salvini bersaglio mirino

PERCHÉ SALVINI TIENE IN PIEDI IL GOVERNO – CERTO: I SONDAGGI SONO A DIR POCO FAVOREVOLI E I NODI INVECE ANCORA IRRISOLTI (DALL’AUTONOMIA ALLA TAV, ALLA FLAT TAX) – MA GLI AVVERSARI PIÙ TEMIBILI PER LA LEGA SONO QUELLI NON VISIBILI E GLI AUDIO REGISTRATI A MOSCA (RIPESCATI DAL 2018) SONO SOLO L’ANTIPASTO - E IL M5S L’HA CAPITO, VISTO CHE DA ALCUNI GIORNI HA RIPRESO A BATTERE I PUGNI SUL TAVOLO

Barbara Fiammeri per il Sole 24 Ore

 

MATTEO SALVINI E I FONDI RUSSI BY VUKIC

In tanti, soprattutto nella Lega, da settimane si chiedono ripetutamente e senza trovare risposta: «Perché Matteo continua a stare al Governo con questi...», ovvero con il M5s. E certo non si accontentano delle dichiarazioni condite di propaganda del tipo «sono un uomo di parola», visto che il leader della Lega la parola l’aveva data anche a Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, salvo poi sottoscrivere poco dopo un contratto di matrimonio con Luigi Di Maio.

 

Parafrasando un vecchio film: “È la politica bellezza!”, potrebbe chiosare Salvini, sicuro di essere ben compreso dai suoi vecchi alleati del centrodestra. Ma le regole della politica non aiutano invece a rispondere a quell’interrogativo sul perché il Capitano non torni davanti agli elettori.

 

LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI

Qualcuno fino a poco tempo fa si era convinto che Salvini, forte del successo delle europee e dei sondaggi che continuano a darlo in ascesa, avrebbe presto presentato il conto a Di Maio. Finora però non è accaduto. A meno di non voler considerare un congruo corrispettivo la promozione di Lorenzo Fontana agli Affari europei e l’ingresso di un altro esponente della Lega nel Governo, qual è la neoministra per la Famiglia Alessandra Locatelli.

MATTEO SALVINI E VLADIMIR PUTIN

 

C’è anche la poltrona ben più pesante del prossimo commissario Ue. In questo caso però la partita non si gioca a Roma ma a Bruxelles, dove probabilmente toccherà a Giancarlo Giorgetti l’arduo compito di convincere i deputati europei, a convalidare la sua eventuale candidatura per un “portafoglio economico di peso” nella nuova Commissione. Ma comunque tutto questo non è sufficiente a spiegare perché il leader della Lega non abbia ancora rotto il patto di governo, viste le condizioni a dir poco favorevoli e i nodi invece ancora irrisolti (dall’Autonomia alla Tav, alla politica fiscale).

 

vladimir putin brinda con giuseppe conte e salvini con savoini sullo sfondo

Basti pensare che è forse la prima volta che è di fatto impossibile, in caso di crisi, organizzare una maggioranza alternativa, fosse anche per un governo tecnico. L’unica via d’uscita sarebbero le urne. Chi dice il contrario, attribuendo ad esempio al Capo dello Stato intenzioni diverse, lo fa solo per trovare una scusa plausibile. Sergio Mattarella solo in un caso si opporrebbe, richiamando al senso di responsabilità tutte le forze politiche: le elezioni durante la sessione di bilancio perché porterebbero l’Italia all’esercizio provvisorio.

 

matteo salvini vladimir putin luigi di maio

Per questo si dice che la finestra elettorale si chiuderà il 20 luglio, perché è quella l’ultima data utile per votare entro settembre. E certo dopo, nonostante già si parli di “elezioni a febbraio” , la strada non sarà in discesa: nel frattempo sarà infatti entrata in vigore la riforma costituzionale che dalla prossima legislatura taglia drasticamente il numero dei parlamentari, inducendo perciò gli attuali a tenersi stretta la poltrona il più a lungo possibile. Forse allora la risposta alla domanda posta a Salvini, già all’indomani della vittoria del 26 maggio, andava e va ricercata altrove.

matteo salvini vladimir putin gianluca savoini

 

Gli audio registrati in quell’hotel nei pressi della piazza Rossa di Mosca, dove il leghista Gianluca Savoini si accordava con alcuni russi sul finanziamento dell’imminente campagna elettorale della Lega per “rivoluzionare” gli attuali assetti europei, lasciano intendere che per Salvini gli avversari più temibili siano quelli non visibili. I leghisti parlano di un “complotto”, ricordano la trappola preparata contro un altro (ex)vicepremier, il leader del partito di estrema destra Fpo, Heinz Christian Strache, che in un video diffuso a pochi giorni dalle europee (ma registrato un anno prima) confessava a una falsa miliardaria russa di voler alterare future gare d’appalto per favorire aziende del Paese di Vladimir Putin e aggirare le norme sul finanziamento ai partiti.

gianluca buonanno, lorenzo fontana, and matteo salvini contro le sanzioni alla russia

 

È questa la variabile che potrebbe aver indotto Salvini alla prudenza, ad evitare strappi, a non rompere con Di Maio e a mantenere in vita il Governo guidato da Giuseppe Conte. E i suoi alleati devono averlo capito visto che dopo settimane di silenzio accondiscendente, a seguito del tonfo elettorale e del timore di un ritorno anticipato al voto, da alcuni giorni hanno ripreso a battere i pugni sul tavolo: il fallimento del vertice sull’Autonomia cosi come lo stallo sugli emendamenti del dl sicurezza sono solo gli ultimi esempi.

 

LA SCRITTA SALVINI MUORI A BOLOGNA

 

Ultimi Dagoreport

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…