boris johnson gran bretagna

È PARTITO IL CASTING PER DOWNING STREET – CHI PRENDERA' IL POSTO DI BORIS JOHNSON ALLA GUIDA DEL GOVERNO BRITANNICO? IN PRIMA FILA LA MINISTRA DEGLI ESTERI LIZ TRUSS, CONSIDERATA LA “NUOVA THATCHER” – HA PERSO QUOTAZIONI IL “MULTIETNICO” RISHI SUNAK, L'EX CANCELLIERE DELLO SCACCHIERE, MENTRE È IN FORTE ASCESA NADHIM ZAHAWI, EX RIFUGIATO CURDO-IRACHENO CHE SI È COSTRUITO UNA FORTUNA DA SOLO PRIMA DI ENTRARE IN POLITICA

1 – DALLA "NUOVA THATCHER" AL CANCELLIERE CHI SONO I CANDIDATI ALLA SUCCESSIONE

An.Gu. per “la Repubblica”

 

sajid javid

E ora, quando cadrà, chi prenderà il posto di Boris Johnson?

Se un leader dei conservatori si dimette o viene sfiduciato dai suoi, parte il processo per sostituirlo che in genere dura tra uno e tre mesi.

 

Tutti i deputati tory che aspirano a diventare primo ministro possono presentare la propria candidatura se sostenuti da almeno 8 colleghi.

 

Poi, gli stessi parlamentari conservatori votano ad oltranza il loro candidato preferito, fino a quando ne rimangono solo due. A quel punto, c'è il ballottaggio con il voto degli iscritti conservatori.

 

rishi sunak

Tra i favoriti c'è Liz Truss, ministra degli Esteri, 46 anni, è considerata "La nuova Thatcher", per la sua retorica bellicista, ma anche perché ultra-liberista. Instagram è pieno di sue foto scintillanti e ambiziose. Ma Truss non convince del tutto, anche per alcune gaffe pericolose come quando esortò i britannici ad andare a combattere in Ucraina.

 

Ma una macchia ancora più indelebile per la carriera ce l'ha di certo Rishi Sunak, il ministro delle Finanze dimessosi martedì notte, 41 anni, era il candidato ideale per succedere a Johnson: giovane, sveglio, multietnico perché di origine indiana, perfetto per i conservatori "troppo bianchi". Poi però si è scoperto che sua moglie, la ricchissima Akshata Murthy, figlia del miliardario indiano N. R. Narayana, non pagava le tasse nel Regno Unito grazie alla scappatoia da "non residente".

 

liz truss

Uno invece immacolato, almeno per ora, è Ben Wallace. Eccellente ministro della Difesa, 52 anni, amato dalla base dei membri tory, vorrebbe la guida della Nato, ma potrebbe essere la sorpresa a Downing St.

 

A differenza di Jeremy Hunt, ex ministro della Salute, il "finalista" che Johnson ha sconfitto nettamente alle "primarie" del 2019. Ora Hunt vuole prendersi la sua rivincita. Ex europeista votatosi alla Brexit, non scalda però i cuori della base più radicale dei tories. Gaffeur: una volta ha definito sua moglie giapponese invece di cinese.

 

jeremy hunt

Attenzione però al nuovo cancelliere dello Scacchiere, Nadhim Zahawi, ex rifugiato curdo-iracheno in grande ascesa. O al ministro della Salute Sajid Javid, che sogna di diventare il primo leader britannico musulmano. Penny Mordaunt, attualmente sottosegretaria al Commercio, considerata tosta e preparatissima. E Tom Tugendhat, presidente della Commissione esteri a Westminster, falco anti Cina e Russia e un passato da studente a Perugia, che però non ha mai ricoperto un ruolo ministeriale.

 

 

2 – L'ASCESA DI ZAHAWI, IL NEO CANCELLIERE: DA PROFUGO CURDO A PROSSIMO PREMIER?

L. Ip. Per il “Corriere della Sera”

 

boris johnson

Nominandolo Cancelliere dello Scacchiere martedì sera, Boris Johnson potrebbe avere involontariamente spianato la strada al suo successore: perché ora Nadhim Zahawi si trova in pole position per diventare il prossimo primo ministro. E se dovesse succedere, sarebbe una storia umana e politica straordinaria.

 

Il motivo è semplice: Zahawi, oggi 55enne, è un curdo iracheno nato a Bagdad e arrivato in Gran Bretagna all'età di 9 anni, assieme alla famiglia in fuga dal regime di Saddam Hussein, senza parlare una parola d'inglese. In Italia uno come lui non avrebbe neppure la cittadinanza, a Londra rischia di diventare capo del governo.

 

nadhim zahawi

Giunto nella capitale inglese, il piccolo Nadhim rimase scioccato dal freddo e dal brutto tempo: ma il peggio doveva ancora venire, perché alla scuola pubblica dove venne iscritto lo bullizzavano, tanto che una volta lo scaraventarono in una pozzanghera. Per questo i genitori, con grande sacrificio, lo spostarono in un istituto privato e da lì arrivò a laurearsi in Ingegneria chimica al prestigioso University College di Londra.

 

Ma il giovane Zahawi aveva il bernoccolo per gli affari: dopo una iniziale carriera nel marketing, fondò una delle maggiori società di sondaggi del Regno Unito e riuscì in questo modo a fare fortuna.

 

nadhim zahawi 2

Lui è un vero self made man e per questo è popolarissimo nella base dei conservatori, ma questo è anche forse il suo tallone d'Achille: con una fortuna personale stimata a 100 milioni di sterline e un portafoglio immobiliare da 30 milioni di euro, non è certo più un uomo del popolo, nonostante le umili origini.Sul piano politico, Zahawi si è fatto apprezzare come ministro per le vaccinazioni durante la pandemia: e per questo Boris lo aveva promosso a titolare dell'Educazione, prima del salto a Cancelliere.

 

Bravissimo in televisione, grande comunicatore, Zahawi sarebbe il primo premier di colore britannico. Ma a contendergli lo scettro è pronto a scendere in campo un folto gruppo di aspiranti alla guida del governo. Prima fra tutti Liz Truss, la ministra degli Esteri che si atteggia a nuova Thatcher e si è guadagnata fama da «dura» per le sue posizioni massimaliste sul conflitto in Ucraina.

 

nadhim zahawi 3

Una guerra che ha sospinto in alto anche le quotazioni di Ben Wallace, il ministro della Difesa, che è attualmente in testa ai sondaggi fra i membri del partito conservatore: Wallace però non ha una vera base di sostegno nel gruppo parlamentare.

 

E parlando di credenziali militari, non si può non fare il nome di Penny Mordaunt, che in passato è stata anche lei ministra della Difesa ed è una ex riservista di Marina: pure lei nutre ambizioni di leadership. Ma i due da tenere d'occhio sono i ministri che hanno scatenato la crisi con le loro dimissioni martedì: l'ex cancelliere Rishi Sunak e l'ex titolare della Salute Sajid Javid.

 

Il primo, di origine indiana, sconta però il fatto di essere un miliardario la cui moglie, si è scoperto, non pagava le tasse in Gran Bretagna; il secondo ha pure lui una formidabile storia personale, essendo il figlio di un autista di autobus pachistano che è riuscito a diventare una stella della finanza internazionale.

 

Un eterno aspirante premier è infine Jeremy Hunt, ex ministro della Salute e degli Esteri, che già aveva sfidato vanamente Boris Johnson tre anni fa: ma anche stavolta le sue chance non sembrano essere delle migliori.

boris johnson 4

nadhim zahawi

ben wallace

sajid javid boris johnson 2

BORIS JOHNSON boris johnson

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...