giuseppe conte roberto gualtieri

NON TORNANO I CONTI - BANKITALIA, CORTE DEI CONTI E UFFICIO PARLAMENTARE DI BILANCIO BOCCIANO LA MANOVRA: NEL MIRINO L’OBIETTIVO, GIUDICATO IMPRATICABILE, DI RECUPERARE 7,2 MILIARDI DALLA LOTTA ALL’EVASIONE - E’ UN QUARTO DEI 29 MILIARDI NECESSARI PER FAR FRONTE ALLA STERILIZZAZIONE DELL’IVA, CUNEO FISCALE E ALTRE SPESE…

Roberto Petrini per “la Repubblica”

 

roberto gualtieri giuseppe conte 1

Le maggiori autorità indipendenti dello Stato, Bankitalia, Corte dei conti e Ufficio parlamentare di bilancio, bocciano la manovra. Mentre il ministro dell' Economia Roberto Gualtieri polemizza con M5S e Conte: no al Daspo per i commercialisti e no alle manette per gli evasori. E dice no anche alle proposte della maggioranza sull' utilizzo degli 80 euro per cuneo o famiglia. Il punto debole della Nadef, la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza - oggetto ieri delle audizioni presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato - è la stima dei risultati che il governo si attende nel 2020 dalla voce «lotta all' evasione».

 

Si tratta di 7,2 miliardi, la metà delle coperture, che ammontano a circa 14,4 miliardi (tra spending, tagli agli sgravi fiscali, altre misure fiscali ed altro da individuare). In tutto, aggiungendo altri 14,4 miliardi di flessibilità concessi dalla Ue, dunque circa 29 miliardi per far fronte a sterilizzazione dell' Iva, cuneo e altre spese varie.

giuseppe conte roberto gualtieri 8

 

Ebbene la Banca d'Italia, rappresentata dal vicedirettore Federico Signorini, che dedica due pagine alla questione dell' evasione, definisce «ardua» la quantificazione del governo sulla lotta all' evasione, invita alla «cautela» e spiega: «I progressi nel contrasto all' evasione richiedono tempo, gli effetti delle misure che si introducono e i loro tempi possono essere valutati in anticipo con certezza». Bankitalia consiglia «momenti di monitoraggio» e «correttivi in caso di scostamenti».

 

La Corte dei conti, rappresentata dal consigliere Massimo Romano, è sulla medesima lunghezza d' onda. A proposito di quello che definisce «un ricorso massiccio» alle risorse che si intendono recuperare dalla lotta all' evasione, esprime «riserve» su tale «modalità di copertura» specie in un paese «ad elevato debito».

 

renzi di maio

Giuseppe Pisauro, presidente della Upb, l'autorità indipendente sui conti pubblici, è in sintonia con le altre due istituzioni. «Si tratta - ha detto - di un obiettivo piuttosto ambizioso specie se confrontato con i risultati tradizionalmente ottenuti su tale fronte e difficilmente conseguibile». «Sembrerebbe opportuno non fare affidamento non fare affidamento su risorse incerte e a volte di natura non permanente ai fini dell' aggiustamento dei conti pubblici», ha ammonito Pisauro.

 

Dopo il blocco da parte di Renzi e Di Maio dell' operazione sull' aumento differenziato dell' Iva finalizzato a finanziare la riduzione del cuneo fiscale, il governo si trova in difficoltà a reperire risorse. Così, in alternativa, per cuneo, asili o altre spese sociali, si punta, all' interno della maggioranza, a smontare la misura renziana per eccellenza, cioè gli 80 euro. Gualtieri tuttavia afferma che il «bonus non sarà eliminato» e neanche «spostato», dunque niente da fare.

 

laura castelli

Dall' altro lato sulla ricerca delle risorse dalla lotta all' evasione sono assai attivi i grillini. Con questi polemizza Gualtieri che ha definito «fake news» la proposta della viceministra dell' Economia Laura Castelli che in un documento ha parlato della «possibilità di poter introdurre un "Daspo" temporaneo o permanente a coloro che certificano in modo fraudolento crediti inesistenti».

 

Gualtieri, nell' audizione parlamentare, ha anche polemizzato implicitamente con la proposta del premier Conte che aveva detto: «Chi sbaglia deve pagare. Siamo favorevoli anche a pene detentive per i casi di conclamata e grave evasione».

Per Gualtieri invece le «manette agli evasori non sono allo studio».

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)