conte berlusconi letta

MES IN QUEL POSTO - AL SENATO CONTE HA UNA MAGGIORANAZA RISICATISSIMA, SOLO 2 VOTI E ALCUNI GRILLINI RIOTTOSI SONO IN PREDA AL MAL DI PANCIA. A QUEL PUNTO DIVENTA OBBLIGATORIO CHIEDERE I VOTI A BERLUSCONI. MA UNA COSA È IL SINGOLO VOTO SUL MES CHE SILVIO HA GIÀ DATO PER ACQUISITO, UN'ALTRA È SE I SENATORI DI FORZA ITALIA DIVENTASSERO UNA STAMPELLA PERMANENTE. BISOGNEREBBE CERTIFICARE L'ENTRATA NEL GOVERNO DEI FORZISTI CON PSICODRAMMA A 5 STELLE CHE POTREBBE DESTABILIZZARE CONTE.…

 

MARIA ELISABETTA CASELLATI SBROCCA CON GLI ASSISTENTI DEL SENATO

Dagonews

 

La questione Forza Italia-Mes è particolarmente spinosa. E non solo perché c'è in ballo la tenuta del governo davanti a un eventuale voto parlamentare sul fondo Salva-Stati (Conte lo promette da mesi). Ma perché se al Senato la maggioranza non bastasse, essendo di soli due senatori, e dovesse scattare il soccorso azzurro dei Berluscones, la faccenda potrebbe avere ripercussioni sul lungo termine.

 

Una cosa è il singolo voto su un tema che Silvio ha già dato per acquisito, cioè la necessità di richiedere il Mes, un'altra è se i senatori di Forza Italia diventassero una stampella permanente. Ricordate i verdiniani nei governi del Pd, e prima ancora gli alfaniani? Certe alleanze non possono restare solo amorazzi, se diventano stabili vanno certificati. E bisogna pagare un pegno politico, con qualche sottosegretario, qualche ruolo di punta.

BERLUSCONI FINGE DI NON VEDERE CONTE E NON LO SALUTA

 

 

Tutto sta a capire una cosa: i grillini che in protesta con il Mes voteranno contro il governo Conte, un minuto dopo che faranno? Andranno nel gruppo misto? Saranno espulsi?

 

Nel M5S stanno cercando di convincerli che resistere non serve a niente: votare ''no'' porterebbe comunque il Mes in Italia e allo stesso tempo Forza Italia nel governo. Ormai i 5 Stelle hanno mandato giù di tutto, dalla Tav alla Von der Leyen, dai loro politici condannati in primo grado (Appendino) all'alleanza organica col ''partito di Bibbiano''. Figuriamoci se non sono pronti a rimangiarsi un'altra promessa…

grillini in senato

 

2. VERTICE SEGRETO TOTI-CARFAGNA, RIPARTE IL DIALOGO SUL NUOVO CENTRO

C. Zap. per il “Corriere della Sera

 

Cresce la voglia di un «grande centro», un contenitore di moderati e liberali che possa fare da contrappeso sul versante del centrodestra ai sovranisti.

 

Giovanni Toti e Mara Carfagna, da sempre sostenitori di questo progetto, si sono incontrati in gran segreto martedì a Roma, all' hotel De Russie. Prove tecniche di un soggetto nuovo e in comune? Possibile, se non probabile. Il riconfermato governatore ligure la scorsa settimana, a risultati ancora caldi, aveva rilanciato il suo vecchio pallino: «Serve ricostruire uno spazio per i liberaldemocratici».

 

toti carfagna

 E insieme, in un' intervista al Corriere , aveva tirato le orecchie a Matteo Salvini, reo di pensare un po' troppo alla Lega più che alle sorti complessive del centrodestra. Su posizioni analoghe si trova da tempo anche la vicepresidente azzurra della Camera, convinta che ci sia bisogno di un soggetto che faccia rivivere, politicamente parlando, i fasti di Forza Italia. Tra Toti e Carfagna c' è sempre stato feeling. È appena il caso di ricordare che nel giugno del 2019 Silvio Berlusconi, nel tentativo di rilanciare Forza Italia, aveva affidato proprio a loro due il ruolo di coordinatori del partito.

 

SENATO GRILLINI

Ma per quanto riguarda il governatore, l' esperienza era durata pochissimo perché nemmeno tre mesi dopo aveva deciso di mollare Forza Italia per dare vita ad un partito nuovo di zecca, Cambiamo!, che alle ultime Regionali liguri ha conquistato più del 20 per cento. Una performance che ha fatto dire a Toti che c' è tutto lo spazio per coinvolgere quanti, nel centrodestra, non condividono gli estremismi e i toni populistici. L' incontro di Roma è probabilmente uno dei primi passi di un processo di costruzione.

 

 

2. BERLUSCONI APRE AL DIALOGO COL GOVERNO "SEMPRE PRONTI A DARE UNA MANO"

BEPPE GRILLO A ROMA IN SENATO

Carmelo Lopapa per “la Repubblica

 

Nel giorno del suo compleanno più mesto (l' ottantaquattresimo), in attesa dell' esito del nuovo tampone fatto ieri, dall' isolamento di Villa San Martino Silvio Berlusconi lascia filtrare la disponibilità ad accogliere la proposta del capo delegazione pd al governo, Dario Franceschini. Il ministro della Cultura nell' intervista di ieri a Repubblica aveva indicato tre punti sui quali aprire il dialogo con l' opposizione: la gestione dell' emergenza Covid, l' utilizzo del Recovery Fund, le riforme.

 

GIOVANNI TOTI MARA CARFAGNA

«Nessuno più di me ha cercato di dare un contributo al Paese e al governo, pur nella distinzione dei ruoli - è il commento del Cavaliere al telefono coi suoi - Da forza responsabile, in questa fase delicata per il Paese, abbiamo offerto la nostra collaborazione. Io stesso mi sono battuto in Europa per garantire all' Italia la fetta più consistente del Recovery Fund.

 

BEPPE GRILLO VERSIONE BOSCAIOLO MENTRE ESCE DAL SENATO

Siamo sempre disponibili a dare una mano, senza per questo sostenere la maggioranza: Forza Italia resta saldamente all' opposizione». Il problema, per dirla con il portavoce dei gruppi Giorgio Mulé, starebbe nel fatto che «abbiamo teso la mano ma non l' hanno stretta, abbiamo offerto un aiuto e non l' hanno accettato, il premier Conte ha perfino evitato di invitarci agli Stati generali se non a fine lavori. Inviti come quelli di Franceschini sono ciclici - conclude il deputato - ma restano sempre privi di risultati, per collaborare bisogna essere in due».

 

grillo e crimi

A volerla dire tutta, neanche dal capo del centrodestra, Matteo Salvini, c' è una chiusura preventiva. L' offerta dal governo? «Da tre mesi stiamo chiedendo di essere coinvolti. I soldi del Recovery comportano dei progetti, ancora non abbiamo in mano nulla, vorremmo sapere come il governo intende usare quei soldi», dice dal mini tour elettorale in Veneto. Per il leghista va bene tutto: «Basta che ci invitino e ci ascoltino. Vogliamo essere consultati, in questi mesi non hanno mai chiesto il nostro parere».

 

I leader del centrodestra convergono. Anche Giorgia Meloni: «Fratelli d' Italia ha avanzato duemila proposte nei mesi dell' emergenza, sotto forma di emendamenti ai vari decreti, ma non sono mai state prese in considerazione. La nostra parte l' abbiamo sempre fatta - spiega la leader del partito - Ma tutto è stato vano. Anche sul Recovery Fund proponiamo quattro capitoli aggiuntivi: natalità, sicurezza, ricostruzioni post terremoto, valorizzazione del marchio Italia. Attendiamo ancora risposte».

matteo salvini silvio berlusconi

 

Insomma, i tre capi della coalizione attendono solo la convocazione di Palazzo Chigi. Che ancora tuttavia non c' è. Più complicato il dialogo sul terreno delle riforme, come è emerso ieri in un convegno organizzato dall' università La Sapienza di Roma e dal professor Fulco Lanchester. Dal centrodestra - Igor Iezzi (Lega), Francesco Paolo Sisto (Fi) e Fabio Rampelli (Fdi) - la chiusura sembra totale.

 

APRISCATOLE IN SENATO FOTO TWITTER BEPPE GRILLO

Per Iezzi questo Parlamento «è delegittimato» e quindi non può metter mano alla Costituzione. Sisto: «impossibile» fare riforme con i M5s che sono «la peggiore iattura che potesse capitare», mentre Rampelli rilancia presidenzialismo e legge elettorale ma maggioritaria. L' opposto del proporzionale del Germanicum al quale lavora la maggioranza.

 

Diviso al suo interno proprio sul proporzionale (gradito a Fi), sull' utilizzo del Mes, sulla sfiducia alla ministra Azzolina, il centrodestra dopo la parziale battuta d' arresto delle regionali ritrova la compattezza ai piedi del Tribunale di Catania. Dopo la tre giorni di incontri e dibattiti organizzati dal partito alla Nuova Dogana, Salvini sabato affronterà l' udienza preliminare del processo Gregoretti. Ci sarà tutto lo stato maggiore di via Bellerio.

 

SALVINI MELONI BERLUSCONI

E Berlusconi a sorpresa invia i suoi (alcuni chiamati personalmente) a partecipare alla manifestazione "Gli italiani scelgono la libertà, processate anche me", voluta dalla Lega al Porto nelle stesse ore in cui il segretario sarà al cospetto dei giudici. A Catania ci sarà anche Giorgia Meloni perché «un ministro non può essere processato per aver difeso i confini dall' immigrazione illegale ». Finita l' udienza, l' ex ministro salirà sul palco. Attesi in migliaia con pullman e aerei. Il capo cerca il bagno di folla. Ma stavolta non sarà un comizio come gli altri.

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