joe biden

METOO? NO, TU NO! - VECCHIO, BIANCO, CENTRISTA E POMICIONE: CHE FINE HA FATTO L'ONDA DEI MILLENNIAL AFRO-GAY-SOCIAL-FEMMINISTI? BIDEN SDERENA GLI ALTRI DEMOCRATICI NEI SONDAGGI, E PER FOX NEWS SUPERA TRUMP DI 10 PUNTI - HA UN SOLO MESSAGGIO, MOLTO CHIARO: IO POSSO BATTERE IL PUZZONE. ALTRO BONUS: LE SUE MAGAGNE, DA ANITA HILL ALLA MANO DA MARPIONE, SONO GIÀ VENUTE A GALLA, E MOLTI HANNO RISPOSTO ''STICAZZI'' AL FRONTE DEL POLITICAMENTE CORRETTO

 

 

 

1. BIDEN SUPERA TRUMP «IL PAESE SARÀ UNITO»

Flavio Pompetti per ''Il Messaggero''

 

 

joe e jill biden a philadelphia

Un uomo solo al comando. Il vantaggio di Joe Biden nelle primarie democratiche, poco più di tre settimane dopo l' annuncio della discesa in campo, ha raggiunto le dimensioni di un distacco in fuga solitaria. Il settantaseienne decano della politica di Washington conduce la classifica con quasi il 40% delle preferenze, in un lotto affollato da altri ventidue concorrenti.

Alle sue spalle l' armata dei giovani sostenitori di Bernie Sanders raggiunge appena il 16,4%, e dietro di loro nessun altro pretendente è in doppia cifra. A guardare i rilevamenti di opinione, a otto mesi dal caucus dell' Iowa che apre la corsa e a diciotto mesi dal voto presidenziale, la contesa tra gli oppositori di Donald Trump sembra già risolta a vantaggio dell' ex presidente durante i mandati di Barack Obama.

 

ASPETTATIVE

joe biden in campagna elettorale

La notizia non può sorprendere più di tanto. Alle spalle di una candidatura da parte di Biden si erano accumulate le aspettative di almeno due altre campagne, e le speranze deluse di chi lo invocava come la salvezza per i democratici alla vigilia del voto del 2016, quando i problemi di Hillary Clinton erano già sul tappeto, e si temeva la sconfitta che è poi giunta.

 

Dietro di lui ci sono il solido sostegno della direzione del partito, una macchina elettorale chiavi in mano pronta a mettersi in moto, il sostegno di sindacati e minoranze etniche, e la garanzia di finanziamenti che scorreranno a volontà al momento del bisogno.

joe biden a philadelphia

Tutti questi elementi ricordano però un po' troppo da vicino un altro avvio di campagna inarrestabile: quello di Hillary Clinton tre anni fa: anche lei era la beniamina della classe dirigente democratica e le sue casse erano senza fondo. Sappiamo come è andata a finire.

 

STRATEGIA

È per questo che Biden ha scelto di partire con il piede dell' umiltà e del basso profilo mediatico. Ha esordito con un' intervista a una radio dello Iowa, una visita in una gelateria di Monticello, nessun incontro diretto con il grande pubblico; niente conferenza almeno fino alle tappe successive in New Hampshire e South Carolina, dove sabato ha incontrato i suoi sostenitori, un altro passaggio radiofonico e una visita in chiesa.

 

joe biden

Nella Carolina del Sud conduce già con 31 punti di vantaggio su Sanders, nel New Hampshire con 18 punti. Il vero debutto è stato quello di ieri a Philadelphia, nella nativa Pennsylvania dove i democratici hanno perso nel 2006, e dove Biden ha lanciato lo slogan: One America, un messaggio di unità per un Paese profondamente diviso dalla politica dell' odio di Donald Trump: «Se il Paese vuole un presidente che vomita odio, non ha bisogno di me, perché già ce n' è uno che lo fa. Molti dicono che più si è arrabbiati e meglio è .

 

 Ma io penso che non è così. Dobbiamo tornare a unire il Paese, non contribuire a dividerlo». Nel suo discorso vicino alla celebre scalinata di Rocky, quella dell' Art Museum di Philly, ha abbracciato l' eredità di Obama, ha difeso la riforma sanitaria e ha promesso di riportare gli Usa sulla strada dell' accordo di Parigi per la lotta contro i cambiamenti climatici.

 

VELENI

Persino Trump, che un sondaggio di Fox News vede indietro di 11 punti, sembra aver tratto la conclusione che sarà Biden il suo avversario. Dal giorno del primo annuncio lo attacca sull' età avanzata; gli ha già appioppato il nomignolo di sleeping Joe (l' addormentato), e ha persino pubblicato sul profilo Twitter la sua foto appaiata a quella di Biden, per vantarsi di essere ben più giovane(3 anni).

joe biden in campagna elettorale

 

L' ineluttabilità di Biden è tale che il partito ha già indicato tre nomi: la senatrice Kamala Harris, il giovane texano Beto O' Rourke e l' aspirante sconfitta nella corsa governatoriale della Georgia Stacey Abrams, come possibili vice presidenti. I primi due sono già anche contendenti alle primarie presidenziali, e hanno fatto sentire la loro voce di protesta di fronte al declassamento. In special modo lo ha fatto Kamala Harris, la voce femminile più forte e più convincente finora tra i candidati. «È vero che saremmo una coppia vincente ha concesso la senatrice californiana magari con Joe che torna a rivestire il ruolo della vice presidenza del quale è già esperto».

 

 

2. L'APPELLO DI BIDEN,'BATTERE TRUMP,DEMOCRAZIA A RISCHIO'

Ugo Caltagirone per l'ANSA

 

Il mite Biden, quello che Donald Trump irride soprannominandolo 'Sleeping Joe', il 'morto di sonno', tira fuori le unghie. E nel primo vero comizio della sua campagna elettorale, sferra l'attacco più duro al tycoon, accusandolo di dividere gli americani e di distruggere la reputazione dell'America nel mondo. "Se il Paese vuole un presidente che vomita odio non ha bisogno di me, perche già ne ha uno che lo fa". Poi l'appello all'elettorato Usa: "La minaccia alla nostra democrazia è reale. E in questo momento l'unica cosa veramente importante è battere Donald Trump".

joe biden si candida alle presidenziali 1

 

I sondaggi per ora lo premiano: vola l'ex vicepresidente, che tra i candidati democratici stacca di oltre 22 punti il diretto inseguitore, Bernie Sanders, ed è avanti su Donald Trump di 11 punti, secondo l'ultimo sondaggio della conservatrice Fox. Biden, per il suo primo vero bagno di folla, sceglie Filadelfia, città simbolo della storia americana, quella dell'amore fraterno, dove fu adottata la Dichiarazione di Indipendenza e non lontana dalla natia Scranton. Non solo: il messaggio dell'ex vicepresidente all'elettorato è che gli stati industriali della cosiddetta Rust Belt, come la Pennsylvania, stavolta non saranno dimenticati. Non si ripeterà il tragico errore di valutazione che nel 2016 consegnò la vittoria a Donald Trump. Per questo il front runner dei democratici ha scelto Filadelfia anche come quartier generale della sua campagna elettorale.

 

JOE BIDEN ALYSSA MILANO

Il palco da cui parla, sul quale è stato introdotto dall'aspirante first lady Jill Biden, è poco distante dalla iconica Rocky Steps, la scalinata dell'Art Museum di Philly. Ma l'ex braccio destro di Barack Obama (definito "una persona straordinaria") spiega chiaramente che non governerà l'America "con il pugno chiuso", e che un leader può combattere per il proprio Paese anche aprendo e tendendo la mano agli altri. Per questo il suo appello è a tutti, "democratici, repubblicani, indipendenti".

 

Biden lancia un chiaro segnale soprattutto ai suoi, ai democratici e alla nuova generazione che sta spostando l'asse del partito sempre più a sinistra, criticando i toni moderati e guardando più a candidati come il socialista Bernie Sanders o la liberal Elizabeth Warren: "Molti dicono che più siamo arrabbiati e meglio è. Ma io non la penso così. Dobbiamo unire il Paese, non contribuire a dividerlo. Per questo la mia strada sarà diversa da quelle di altri". Biden lancia quindi lo slogan "Beat Trump', ma non vuole scendere sullo stesso piano del tycoon, ricorrere allo stesso tipo di linguaggio o di retorica incendiaria. "Noi abbiamo scelto l'unita' alle divisioni, la speranza alla rabbia".

joe biden toccante 8

 

Per lui quello che conta è un'America le cui varie anime tornino a convivere senza paure o tensioni e un'America che recuperi il rispetto dovuto sul palcoscenico internazionale. Ma non tutti tra i democratici sono convinti che l'ex vicepresidente sia il vero anti-Trump, l'antidoto giusto al tycoon. E se i sondaggi sono dalla sua parte, in molti ricordano come nel 2015, prima che partisse la stagione dei dibattiti delle primarie, anche Jeb Bush tra i repubblicani era in testa in tutte le rilevazioni ed era visto come l'indiscusso front runner. Trump allora era in fondo alla lista. Poi si sa come è andata a finire.

joe biden toccante 7joe biden

 

joe biden toccante 6joe biden toccante 4bidenjoe biden lucy floresjoe biden toccante 1joe biden toccante 2joe biden toccante 3joe biden toccante 5christine blasey ford kavanaugh come clarence thomas e anita hill

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....