ursula von der leyen giuseppe conte (1)

MES? OH YES! - PER I PRESTITI MES OCCORRE LA VALUTAZIONE SULLA SOSTENIBILITÀ DEL DEBITO PUBBLICO DEI PAESI CHE LI CHIEDERANNO. LA FARÀ LA COMMISSIONE E NON SONO ATTESI DRAMMI: TUTTI GLI STATI ERANO CONSIDERATI AVERE UN DEBITO SOSTENIBILE PRIMA DELLO SCOPPIO DEL CORONAVIRUS E A CIÒ SI FARÀ RIFERIMENTO. L'ITALIA VENIVA RITENUTA A RISCHIO DI NON RISPETTARE LE REGOLE UE, MA QUESTE SONO STATE SOSPESE PROPRIO PER LA CRISI SANITARIA

 

Antonio Pollio Salimbeni per “il Messaggero

 

Il governo italiano mette le mani avanti e, primo paese, chiede alla Commissione europea l'intervento del fondo di solidarietà Ue per la risposta immediata all'emergenza sanitaria. Non ci sono cifre sul tavolo, i dettagli arriveranno nelle prossime settimane. Per decidere l'esecutivo europeo deve aspettare le richieste degli altri stati (entro il 24 giugno), poi farà valutazione e proposta di distribuzione delle risorse su cui si pronunceranno Consiglio e Parlamento.

 

conte ursula

Decisione entro la fine dell'estate. Il fondo di solidarietà è lo stesso usato per le catastrofi naturali (l'Italia ne è il maggiore beneficiario con 1,2 miliardi per i terremoti del 2015/2017). Disponibilità per il 2020, 800 milioni. È solo una piccola parte di quanto si sta mobilitando a livello europeo. I prestiti del Meccanismo europeo di stabilità agli stati (240 miliardi), quelli della Banca degli investimenti alle imprese (200 miliardi) e quelli del nuovo fondo Sure agli stati per sostenere le casse integrazioni saranno operativi dal primo giugno.

 

LE REGOLE

Per i prestiti Mes occorre la valutazione sulla sostenibilità del debito pubblico dei paesi che li chiederanno. La farà la Commissione e non sono attesi drammi: tutti gli Stati erano considerati avere un debito sostenibile prima dello scoppio del coronavirus e a ciò si farà riferimento. L'Italia veniva ritenuta a rischio di non rispettare le regole Ue, ma queste sono state sospese proprio per la crisi sanitaria. A proposito dell'Italia, il senior director dell'agenzia di rating Standard&Poor's Frank Gill ha commentato: con un debito al 153% del pil «non potrebbe sopravvivere a uno shock dei tassi di interesse» in aumento. S&P ha appena lasciato invariato il rating dell'Italia a BBB con prospettive negative (sempre due gradini di giudizio al di sopra del livello junk bond, titoli ad alto rischio di insolvenza).

CONTE MERKEL

 

Dai calcoli circolati in questi giorni, l'Italia potrebbe ottenere 20 miliardi Sure; se ci si basa su quanto ha ottenuto nel 2019 sui progetti d'impresa, dalla Bei potrebbero arrivare 34 miliardi; dal Mes 36 miliardi. Non è chiaro quanto sarebbe la quota italiana per i finanziamenti del Recovery Fund perchè non se ne conosce il volume (da 700 a 1500 miliardi). Si sa che la priorità sono i paesi più colpiti, cioè Italia e Spagna. Nel caso di un Recovery Fund di 1.500 miliardi si è parlato di 200 miliardi per l'Italia.

 

 È ancora troppo presto per capire quale sarà la configurazione del Recovery Fund, la sua portata finanziaria, i tipi di investimenti-obiettivo, soprattutto se prevalentemente presterà agli stati e se solo una quota marginale sarà riservata ai trasferimenti diretti ai governi. I primi devono essere restituiti (si prevedono scadenze lunghe e tassi più bassi di quelli di mercato), i secondi no. È sempre in gioco l'ambizione della condivisione delle risorse comuni e dei rischi finanziari. Nel corso di un'audizione all'Europarlamento il commissario all'economia Gentiloni non ha offerto lumi, limitandosi a indicare la necessità di un equilibrio tra prestiti e sovvenzioni.

 

PAOLO GENTILONI ROBERTO GUALTIERI

 Ma la sua linea è che le seconde non devono essere sacrificate. Francia, Italia, Spagna e i paesi del Sud sono nettamente a favore delle sovvenzioni. «L'attitudine degli stati e della Ue nel gestire questa crisi è cambiata rispetto alla precedente crisi finanziaria, non sarà facile mettersi d'accordo sul Recovery Fund tuttavia è interesse di tutti che tutti i Paesi escano dalla crisi insieme», dice Gentiloni. Il fondo per la ripresa deve ridurre le divergenze economiche e sociali tra gli stati che si manifestano anche nella risposta alla crisi. Gentiloni ha indicato le cifre: «Le misure discrezionali dei governi vanno da un livello pari all'1% del Pil nazionale al 3% per le misure fiscali, per le misure di liquidità dal 7% al 18% del pil».

 

Sono differenze, originate da posizioni fiscali agli antipodi (l'Italia è in grande affanno dato il debito pubblico di partenza). «Sono a rischio il mercato interno e la parità di condizioni, divergono gli standard di vita e questo non è interesse di nessuno». Il 7 maggio la Commissione pubblicherà le stime macroeconomiche: l'ex premier italiano ha annunciato che per l'Eurozona saranno simili a quelle Fmi che ha indicato -7,5% quest'anno.

GIUSEPPE CONTE PEDRO SANCHEZ

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