nonni

IL NONNO DI STATO - FINO A 1.200 EURO DI BONUS BABY SITTER AI NONNI CHE BADANO AI NIPOTINI. CERTO, MENTRE SI NEGA UN CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER 2,3 MILIONI DI PROFESSIONISTI O RICONOSCE UNA PENSIONE DA 310 EURO AI CIECHI TOTALI E 287 AI DISABILI CHE NON POSSONO LAVORARE, UNA SOMMA DEL GENERE FA UN PO' IMPRESSIONE - COTTARELLI: LO HANNO SEMPRE FATTO GRATIS, PERCHÉ BUTTARE SOLDI COSÌ?

 

 

Fausto Carioti per ''Libero Quotidiano''

 

nonni e nipoti si riabbracciano a milano

Perché il governo che ha negato il contributo a fondo perduto a 2,3 milioni di professionisti inguaiati dall'epidemia, che passa un'umiliante pensione di 310 euro al mese ai ciechi totali ed è stato costretto dalla Corte Costituzionale a innalzare il micragnoso assegno di 287 euro per i disabili impossibilitati a lavorare, adesso dà sino a 1.200 euro ai nonni che si prendono cura dei nipotini, anche se lo farebbero gratis, e a chi gioca alla Playstation con i cuginetti? Incapacità a scrivere le leggi? Voglia di rendersi simpatico in vista delle elezioni? Nell'uno e nell'altro caso, non sarebbe la prima volta. Però la logica dietro a quest' ultima novità, ammesso che una logica ci sia, sfugge.

 

nonno e nipote

Di tutti i modi in cui si possono spendere adesso i pochi soldi pubblici a disposizione, l'unico davvero sensato è la difesa a oltranza dei posti di lavoro e delle attività economiche: chi esce dal mercato fa fatica a rientrarci e da contribuente netto diventa un assistito dallo Stato, col rischio di rimanerlo per anni. Eppure tanti italiani che producono e pagano le tasse sono abbandonati a se stessi, mentre dai provvedimenti dell'Inps spuntano fuori astrusità come quella scoperta ieri. La circolare dell'istituto di previdenza, in realtà, porta la data del 17 giugno.

 

nonni metal

Nessuno, però, aveva capito cosa c'era scritto. La traduzione del testo è stata completata solo dopo dieci giorni. Quando il direttore generale dell'Inps, nel linguaggio arabescato tipico della pubblica amministrazione, scrive che «si chiarisce la non applicabilità del principio di carattere generale della presunzione di gratuità delle prestazioni di lavoro rese in ambito familiare, salvo si tratti di familiari conviventi con il richiedente», e che «in caso di convivenza i familiari sono esclusi dal novero dei soggetti ammessi a svolgere prestazioni di lavoro come baby-sitting remunerate mediante il bonus in argomento», intende dire, in realtà, che chi ha fatto assistere i figli a consanguinei non conviventi avrà diritto al buono per baby sitter previsto dal decreto Rilancio.

 

In italiano corrente significa che potranno ricevere un contributo del valore massimo di 1.200 euro (2.000 euro per gli operatori dei comparti sanità, difesa e soccorso pubblico impiegati nell'emergenza Covid), anche le famiglie che dichiarano di avere affidato i figli alle cure di nonni, zii e cugini nel periodo tra il 5 marzo, giorno in cui chiusero gli asili, e il 31 luglio 2020. Valgono le regole generali: i pargoli non debbono avere un'età inferiore ai 12 anni, mentre gli amorevoli parenti, oltre a vivere sotto un altro tetto, debbono essere titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità, oppure avere meno di 25 anni ed essere iscritti a un ciclo di studi, o altrimenti risultare disoccupati o ricevere assegni di sostegno dallo Stato.

NONNI E NIPOTI

 

Chi non ha almeno un familiare in una di queste condizioni? Tutto ciò tramite un'autocertificazione che può essere fatta online, telefonando all'Inps o rivolgendosi ai soliti enti di patronato. Accolta la domanda, il bonus sarà concesso tramite il "libretto famiglia", lo strumento che l'istituto utilizza per il pagamento di lavori saltuari. Per chi ha congiunti non conviventi e un minimo di dimestichezza con certe pratiche, insomma, è facile, anche a posteriori, bussare alla porta dell'Inps per chiedere il contributo.

 

Il pericolo è che siano in troppi a farlo, a maggior ragione ora che si è saputo che è possibile accordarsi con i propri familiari. L'istituto ha già fatto sapere che si regolerà in base al criterio cronologico: prenderà i soldi chi arriverà prima, e quando lo stanziamento del governo si esaurirà non ce ne sarà più per nessuno.

NONNI E NIPOTI

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…