A MOSCA CHI DICE LA VERITÀ VIENE ACCUSATO DI ESSERE PAZZO – VI RICORDATE DI MARIA PONOMARENKO, LA GIORNALISTA ARRESTATA PER AVER DENUNCIATO I CRIMINI DI GUERRA A MARIUPOL? È STATA TRASFERITA IN UN CENTRO DI DETENZIONE PSICHIATRICO, E CI PASSERÀ ALMENO UN MESE – LO STRANO CASO DI MARINA OSYANNIKOVA, LA PRODUCER CHE ALZÒ UN CARTELLO PACIFISTA SU “ROSSIYA1”: PER MOLTO MENO MOLTI ALTRI STANNO MARCENDO IN GALERA. COME MAI LEI È STATA RILASCIATA CON UNA PICCOLA MULTA?

-

Condividi questo articolo


 

 

Maria Ponomarenko Maria Ponomarenko

Jacopo Iacoboni per www.lastampa.it

 

È un’altra penosa storia di violenza e discesa nell’orrore concentrazionario della Russia di Vladimir Vladimirovich Putin. E tra l’altro sottolinea certe stranissime disparità di trattamenti che pongono interrogativi inquietanti.

 

Mentre Marina Osyannikova – la producer di Rossiya1 che alzò un cartello pacifista durante il tg della sera – è stata rilasciata con una piccola multa, e adesso collabora con un settimanale importante in Germania – ieri nel tardo pomeriggio in Russia la reporter Maria Ponomarenko, che fu incarcerata per aver detto la verità su Mariupol – ossia che sul teatro drammatico di Mariupol erano stati lanciati missili russi, non avallando la narrazione del Cremlino di una esplosione dall’interno causata dal battaglione Azov – è stata ora trasferita in un centro di detenzione psichiatrico.

marina ovsyannikova marina ovsyannikova

 

Il collettivo di reporter russi Sota dice «per una visita psichiatrica», che deve essere abbastanza accurata, visto che verrà tenuta lì almeno un mese. Non dev’essere bello, finire in un ospedale psichiatrico da oppositore di Putin, in Russia.

 

RusNews, la testata di Maria Ponomarenko, comunica su Telegram la vicenda, nel disperato tentativo di tenere accesa una luce in una Europa che si sta addormentando: «In questo momento la nostra collega si trova nell'Ospedale Psichiatrico Clinico Regionale di Altai, situato a Barnaul in via Suvorova, 13».

 

Maria Ponomarenko Maria Ponomarenko

Una attivista di Novosibirsk, Yana Drobnokhod, ha raccontato su Telegram di essere andata nel centro psichiatrico per incontrare la reporter, che è sottoposta a un regime di isolamento dedicato in sostanza a chi ha problemi mentali pericolosi. «Siamo andati a trovarla oggi. Le sono proibite lettere, incontri con i parenti. Ma le sarà possibile incontrare un avvocato». I contatti avverranno attraverso appunto il legale, Sergey Podolsky.

 

Le storie di reporter o anche solo semplici dissidenti che rischiano anni di galera per gesti di normalissimo dissenso – o nel caso della reporter, per aver fatto il suo lavoro – si stanno moltiplicando.

 

E gettano una luce ancora più strana sulla storia di Marina Osyannikova, che invece secondo molti osservatori, non solo ucraini, non si era mai segnalata per il minimo attivismo in precedenza, e è stata miracolosamente perdonata dalle autorità russe.

 

Maria Ponomarenko Maria Ponomarenko

L’ultima in ordine di tempo a pagare, invece, è stata Sasha Skolichenko, una attivista russa accusata di aver semplicemente sostituito i cartellini dei prezzi in un negozio di alimentari con cartelli contro la guerra.

 

È detenuta dall'11 aprile, e il 30 giugno sono state formalizzate contro di lei accuse che possono portarla a un periodo da cinque a dieci anni di carcere. Oleksandra Matviichuk, direttrice del Center for Civil Liberties (Ukraine)/ Democracy Defender (premiato dall’Osce), riferisce che Skolichenko «ha dovuto affrontare pressioni psicologiche e bullismo durante la detenzione da parte dei suoi compagni di cella». La tortura ai detenuti è ovviamente vietata da tutte le convenzioni internazionali.

 

Maria Ponomarenko Maria Ponomarenko

L’elenco di giornalisti russi arrestati solo in questi mesi è infinito  certamente sempre incompleto, Isabella Yevloeva (Fortanga), Ilya Krasilshchik, Alexander Nevzorov, Andrey Novashov (Sibir.Realii, Tayga.info), Sergei Mikhailov (Listok), Mikhail Afanasyev (Novyi Fokus). Il 27 giugno uno uno dei pochi leader dell'opposizione russa che non erano ancora arrestati e si sono apertamente opposti alla guerra, Ilya Yashin, è stato messo in cella.

 

Il caso del giornalista Ivan Safronov, accusato addirittura di «tradimento», continua a mietere vittime nella società civile, a fine giugno è stato arrestato anche Dmitry Talantov, presidente dell'Ordine degli avvocati, avvocato di Safronov: Talantov secondo il Cremlino avrebbe diffuso informazioni deliberatamente false sulle azioni delle forze armate russe (l’accusa consentita dalla nuova legge varta da Putin il 5 marzo).

 

Sembrano tornare i tempi sovietici più bui, quelli in cui lo scrittore Yevgenij Zamyatin, scrivendo a Iosif Stalin per chiedere di essere liberato, con grandissima dignità non si piegava: la più grande tortura per me, disse, è il divieto di scrivere. E  per noi il divieto di sapere la verità.

marina ovsyannikova marina ovsyannikova marina ovsyannikova 2 marina ovsyannikova 2 Marina Ovsyannikova Marina Ovsyannikova marina ovsyannikova 1 marina ovsyannikova 1 marina ovsyannikova 7 marina ovsyannikova 7

 

Condividi questo articolo

politica

“CALENDA MI SEMBRA UN BIPOLARE CON DISTURBO DI PERSONALITÀ. È ‘BULLO DA SOLO’” - DAGO FA LA MESSA IN PIEGA AI POLITICI: “LETTA HA TANTI DIFETTI: NON HA CAPITO CHE BISOGNA PARLARE PER SLOGAN - RENZI HA IL CARATTERE DI UN PROVINCIALE FRUSTRATO, CHE VORREBBE FARSI ACCETTARE, NON CI RIESCE E FA LO SPACCONE - CONTE? NON SI È RESO CONTO CHE GRILLO GLI STA RESETTANDO IL M5S E ASPETTA CHE PASSI IL SUO CADAVERE - SALVINI E BERLUSCONI? NESSUNO DETESTA GIORGIA MELONI COME LORO. QUESTI NON HANNO CAPITO CHE L’ITALIA È UN PAESE A SOVRANITÀ LIMITATA. TUTTO SI DECIDE A BRUXELLES O A WASHINGTON. SE LAGARDE SMETTE DI COMPRARE BOT ITALIANI, FINIAMO CON IL SEDERE PER TERRA - LE ELEZIONI ITALIANE SARANNO OSSERVATE DALL’INTELLIGENCE DI TUTTO IL MONDO"

AGENTI DELL'FBI HANNO FATTO VISITA NELLA RESIDENZA DI TRUMP IN FLORIDA GIA’ LO SCORSO APRILE. SECONDO LA “CNN” IN QUELL'OCCASIONE INCONTRARONO DUE AVVOCATI DEL TYCOON –L’ARCINEMICA NANCY PELOSI GONGOLA VELENOSA: “NESSUNO È AL DI SOPRA DELLA LEGGE, NEANCHE UN EX PRESIDENTE” – IL FIGLIO ERIC: “SONO STATO IO AD AVVERTIRE MIO PADRE SUL RAID. ERANO UNA TRENTINA, FORSE DI PIÙ. NON VOGLIONO CHE MIO PADRE VINCA ANCORA NEL 2024” – A QUESTO PUNTO THE DONALD RISCHIA DI NON POTERSI RICANDIDARE PERCHE’…

DI BATTISTA SCOPRE LE CARTE: “NON MI CANDIDO PERCHÉ TANTI NON MI VOGLIONO, DA GRILLO A FICO - CONTE E' STATO IL PIU' CORRETTO E ONESTO CON ME - POLITICAMENTE OGGI NON MI FIDO DI BEPPE GRILLO CHE FA DA PADRE PADRONE E IO SOTTO DI LUI NON CI STO - MI HANNO IMPEDITO DI FARE IL CAPO POLITICO DEL M5S EVITANDO DI VOTARE, QUANDO NON HANNO NEPPURE VOLUTO PUBBLICARE I VOTI DEGLI STATI GENERALI PERCHÉ IO AVEVO PRESO IL TRIPLO DEI VOTI DI DI MAIO - C'E' CHI SI INFILA IN SEDE PD PER ELEMOSINARE UN SEGGIO, NON SONO COME LORO - CREERÒ UN’ASSOCIAZIONE PER FARE POLITICA DA FUORI…” - IL VIDEO SFOGO DI DI BATTISTA

E’ STATA LA MANO DI GRILLO - LEGGENDO L’INTERVISTA DI CASALINO AL “CORRIERE” SI IMMAGINA CHE LA SUA MANCATA CANDIDATURA SIA FRUTTO DI UN GESTO DI RESPONSABILITÀ: “HO CAPITO CHE LA MIA PRESENZA IN LISTA AVREBBE SCATENATO POLEMICHE E L'ULTIMA COSA CHE VOGLIO È ARRECARE UN DANNO AL MOVIMENTO O A CONTE” - IN REALTÀ LO STOP A CASALINO, CHE DA ANNI SOGNA DI POGGIARE LE SUE NATICHE SULLO SCRANNO DI SENATORE, È ARRIVATO DA BEPPE GRILLO, CHE SI E’ VENDICATO CON CONTE PER IL TRATTAMENTO RISERVATO ALLA SUA COCCA VIRGINIA RAGGI - IL VIDEO CON IL "CHE GUEVARA DI ROMA NORD" SPIEGA LA MANCATA CANDIDATURA