salvini bergoglio mitra

PAPA FRANCESCO E IL MITRA DI SALVINI NEL GIORNO DI PASQUA (E DEL MASSACRO DEI CRISTIANI NELLO SRI LANKA) - VESCOVI DELUSI DAI 5STELLE, E IL VATICANO CERCA DI FERMARE IL PIENO DI VOTI CATTOLICI A SALVINI. SEMPRE PIÙ FORTE L'ASSE BERGOGLIO-MATTARELLA. LA CAMPAGNA ELETTORALE SI GIOCHERÀ ANCHE TRA I SACRI PALAZZI E SALVINI DOVRÀ STARE ATTENTO ALLE GAFFES: NON GLIENE LASCERANNO PASSARE UNA

Marco Antonellis per Dagospia

 

PAPA FRANCESCO BERGOGLIO URBI ET ORBI PASQUA

Le celebrazioni pasquali hanno segnato una tappa inedita nello scontro sempre più aperto tra Papa Francesco e Matteo Salvini. Nel giorno in cui Luca Morisi si inventava la trovata dell'uscita social con la foto del Capitano con in mano un mitra, Bergoglio a margine della benedizione Urbi et Orbi tuonava contro la diffusione delle armi "anche nelle città", diffusione a cui secondo il Papa "occorre porre fine". Il contrario esatto dell'idea salviniana che con la lobby dei produttori di armi ha un ottimo rapporto. Insomma, la foto di Matteo Salvini con il mitra in mano per giunta nel giorno della Pasqua cristiana simbolo di pace è "quanto di peggio ci si possa aspettare da un leader politico che per di più si professa cattolico", spiegano fonti vicine alla Segreteria di Stato. Di sicuro la vicenda non sarà dimenticata facilmente Oltretevere. 

 

Ma le parole del Papa pronunciate in diretta televisiva fanno parte di una strategia ben precisa: cercare di frenare la rincorsa di Salvini al voto dei cattolici praticanti. In Segreteria di Stato hanno ben presente gli studi sui flussi del voto dei cattolici alle politiche del 4 marzo, dove la Lega era solamente il quarto partito dietro a M5S, Pd, Forza Italia e davanti a Fratelli d'Italia e Popolo della Famiglia.

SALVINI E MORISI CON MITRAGLIETTA

 

Ora, gran parte del possibile balzo in avanti di Salvini, che dal 17% delle politiche rischia di ritrovarsi con una percentuale più che raddoppiata, sarebbe essenzialmente dovuto alla convergenza sotto le sue insegne della maggioranza assoluta dei cattolici praticanti, che pur in un'Italia scristianizzata sono ancora sette milioni di persone. La delusione per il M5S è palpabile, in special modo a Roma dove i vescovi si accodarono a Virginia Raggi sindaco al ballottaggio 2016, con tanto di successive interviste a Beppe Grillo su Avvenire.

 

RAGGI BERGOGLIO

Ecco, quei tempi appaiono molto lontani. L'analisi che si fa Oltretevere è che "lo scongelamento del voto cattogrillino premierà senza dubbio Salvini, che imbarcherà anche molto voto cattolico stufo di Berlusconi e della sua esangue Forza Italia". Per questo in Vaticano si chiedono: come frenare la trasformazione di Matteo Salvini nell'uomo forte del Paese?

 

Chi guardava a Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia in Santa Sede ha le porte sbarrate: alla giovane leader della Garbatella viene rimproverato non solo di essere sostanzialmente un satellite della Lega, ma anche di aver infarcito le sue liste per le europee con personaggi poco graditi alle gerarchie vaticane. 

 

Il corpaccione della Conferenza episcopale italiana si trova in imbarazzo, perché per tutta la gestione galantiniana si era rifugiato comodamente sotto l'ombrello del Partito democratico renziano, pur sempre un boy scout rispettoso delle gerarchie. Ora però il Pd di Nicola Zingaretti è assai meno accogliente per i cattolici anche se il neo segretario può vantare ottimi rapporti con Sant'Egidio e Azione Cattolica e per legittimarsi agli occhi delle gerarchie vaticane il prossimo 11 maggio presenterà il piano per le famiglie (i punti salienti saranno sgravi e assegni per le famiglie numerose) al cospetto del Forum nazionale delle associazioni familiari guidato da Gigi de Palo.

 

PAPA BERGOGLIO CON I MIGRANTI

Intanto, il vescovo emerito Simioni sta provando a portare l'attenzione (ma senza troppo successo) sui Popolari di Mario Mauro mentre una ventina di vescovi si muovono a supporto del Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi, che ha piazzato come capilista e candidati di peso esponenti di Comunione e Liberazione, Cammino neocatecumenale, Rinnovamento nello Spirito. Il più noto è Paolo Alli, capolista a Milano e già uomo macchina di Roberto Formigoni, oggi presidente di Alternativa Popolare che con il PdF adinolfiano ha stretto un patto d'acciaio portandolo all'interno dell'alveo del Partito popolare europeo, presente nel simbolo per la competizione elettorale del 26 maggio.

 

Come si distribuirà, insomma, il voto cattolico alle europee? "Il Papa continua a insistere sul tasto migranti per far capire ai praticanti che il voto alla Lega è inopportuno" spiegano fonti vaticane: pubblicare una foto con il mitra in mano nel giorno in cui Francesco tuona contro le armi e 290 cristiani sono stati spazzati via dalle stragi in Sri Lanka, è stata forse la prima vera scivolata del solitamente molto acuto Luca Morisi.

Mattarella Bergoglio

 

Ma svarioni a parte, non c'è dubbio che sul Carroccio stanno salendo molti praticanti. Se Salvini vorrà fare il pieno di voti cattolici il 26 maggio dovrà limitare alcune asperità. Altrimenti ognuna sarà un assist per Bergoglio che vuole indebolirlo o almeno non renderlo onnipotente, in questo sempre in asse con Sergio Mattarella i cui fedelissimi ormai dominano la comunicazione vaticana, da Paolo Ruffini a Andrea Monda. Gran parte della campagna elettorale si giocherà tra i Sacri Palazzi e Salvini dovrà stare attento alle gaffes: non gliene lasceranno passare una.

 

Ultimi Dagoreport

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…