giorgia meloni con matteo salvini sullo sfondo

MELONI VS SALVINI: SFIDA DI SORPASSI E CONTROSORPASSI - PER "SWG", FRATELLI D'ITALIA E' IL PRIMO PARTITO CON IL 20,7% DEI CONSENSI, DAVANTI A LEGA (20,3%), PD (18,8%) E M5S (16,6%) - PERCHÉ ALLORA SALVINI CONTINUA A DARE LE CARTE NELLA SCELTA DEI CANDIDATI? NEL REBUS DI MILANO HA DECISO IL NOME PER LA CORSA A SINDACO (TALE ANDREA FARINET) E PURE IL VICE (ALBERTINI), MA ORA LA "DUCETTA" VUOLE QUALCOSA IN CAMBIO...

Fabio Rubini per "Libero Quotidiano"

 

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

Il primo indizio del sorpasso, nei sondaggi, di Fratelli d'Italia sulla Lega era arrivato pochi giorni fa dalla rilevazione fatta da Techné, che dava la Meloni avanti di uno 0,1%. Ieri anche Swg ha confermato la tendenza, ampliandola.

 

Secondo questo sondaggio Fratelli d'Italia è diventato ufficialmente il primo partito raccogliendo il 20,7% delle preferenze contro il 20,3% della Lega. Al terzo posto, con il 18,8% il Pd; al quarto i grillini con il 16,6%.

 

MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI

Per gli analisti di Swg il sorpasso sarebbe avvenuto nell'ultima settimana con la Lega a perdere lo 0,3% e FdI a guadagnare lo 0,2%. L'altra tendenza che viene confermata è quella che riguardale coalizioni con il centrodestra sempre attorno al 50% (Forza Italia è al 7%, la somma degli altri partiti minori è attorno al 2%), mentre il centrosinistra (M5S compreso) si ferma sotto il 40%.

 

GIORGIA MELONI CON MATTEO SALVINI SULLO SFONDO

LA LEADERSHIP

Fin qui i numeri, che però in politica contano. Soprattutto nel centrodestra dove da sempre il "capo" della coalizione viene espresso dal partito che ha più voti. Insomma la leadership di Matteo Salvini che fino a pochi mesi fa sembrava incontrastata, da ieri lo è molto meno, con la Meloni che arriverebbe a scalzare il "Capitano".

 

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

Una situazione che, verosimilmente, potrebbe rafforzare il percorso di federazione tra Lega e Forza Italia. Una situazione, quella dei sondaggi, che sta complicando anche la scelta dei candidati sindaci nelle grandi città. Da Napoli a Caserta, passando per Bologna e Salerno. Anche se, inutile nasconderlo, al momento sul tavolo la partita più importante, e complicata, è quella che riguarda Milano.

 

salvini meloni

Fossimo nel campo nelle scommesse sportive ci toccherebbe scrivere che per il nome del candidato sindaco del centro destra i bookmaker puntano forte su Andrea Farinet. Il presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, oltre ad aver convinto Matteo Salvini che lo ha candidato (ma che per prudenza incontrerà ancora un paio di papabili), ha già il sì dei vertici di Forza Italia e si aspetta il via libera di FdI che sarà il più duro da ottenere.

 

Andrea Farinet

La questione per il partito della Meloni non sta tanto in Farinet (su di lui c'è già un mezzo "sì"), quanto nella compensazione da ottenere in cambio. Se finisse così, fa notare un dirigente di FdI «la Lega avrebbe scelto il sindaco e imposto il vice» (Gabriele Albertini). Logico che «la terza punta del tridente invocato da Salvini dovrebbe essere un esponente di FdI».

 

andrea farinet

Magari un civico non impegnato politicamente (meglio se una donna), ma comunque vicino alle ideologie del partito che «stando ai sondaggi avrà un peso elettorale molto forte anche in città». Addirittura decisivo per una non impossibile vittoria.

 

andrea farinet

In tutto questo, però, la notizia è che il vertice di centrodestra previsto per i prossimi giorni potrebbe slittare ancora alla prossima settimana. Il problema, ufficialmente, sarebbero i numerosi impegni dei vari leader che faticherebbero a trovare una data per vedersi. La realtà, invece, è assai diversa: i tre leader sanno di non poter convocare un nuovo vertice e uscirne senza i nomi dei candidati di Milano, Bologna, Napoli e delle altre città. Una nuova fumata nera sarebbe tragicomica.

 

LA SQUADRA

salvini meloni

Anche per questo ieri Salvini è stato generico, parlando di «annuncio entro la settimana». Il leader della Lega però potrebbe aver anticipato un tema della strategia elettorale: non avendo un candidato stranoto, il centrodestra mirerebbe a presentare «non solo il nome del candidato sindaco ha spiegato Salvini -, ma una squadra di almeno 4-5 persone. Stiamo sistemando gli ultimi dettagli».

 

I nomi cui fa riferimento Salvini sarebbero tutti civici (per quelli politici ci sarà tempo, in caso di vittoria, dopo il voto) e mirerebbero a contrapporre alla notorietà di Beppe Sala una mini giunta di super professionisti, giusto per far capire ai milanesi che col centrodestra al governo la musica sarebbe ben diversa. E migliore rispetto a quella ascoltata negli ultimi dieci anni.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…