire che alcuni casi gridano vendetta per gratuità e qualunquismo, e che forse si stia fermando appunto a vicende simboliche. Ma non ci piace lo stesso (è pur sempre un politico che querela: un' immagine brutta e vendicativa) ma soprattutto non è chiaro l' obiettivo finale né se Renzi miri meramente ai soldi o al ristabilimento della verità.

 

Nel febbraio scorso parlò indifferentemente di «querele e cause civili», che non sono propriamente la stessa cosa anche se le prime spesso sfociano nelle seconde. Ma piacerebbe di più che Renzi - non lui specificamente: qualsiasi personaggio nelle sue condizioni - si limitasse alle querele, non alle cause civili, per ristabilire che le parole hanno un peso e possono portare a conseguenze penali anche serie. Se invece si mira essenzialmente ai quattrini (benché si dica sempre che saranno devoluti in beneficienza: ma chi controlla?) rischia di sembrare solo una certa politica proseguita con altri mezzi.

matteo renzi in senato 1

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...