pete buttigieg in south carolina a una messa tra i neri

PETE NO STOP - IL 37ENNE BUTTIGIEG BALZA NEI SONDAGGI E DIVENTA PRIMO IN IOWA (25%), SUPERANDO WARREN, BIDEN E SANDERS. È LUI LA NUOVA STELLA DA TENERE D'OCCHIO? SÌ E NO: TRA I NERI IL SUO CONSENSO È UN DISASTRO. E NON SOLO PERCHÉ È GAY (GLI AFROAMERICANI SONO POCO LGBT-FRIENDLY): DA SINDACO DI SOUTH BEND (100MILA ABITANTI) HA FATTO INCAZZARE LA COMUNITÀ. PROPRIO COME BLOOMBERG - E OCCHIO: SENZA I NERI, È DIFFICILE VINCERE LE PRIMARIE (E POI LE ELEZIONI)

1. BUTTIGIEG FATICA A RACCOGLIERE CONSENSI TRA I NERI

https://www.nbcnews.com/news/nbcblk/pete-buttigieg-struggling-black-voters-not-just-because-he-s-n1081641

 

pete buttigieg

DAGONEWS - I sondaggi in Iowa – dove si svolgerà il primo caucus democratico il 3 febbraio 2020 – danno Pete Buttigieg, sindaco 37 di South Bend (Indiana), in testa nei sondaggi. È nata una nuova stella? Sì e no: in South Carolina, il quarto Stato a votare (29 febbraio) i suoi consensi sono un disastro. E non solo perché è gay (la comunità afroamericana, soprattutto sopra i 50 anni, è meno lgbt-friendly di quella bianca): da sindaco ha messo in atto politiche che non sono piaciute alla comunità, e che sono emerse nella campagna per la nomination dopo che la polizia di South Bend ha ucciso un afro-americano lo scorso giugno.

 

Il tasso di criminalità violenta è il doppio rispetto alla media delle cittadine di taglia simile. E il numero di persone uccise da armi da fuoco ha raddoppiato rispetto all'anno scorso. Buttigieg fu anche criticato per aver cacciato il primo capo della polizia nero della città, che aveva portato avanti una campagna per denunciare e rimuovere agenti bianchi e razzisti.

pete buttigieg joe biden

 

Insomma, il moderato ''Mayor Pete'', il più religioso tra i candidati (cosa che invece piace alla comunità afro), veterano dell'Afghanistan, ha qualche problemino in una delle constituency chiave per vincere le primarie democratiche (e anche le elezioni). Esattamente come il ben più maturo e ricco Bloomberg…

 

 

2 - BUTTIGIEG VOLA IN IOWA E DIVENTA LA SORPRESA NELLA SFIDA FRA I LIBERAL

Paolo Mastrolilli per “la Stampa

 

Chasten e Pete Buttigieg

L' outsider Pete Buttigieg balza in testa ai sondaggi tra i candidati presidenziali democratici in Iowa, mentre i repubblicani perdono le elezioni per il governatore della Louisiana, dando un altro dispiacere al presidente Trump sullo sfondo dell' inchiesta per l' impeachment.

Secondo un rilevamento fatto dal Des Moines Register in collaborazione con la Cnn, il giovane sindaco di South Bend ha guadagnato ben 16 punti nello Stato del primo caucus, salendo al 25% delle preferenze. Warren, Biden e Sanders combattono per il secondo posto, ma sono molto indietro, la prima al 16% e gli altri due al 15%.

 

Chasten e Pete Buttigieg

A livello nazionale Biden continua a guidare il gruppo, ma se il 3 febbraio l' ex veterano dell' Afghanistan facesse la sorpresa di vincere il voto inaugurale delle primarie, potrebbe avviare un effetto a valanga come quello che nel 2008 aveva portato Obama alla Casa Bianca. L' impresa sarebbe senza precedenti, per un gay dichiarato e sposato, ma è pur vero che viviamo in un' epoca senza precedenti, e Buttigieg è un moderato capace di parlare alle persone desiderose di stabilità, buon senso, e pari opportunità per tutti.

Chasten e Pete Buttigieg

 

Alle sue spalle, per conquistare lo stesso tipo di elettorato, si muove Michael Bloomberg. Ieri è andato a parlare al Christian Cultural Center, una grande chiesa frequentata soprattutto dai neri a Brooklyn, per chiedere scusa dello "stop and frisk", cioè la strategia usata dalla polizia quando lui era sindaco di New York giudicata discriminatoria dagli afro americani.

 

Così sta tentando di recuperare il loro consenso, mentre ha staccato un assegno da 100 milioni di dollari per lanciare una campagna pubblicitaria contro la rielezione di Trump negli Stati chiave come Pennsylvania, Michigan, Wisconsin e Arizona. Il presidente ha fatto una visita medica non programmata al Walter Reed Hospital, presentata come l' anticipo del check up annuale, e ha ricevuto una nuova delusione dalla Louisiana, dove il governatore democratico Edwards è stato confermato.

 

joe biden elizabeth warren

Donald aveva fatto un' intensa campagna a favore del candidato repubblicano, visitando lo stato due volte nelle ultime due settimane, e aveva presentato questo voto anche come un referendum sull' impeachement. Il suo nome non era sulla scheda, e quindi non bisogna trarre troppe conclusioni dal risultato. Il segnale però non è incoraggiante, e dopo le recenti vittorie dei democratici in Virginia e Kentucky, segnala che una certa resistenza a Trump sta emergendo anche al sud, finora territorio di conquista incontestato per i repubblicani.

 

pete buttigieg afghanistan

L'impeachment intanto prosegue. Jennifer Williams, consigliera del vice presidente Pence che aveva ascoltato la telefonata del 25 luglio scorso fra Donald e il leader ucraino Zelensky, ha testimoniato di averla trovata «inusuale e inappropriata». Il funzionario della Casa Bianca Morrison ha detto che l' ambasciatore presso la Ue Sondland prendeva ordini dal presidente, quando aveva chiesto a Kiev di indagare sui Biden.

Chasten e Pete Buttigieg pete buttigieg Chasten e Pete Buttigieg pete buttigiegpete buttigieg in south carolina a una messa tra i neri

pete buttigieg afghanistan

 

pete e il marito chasten buttigieg

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)