mario michele giarrusso

NON ESISTE LA FIDUCIA GRATIS - I RESPONSABILI ORA DETTANO LE CONDIZIONI A CONTE: "DEVE CAMBIARE LA SQUADRA DI GOVERNO" - MOLTI EX GRILLINI CHIEDONO POSTI IN CAMBIO: MESSI IN CONTO UN MINISTERO PER IL GRUPPO DI TABACCI, UNO PER L'UDC, FORSE ANCHE UNO AL MAIE - PER CONVINCERE ALCUNI SENATORI EX M5S DEL GRUPPO MISTO ANCORA INDECISI, GIRA VOCE CHE CONTE ABBIA PROMESSO UNA CANDIDATURA NELLA SUA LISTA, ALLE PROSSIME ELEZIONI - E I GRILLINI ROSICANO: "NOI CON IL LIMITE DEI DUE MANDATI DOVREMO ABBANDONARE LA POLITICA E QUESTI, CHE AVEVAMO CACCIATO, TORNERANNO IN PARLAMENTO?"

CONTE CASALINO

Federico Capurso per "la Stampa"

 

I "responsabili" si riconoscono in fretta, di questi giorni. Per quell'aria un po' sorniona con cui vivono la rinnovata centralità politica e l'abbandono della sofferta trasparenza cui erano stati relegati. Camminano tre metri sopra i "semplici" membri della maggioranza, che ora li guardano con un misto di gratitudine e di insofferenza.

 

«Come ci siamo ridotti», mastica amaro un membro del Movimento, vedendoli sfilare di prima mattina nel ristorante di Montecitorio per un caffè. Tanti di loro sono ex Cinque stelle.

 

bruno tabacci

Alcuni hanno trovato casa nel Centro democratico di Bruno Tabacci, che ha portato 11 voti a Giuseppe Conte e ha pazientemente spiegato ai nuovi arrivati che «questa operazione è il contrario del Vaffa». A loro si sono aggiunti Renata Polverini fuoriuscita da Forza Italia, 3 voti del Maie e 9 provenienti dal gruppo Misto, anch' esso rimpolpato in questi anni dagli ex-grillini. Così, il governo tira il primo sospiro di sollievo.

 

Non tutti però esultano. Perché nel Pd, come nel M5S, sanno bene che ogni voto avrà ha un prezzo politico da pagare. I "volenterosi" chiedono ministeri, innanzitutto. Se ne sarebbero messi in conto uno alla Camera per il gruppo di Tabacci, uno in Senato per l'Udc, forse anche un dicastero al Maie, per non scontentare nessuno.

 

E per convincere alcuni senatori del gruppo Misto ancora indecisi, gira voce che il premier abbia promesso una candidatura nella sua lista, alle prossime elezioni. In questo modo - racconta un membro del governo - si sarebbero convinti i senatori Mario Giarrusso, Tiziana Drago e Lello Ciampolillo.

SAVERIO DE BONIS

 

Da 155 voti in Senato si salirebbe a 158: «Una bella sorpresa», la definisce uno dei primi senatori responsabili, Saverio De Bonis.

 

Voce che però ha fatto infuriare i Cinque stelle: «Noi con il limite dei due mandati dovremo abbandonare la politica e questi, che avevamo cacciato, torneranno in Parlamento?». Sono proteste a denti stretti, perché a palazzo Madama la partita è tutt' altro che chiusa. L'Udc ha confermato il suo no: «Voteremo contro», dice Lorenzo Cesa.

 

mario giarrusso

Ma uno dei suoi preziosissimi 3 senatori, Antonio Saccone, rende più pieno il concetto: «Non votiamo la fiducia, ma siamo pronti ad aprire un dialogo con il governo». Da domani si affronterà il rimpasto.

 

E Andrea Cecconi, deputato del Maie ed ex M5S, avverte: «Se Conte vuole davvero i responsabili, dovrà dare un segnale di forte discontinuità nella squadra di governo». C'è però qualche perplessità, soprattutto nel Pd, perché molti di questi «volenterosi» - così li chiama Conte - sono rimasti nel Misto, rifiutando di entrare in un gruppo politico come quello di Tabacci o del Maie, e questo li renderebbe inaffidabili.

 

MARIO GIARRUSSO

Di andare con i centristi, però, non ci pensano proprio: «Ero nel M5S, non posso finire tra i democristiani», dice il deputato Raffaele Trano. E con lui Silvia Benedetti: «È un'operazione che non mi piace, senza qualità. Votiamo a favore solo perché non possiamo trovarci schierati con Renzi o con le destre».

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)