PD, M5S E AZIONE CORRERANNO DIVISI PER ARRIVARE PRIMI ALLA SCONFITTA ANCHE IN REGIONE LAZIO? IL MOVIMENTO 5 STELLE APRE A INTESE CON I DEM "CHE NON SIANO ELETTORALI". APPARE INVECE POCO PLAUSIBILE UN'OPA DEL M5S SULLA PRESIDENZA (LA CAPOGRUPPO, ROBERTA LOMBARDI,NON È RICANDIDABILE PER IL VINCOLO DEL DOPPIO MANDATO) - CALENDA CHIUDE A QUALSIASI IPOTESI DI RICUCITURA CON I DEM - IL VOTO FORSE A GENNAIO. PER IL CENTRODESTRA CORRERA’ IL COGNATINO DELLA MELONI LOLLOBRIGIDA?

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Maria Egizia Fiaschetti per il “Corriere della Sera - Edizione Roma”

 

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I risultati delle elezioni politiche sono ancora caldi, ma si iniziano già a studiare le strategie per le Regionali. Il governatore, Nicola Zingaretti, eletto alla Camera con il proporzionale dovrà rimettere l'incarico entro 30 giorni dalla proclamazione, che dovrebbe avvenire a metà ottobre.

 

A subentrargli sarà il vice, Daniele Leodori, che dovrà indire le elezioni (le consultazioni dovranno svolgersi entro 30 giorni dalle dimissioni di Zingaretti). I residenti del Lazio potrebbero andare al voto a metà gennaio o, al più tardi, a metà febbraio. Zingaretti ha convocato per domani la capigruppo per valutare la soluzione più efficace: il centrodestra proverà a spingere per un'accelerazione al fine di cavalcare l'onda lunga del successo alle urne, il centrodestra potrebbe mirare invece a guadagnare tempo per ricompattarsi e sciogliere il nodo delle alleanze.

ENRICO LETTA NICOLA ZINGARETTI ENRICO LETTA NICOLA ZINGARETTI

 

La proiezione dei dati delle politiche, qualora gli elettori mantenessero lo stesso orientamento, indica una prevalenza del centrodestra, quotabile intorno al 46 per cento; centrosinistra e M5S, ammesso che il campo largo zingarettiano tenga, sarebbero al 37 e per superare gli avversari avrebbero bisogno del 10 per cento del Terzo polo. E però, dallo staff del leader di Azione, Carlo Calenda, chiudono a qualsiasi ipotesi di ricucitura: «Lo escludiamo di sicuro, soprattutto nel Lazio». Più possibilisti in casa dem, dove è ormai una certezza incrollabile che «divisi si perde». Secondo quanto filtra dalla Regione, «la partita è apertissima e il centrosinistra è favorito alle prossime elezioni».

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Quanto all'alleanza, «c'è già, anche con Azione che governa con la maggioranza». Sempre che qualcuno non decida di sfilarsi come lascia intendere il veto tassativo posto dall'ex ministro dello Sviluppo. L'auspicio è che, una volta rientrati i veleni e metabolizzata la sbornia post elettorale, si torni a sedersi al tavolo e a parlarsi. Appare invece poco plausibile un'opa del M5S sulla presidenza (la capogruppo, Roberta Lombardi,non è ricandidabile per il vincolo del doppio mandato), che affosserebbe sul nascere il pur, improbabile, riavvicinamento con Calenda.

 

Se non fosse che la M5S Valentina Corrado, assessora regionale al Turismo, rivendica la performance del suo partito: «Nel Lazio siamo la terza forza politica ma in molti comuni come Pomezia e Guidonia, Anzio e Nettuno siamo secondi. Di sicuro i cittadini hanno apprezzato il nostro lavoro nel dare risposte ai problemi concreti. Nei prossimi giorni ci confronteremo, non possiamo ignorare il fatto che il Pd nazionale ci abbia relegati in un angolo, mentre abbiamo dimostrato di essere noi l'unico argine alla destra». Le alleanze? «Dipenderà dal Pd che verrà e dalle priorità programmatiche, non ci interessano gli accordi solo a scopo elettorale». Nel centrodestra sembra invece scontato che a esprimere il candidato presidente sia FdI, anche per bilanciare gli equilibri (la Lega governa in Lombardia e Friuli, FI in Sicilia). Il totonomi non è ancora scattato, ma si eviterà di candidare i neoeletti (Fabio Rampelli, Chiara Colosimo..) nei collegi uninominali: per sostituirli, si dovrebbero indire nuove elezioni, mentre tra i papabili rispunta Francesco Lollobrigida.

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