gianluigi paragone maria elena boschi

PARAGONE CHE NON REGGE (ALL’INCUCIO) – IL SENATORE GRILLINO PIÙ VICINO ALLA LEGA (È STATO DIRETTORE DELLA “PADANIA”) È SCETTICO SULL’INCIUCIO PD-CINQUE STELLE: “MAGARI POI ALLA COMMISSIONE BANCHE DOVREI ESSERE VOTATO DALLA BOSCHI? SI, VABBÈ…” – IL MOVIMENTO 5 STELLE SPIAZZATO DALLA MOSSA DEL CAVALLO DI SALVINI SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI. IL CERINO ORA È IN MANO A DI MAIO…

1 – PARAGONE: "PENSATE DAVVERO CHE MI POSSA ALLEARE CON LA BOSCHI?"

Da “il Fatto Quotidiano”

GIANLUIGI PARAGONE RENZI BOSCHI

 

"Un accordo tra noi e il Partito democratico? Sì vabbè Magari poi alla commissione d' inchiesta sulle banche dovrei essere votato dalla Boschi?". La battuta del senatore dei Cinque Stelle Gianluigi Paragone nella buvette di Palazzo Madama rende in modo fedele l' idea di quanto sia fragile e complessa la nuova situazione politica.

 

GIANLUIGI PARAGONE RENZI BOSCHI

E quanto siano fragili le tenute dei partiti. I Cinque Stelle sono profondamente divisi tra chi non ha nessuna intenzione di chiudere la legislatura e chi invece ritiene assurda anche solo l' ipotesi di un governo insieme al Partito democratico.

 

MATTEO RENZI E MARIA ELENA BOSCHI

Paragone peraltro, tra i parlamentari Cinque Stelle, è uno dei più vicini al mondo leghista (da giornalista entrò in Rai proprio in quota Lega). Il nome dell' ex conduttore televisivo è l' unico tra i grillini che compare nel programma della "Berghem Fest 2019" della Lega ad Alzano Lombardo (Bergamo).

 

Paragone sarà sul palco venerdì 23 agosto con Riccardo Molinari (capogruppo Lega alla Camera) e Massimo Garavaglia (viceministro dell' Economia). In una serata moderata da Maurizio Belpietro il cui tema, nemmeno a dirlo, è "La crisi di governo".

 

2 – M5S SPIAZZATO, DI MAIO RESISTE MA IL PATTO COL PD NON PIACE A TUTTI

Federico Capurso per “la Stampa”

GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI

 

GIANLUIGI PARAGONE

C' era ottimismo ieri pomeriggio tra i dirigenti del Movimento 5 stelle prima di entrare in Senato. Tornati a Roma per votare la data in cui il premier Giuseppe Conte avrebbe dovuto parlare in Aula e se, nello stesso giorno, ci sarebbe stata o meno la sfiducia sul governo. Se prima di Ferragosto, accelerando la crisi come chiede il centrodestra, o il 20 agosto, lasciando respiro ai Cinque stelle e al Partito democratico.

 

luigi di maio nicola zingaretti

I grillini erano positivi, prima di accomodarsi in Aula, perché qualcosa aveva iniziato a muoversi. Si stava preparando il terreno al futuro dialogo con il Pd ed era pronto il primo ramoscello d' ulivo da offrire a Nicola Zingaretti: «Dopo aver votato insieme il calendario, allora diremo che per noi il taglio dei parlamentari è "un obiettivo di legislatura"». È un uomo dei vertici M5S, tra i più vicini a Luigi Di Maio, ad anticipare a La Stampa il piano grillino.

 

GIANLUIGI PARAGONE RENZI BOSCHI

«Se ci vengono incontro oggi - aggiunge -, l' approvazione della riforma può diventare il primo punto di un' agenda più ampia». Nessuno, però, aveva fatto i conti con Matteo Salvini. Il leader della Lega prende la parola dai banchi del suo partito e manda all' aria piani e ramoscelli d' ulivo: «Gli amici dei Cinque stelle dicono che si può approvare subito il taglio dei parlamentari per poi andare al voto. Bene, noi raccogliamo la sfida, siamo pronti».

STEFANO PATUANELLI M5S

 

Le mozioni del centrodestra per arrivare in tempi brevi alla caduta del governo vengono bocciate. Cinque stelle e Pd fanno asse, segnano il primo punto, ma quando il capogruppo M5S Stefano Patuanelli, Paola Taverna e i membri del governo Riccardo Fraccaro e Simone Valente escono dall' Aula, il passo è veloce, il volto scuro. Si infilano in un corridoio laterale e scendono rapidamente le scale per uscire in uno dei cortili meno affollati di palazzo Madama. Fraccaro si attacca al telefono, Patuanelli accende una sigaretta, dà una boccata, la spegne un secondo dopo. «È un casino» - «Perché ha fatto questo discorso? Perché ha aperto adesso a una riforma che non voleva?». Lo spaesamento è totale. Si dileguano poco dopo, senza risposte, con gli occhi sugli smartphone.

 

di maio con paola taverna

I sospetti iniziano a rimbalzare furiosamente nelle chat dei vertici pochi minuti più tardi. Salvini - questa è la convinzione più forte - lo avrebbe fatto per togliere agli ex alleati un' arma potente, che avrebbero potuto usare contro di lui in campagna elettorale. Così facendo, poi, avrebbe lasciato il cerino in mano a Di Maio, sostengono in molti. E intanto, avrebbe guadagnato tempo prezioso per sondare le intenzioni del Quirinale. L' effetto indiretto più fragoroso e forse nemmeno immaginato dal leader della Lega è però quello di essere entrato nella delicata partita tra M5S e Pd e aver sparigliato le carte alla prima mano di gioco.

di maio e paragone

 

Di Maio, chiuso nella war room con i suoi collaboratori, ragiona sulle contromosse più urgenti: il cerino va rimesso in mano a Salvini e lo spiraglio con il Pd va tenuto aperto. Per questo, con due post su Facebook a breve distanza l' uno dall' altro, il leader M5S boccia la proposta leghista: «Dicono di voler votare la sfiducia a Conte il 20 e approvare la riforma il 22, ma se prima cade il governo anche il taglio dei parlamentari, automaticamente, salta. Stanno prendendo in giro gli italiani». Rilancia sul dimezzamento degli stipendi di deputati e senatori, mentre le elezioni vengono allontanate con insistenza, più volte. «Sono seriamente preoccupato per milioni di famiglie italiane e per il rischio che aumenti l' Iva - scrive Di Maio -. Non comprendiamo ancora le ragioni di questo caos improvviso, in pieno agosto, senza senso».

 

GIANLUIGI PARAGONE 1

Un ritorno alle urne in ottobre, per il giovane capo politico M5S, equivale al «portare l' Italia sull' orlo del precipizio, mente i cittadini chiedono risposte». E ancora, rispetto a chi lancia la sfida al voto, «il Movimento 5 stelle è nato pronto - dice -, ma è il Presidente della Repubblica il solo a indicare la strada per le elezioni. Gli si porti rispetto».

L' idea di un governo Pd-M5S però non piace a tutti.

 

DI MAIO SALVINI CONTE

Il senatore Gianluigi Paragone ripete da giorni che l' unica soluzione è quella di nuove elezioni. E l' affondo contro Di Maio è durissimo: «Chi ci ha fatto arrivare a questo punto dovrebbe fare un passo indietro, non cercare di formare governi senza predicato politico».

LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI INVECCHIATI CON FACEAPPMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI ANGELA MERKEL LUIGI DI MAIO IN IO TI SPREADDO IN DUEmatteo salvini luigi di maiogianluigi paragoneLUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINIsalvini di maioLA NOTTE DI SAN LORENZO VISTA DALLA LEGAsalvini e di maio ai lati opposti dei banchi del governomatteo salvini luigi di maio

 

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