migranti naufragio

NON SARA’ UNA “INVASIONE” MA POCO CI MANCA - SECONDO I REPORT DEI NOSTRI 007, NEI PROSSIMI 18 MESI ARRIVERANNO DAL SAHEL VERSO L’EUROPA FINO A DUE MILIONI DI PERSONE - MELONI CHIEDE A BRUXELLES DI STRINGERE ACCORDI ANCHE CON I PAESI DI PROVENIENZA DEI MIGRANTI, SULLA SCIA DI QUELLI GIÀ SIGLATI CON TUNISIA E LIBIA, PER PORTARE INVESTIMENTI, PROVARE A SIGLARE INTESE PER I RIMPATRI E INCREMENTARE LA COOPERAZIONE MILITARE PER CONTRASTARE IL TRAFFICO DI ESSERI UMANI E IL TERRORISMO…

Estratto dell’articolo di Youssef Hassan Holgado per “Domani”

 

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN

Lo smisurato arrivo di migranti sulle coste italiane di quest’estate è solo un assaggio di quello che ci aspetterà nei prossimi anni. È quello che temono gli uffici del sottosegretario Alfredo Mantovano e il Viminale, che hanno letto alcuni report arrivati di recente dalla nostra intelligence. Che hanno stimato, nel prossimo anno e mezzo, migrazioni interne al continente e verso l’Europa di enorme entità, fino «a due milioni di persone».

migranti a lampedusa 5

 

Il fenomeno coinvolge, secondo gli analisti, principalmente l’area del Sahel, oggi infuocata dalla siccità alimentata dal cambiamento climatico e dai colpi di stato delle giunte militari che negli ultimi due anni hanno preso il potere in Burkina Faso, Mali e da ultimo in Niger. Uno scenario che preoccupa ovviamente il ministro Matteo Piantedosi, titolare con Mantovano della delega all’immigrazione, e la premier Giorgia Meloni. […]

 

migranti a lampedusa 1

Correre ai ripari prima che il fenomeno sia ingovernabile è il mantra che risuona a palazzo Chigi. A indirizzare le strategie ieri è stato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in Sicilia […] ha detto: «L’immigrazione è un fenomeno epocale che va governato con visione del futuro non con provvedimenti improvvisati o tampone».

 

E la visione futura spinge ora la premier Meloni a chiedere l’aiuto di Bruxelles per stringere accordi anche con i paesi del Sahel, sulla scia di quelli già siglati con Tunisia e Libia. L’obiettivo del governo italiano è far entrare la prossima Commissione europea, che uscirà dalle urne delle elezioni del 2024, nei palazzi governativi del cuore dell’Africa per portare investimenti, provare a siglare intese per i rimpatri con i paesi che al momento non accettano le espulsioni dei loro cittadini e incrementare la cooperazione militare per contrastare il traffico di esseri umani e il terrorismo.

giorgia meloni ursula von der leyen mark rutte kais saied

 

Facile a dirlo ma ci sono diverse incognite da non sottovalutare. La prima: non è detto che gli accordi funzionino, lo abbiamo visto quest’estate con il memorandum of understanding firmato a Tunisi. La seconda è un tema politico: Bruxelles e Roma, scenderanno a patti con le giunte militari golpiste dei paesi del Sahel? E infine: come reagiranno Russia e Francia che negli ultimi anni hanno avuto il controllo dell’area?

 

[…] gli Stati Uniti hanno annunciato che investiranno altri 247 milioni di dollari per inviare aiuti umanitari in Africa, alcuni di questi destinati proprio al Burkina Faso, uno dei paesi più attenzionati dai report sulla scrivania di Mantovano per l’aumento improvviso dei migranti provenienti da lì che arrivano in Italia. […] Nei paesi del Sahel le persone scappano non soltanto da conflitti civili, carestie e da una situazione economica disastrata, ma anche dagli attacchi terroristici.

 

migranti arrivano a lampedusa 3

Nelle prime dieci posizioni della classifica dei paesi a più alto rischio terrorismo ci sono tre stati del Sahel: Burkina Faso, Niger, Mali (governati da giunte militari golpiste). A cui vanno aggiunti anche Somalia e Nigeria. Negli ultimi anni, il contrasto al terrorismo è stato portato avanti con missioni militari condotte dai paesi europei (su tutti la Francia) e dagli Stati Uniti. Ma i nuovi cambiamenti politici stanno rinforzando i vari gruppi terroristici. […] A livello politico, il prossimo passo è superare l’accordo di Dublino. Concetto ribadito ieri dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella […] Serve trovare soluzioni e insieme, ma gli stati europei sono divisi […]

mark rutte ursula von der leyen kais saied giorgia meloni

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI