mario draghi

NEXT GENERATION DRAGHI – PIÙ CHE ALLE SPARATE A SALVE DEI PARTITI SU SUPERBONUS, PENSIONI E SOPRATTUTTO GOVERNANCE, IL PREMIER GUARDA ALL’UE. E INFATTI IERI HA DECISO DI CHIAMARE BRUXELLES PER UNA CONFERENCE CALL CON LA COMMISSIONE EUROPEA, CHE HA RASSICURATO PERSONALMENTE SUL RECOVERY PLAN ITALIANO – I PARTITI SONO IN ANSIA PERCHÉ TEMONO DI NON TOCCARE PALLA, MA DOVRANNO INGOIARE IL ROSPO IN PARLAMENTO. O ACCETTERANNO IL PIANO COSÌ COME VUOLE DRAGHI O SI ASSUMERANNO LA RESPONSABILITÀ DI FAR PERDERE AL PAESE PIÙ DI 200 MILIARDI

 

 

 

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

MARIO DRAGHI

Il problema per Draghi non è il maldipancia dei partiti. Siccome dall’Europa erano giunte obiezioni al suo Piano, ieri ha deciso di sciogliere i nodi chiamando Bruxelles. Così, nelle ore in cui avrebbe dovuto riunire il Consiglio dei ministri, il premier ha preferito organizzare una conference call con la Commissione europea: c’erano alcuni dettagli del Recovery plan su cui discutere.

 

MARIO DRAGHI MEME

E dato che nei dettagli si nasconde il diavolo, ha deciso di parlarne prima per evitare spiacevoli malintesi dopo. Lo ha fatto — racconta una fonte autorevole — «con l’approccio di un europeista dialettico», che è un modo per rimarcare il tenore della trattativa.

 

mario draghi giuseppe conte

D’altronde il Pnrr rappresenta per Draghi un punto di svolta, è la sfida che segnerà la sua esperienza a Palazzo Chigi insieme al piano vaccinale. E poco importa se sapeva di dover affrontare una partenza ad handicap, se in corsa è stato costretto a rivedere (quasi) integralmente l’impianto del progetto scritto dal governo precedente: era consapevole fin dall’inizio che non avrebbe potuto usare come alibi l’eredità della passata gestione.

 

vaccino a ursula von der leyen

Al punto che nelle ultime settimane è parso preoccupato agli occhi di alcuni suoi interlocutori per il problema delle scadenze. Non vuole arrivare in ritardo con il Piano all’appuntamento con l’Europa di fine mese: «È una questione di credibilità».

 

È un segnale da trasmettere là dove — per dirla con un ministro — «lo scetticismo sulla capacità del nostro Paese di applicare il Pnrr e varare le riforme necessarie, è pari alla considerazione che nutrono verso il premier». Perciò Draghi ha preferito sciogliere i nodi sul Recovery con la Commissione in attesa di affrontarli con i ministri del suo governo. E mentre era al telefono con Bruxelles, a Roma montava il nervosismo dei partiti di maggioranza che facevano trapelare il loro disappunto per essere rimasti all’oscuro sui contenuti finali del Piano.

 

Nel Pnrr porti, strade, priorità ai giovani e spinta per il Sud: spinta la Pil e al lavoro

presentazione del recovery plan 2

Il vero motivo del malessere collettivo è legato alle norme sulla governance che dovrà accompagnare il percorso del Recovery, dunque dei miliardi da investire. Per le forze politiche la presenza nella cabina di regia è fondamentale: è come entrare in Champions league o rimanerne fuori.

 

Ecco perché ieri la grande coalizione appariva compatta come mai: dalla Lega al Pd, da M5S a Forza Italia, tutti erano impegnati a premere sul premier, perché — come sottolineava il dem Alfieri — «completasse la governance e affidasse un ruolo centrale al Parlamento».

presentazione del recovery plan

 

Una formula meno ruvida rispetto a chi, nel suo stesso partito, rammentava «le critiche subite da Conte quando lo accusarono di golpe per voler accentrare tutto». Il problema dei rapporti con il Parlamento però esiste e Draghi — chiamato a superarlo tenendo conto delle scadenze — tenterà di risolverlo la prossima settimana annunciando che terrà «un’interlocuzione costante con le Camere».

 

mario draghi

Scadenze e iter

Si vedrà poi se risponde al vero l’obiezione posta da chi ha già vissuto l’esperienza di Palazzo Chigi, e ritiene opportuno che il premier si doti di un sottosegretario all’attuazione del Pnrr per accompagnarne l’iter. Il fatto è che il tempo scorre, «e con le Camere da consultare, la Conferenza Stato-Regioni da convocare», i ministri trasmettono la frenesia del momento.

 

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

Che poi è la frenesia dei loro partiti, alle prese con una sfida di potere decisiva e con le scosse di assestamento interno da gestire. Nel Pd, Letta deve muoversi in equilibrio tra chi ha abbracciato «l’agenda Draghi» e i vedovi di Conte che preconizzano un «rapido processo di montizzazione del premier». In Forza Italia, Berlusconi ha da tenere a bada quanti — come Tajani — già segnano la fine della legislatura dopo l’elezione del capo dello Stato, e quanti — come i legati di governo — auspicano lunga vita all’attuale gabinetto.

alberto bagnai matteo salvini

 

E poi c’è la Lega, dove Salvini giura di fidarsi di Draghi ma intanto per tutelarsi ha avvisato Giorgetti che affiderà il dossier delle nomine di sottogoverno a Bagnai. Grande è la confusione sotto il premier, che avverte i rischi del bradisismo ma sulla governance tiene tutti sulla corda: «Prima facciamo l’attuazione del Piano», ha avvisato. Nell’esecutivo c’è chi si è comprato i pop corn: «Vedremo chi vincerà...».

mario draghi

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....