salvini conte zaia

IL PLEBISCITO PER CONTE È UNA BUFALA: ESISTE SOLTANTO SUI MEDIA DI URBANETTO CAIRO - NANDO PAGNONCELLI, SU “CORRIERE” E LA 7, POMPA AL 66% LA FIDUCIA IN “GIUSEPPI” - MA ILVO DIAMANTI FA IL CONTROCANTO: IL GOVERNO PERDE CONSENSI (-8%), LA LEGA SCIVOLA AL 26,6%, IL PD SI AVVICINA AL 22%. MENTRE IL M5S RISALE OLTRE IL 16% - FRATELLI D’ITALIA AL 13,6% - CHI NON SEMBRA IN GRADO DI RIPARTIRE, O MEGLIO, DI PARTIRE, È “ITALIA VIVA”: IL PARTITO DI RENZI È POCO SOPRA IL 2% - ZAIA OSCURA SALVINI NEL GRADIMENTO DEGLI ELETTORI…

Carlo Tarallo per “la Verità”

nando pagnoncelli a dimartedi' 1

 

Sogno, o sondaggio? In questi giorni di totale caos, con il governo protagonista di uno spettacolo indecoroso, fatto di messaggi contraddittori, ritardi nell' erogazione dei contributi alle famiglie e alle imprese, scuse, dietrofront, figuracce nazionali e internazionali, secondo alcuni luminari dei sondaggi, Giuseppe Conte godrebbe del gradimento del 70% degli italiani.

 

Anzi, più che secondo alcuni, secondo uno: Nando Pagnoncelli, patron di Ipsos, guru dell' intenzione di voto, negli ultimi giorni ha sostanzialmente posizionato Giuseppi su un piedistallo. Il sondaggio pubblicato domenica scorsa, 26 aprile, sul Corriere della Sera, vedrebbe il ciuffo del premier svettare al 66% di gradimento da parte degli italiani (5 punti in più rispetto a marzo). Il buon Pagnoncelli, nei giorni successivi, è andato diffondendo il sondaggio in tv, e in particolare a La 7, emittente di Urbano Cairo, ormai diventata la Telekabul di Conte.

Gualtieri Conte

 

Martedì scorso, a Di Martedì, Pagnoncelli ha coccolato affettuosamente Giovanni Floris e i suoi telespettatori, sciorinando i risultati del sondaggione della domenica precedente, quello con la fiducia in Conte al 66% e nel governo al 58%; due giorni dopo, a Otto e mezzo, Lilli Gruber ha arrotondato per eccesso e ha gratificato Conte con una fiducia al 70%. Un plebiscito che neanche Mubarak, negli anni d' oro, avrebbe riscosso al Cairo, nel senso della capitale dell' Egitto. Ma Cairo, inteso come Urbano, patron di Corriere e La 7, ormai ha indossato i panni del VisConte, e quindi non gli dispiace di certo che i suoi giornali e le sue tv facciano la ola al presidente del Consiglio.

 

LILLI GRUBER CON LA MASCHERINA

Quello che è poco «urbano», però, è propinare ai telespettatori solo e soltanto i sondaggi che dipingono un Conte a livelli di gradimento da vera e propria pop star, mentre basta uno sguardo ai social o una chiacchierata con amici, parenti e congiunti, per verificare che la maggioranza degli italiani non ne possono più del premier giallorosso e delle sue continue giravolte a reti unificate. Per renderci conto di quanto Conte, al contrario di quanto  va proclamando Pagnoncelli, non goda affatto della fiducia della maggioranza degli italiani, vediamo i risultati degli altri sondaggi effettuati negli ultimi giorni.

 

conte zaia

Ixè per Cartabianca (Rai 3) il 29 aprile assegna a Conte una fiducia del 60% degli italiani (6 punti in meno di Pagnoncelli, 10 in meno della affermazione della Gruber),e un 57% al governo nella sua interezza; Emg, per la Rai, il 28 aprile, ha chiesto agli italiani: «In questi mesi di chiusura il governo ha fatto abbastanza per preparare la fase 2?».

 

Ha risposto «sì» solo il 28%, mentre la fiducia in Conte viene valutata appena al 42%, in calo di un punto rispetto alla settimana precedente; Tecnè per Quarta Repubblica (Rti) lo scorso 26 aprile, lo stesso giorno del sondaggio di Ipsos, ha chiesto un giudizio su come il premier sta gestendo l' emergenza coronavirus: le risposte positive sono state del 54%, 12 punti in meno della fiducia che nello stesso momento Pagnoncelli attribuiva a Conte.

 

conte gualtieri

Molto articolato il sondaggio realizzato lo scorso 21 aprile da Winpoll per il Sole 24 Ore. Alla domanda: «Quali di questi personaggi politici ha apprezzato durante questa crisi?», solo il 35% ha risposto Conte (il presidente del Veneto, Luca Zaia, svetta con il 46%, superando anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al 32%). Alla domanda: «In caso di un governo di unità nazionale, secondo lei, chi dovrebbe essere il presidente del Consiglio?», il 37,6% risponde Giuseppi Conte, il 62,4% Mario Draghi.

 

zaia al congresso della lega

Alla domanda: «In generale, quanto è soddisfatto di come il governo sta gestendo l' emergenza sanitaria?», i soddisfatti sono appena il 44%. Il 23 aprile Monitor Italia, per l' agenzia Dire, ha misurato il gradimento verso il governo nel suo insieme: solo il 31,6% ha dichiarato di avere fiducia nell' esecutivo. Passiamo a Termometro politico, che il 21 aprile ha chiesto agli italiani: «Lei ha fiducia nel premier Giuseppe Conte?». Le risposte: sì, molta 21,9%; sì, abbastanza 20,7%; no, poca 11,5%; no per nulla 45,2%.

 

Questi sondaggi sono tutti pubblicati sul sito sondaggipoliticoelettorali.it, curato dal Dipartimento informazione e editoria della presidenza del Consiglio dei ministri. Trattasi di numeri, freddi numeri, freddi come quelli di Ipsos, che però assegna a Conte, rispetto ai colleghi degli altri istituti, tra i 20 e i 30 punti in più di gradimento.

 

salvini zaia

Naturalmente, nessuno mette in dubbio la correttezza, la professionalità e l' esperienza di Pagnoncelli, che magari avrà telefonato, casualmente, a una serie di congiunti e affetti stabili del premier. Resta però il dubbio sul perché i media di Cairo non abbiano la voglia di mostrare ai lettori e ai telespettatori anche i sondaggi che fotografano una situazione completamente ribaltata, con la stragrande maggioranza degli italiani che non hanno fiducia né in Conte e tanto meno nel governo da lui guidato. Sarebbe un modo assai più urbano di fotografare la realtà.

 

2 - CALA LA FIDUCIA NEL GOVERNO MA 6 SU 10 LO APPOGGIANO SALVINI GIÙ, ZAIA OLTRE IL 50%

Ilvo Diamanti per “la Repubblica”

 

LUCA ZAIA MATTEO SALVINI E LUIGI BRUGNARO A VENEZIA CON L'ACQUA ALTA

La notte del virus continua. E si fatica a vedere la luce, all' orizzonte. Semmai, ci stiamo abituando a muoverci nel buio. O almeno, nella penombra. Peraltro, i fari che hanno illuminato il nostro percorso, nelle ultime settimane, hanno perso un po' di energia. Ma resistono. Senza che altri riescano a rimpiazzarli.

 

In altri termini, il governo e il premier, Giuseppe Conte, vedono ridursi il grande consenso conquistato di recente. Ma di poco. Mentre i principali partiti di opposizione e i loro leader si perdono sullo sfondo, buio, di questa emergenza. Riassumerei così le opinioni degli italiani, che emergono dal sondaggio condotto da Demos, nei giorni scorsi, per l' Atlante Politico di Repubblica.

 

matteo salvini luca zaia 2

Il consenso verso il governo, infatti, nell' ultimo mese subisce un calo significativo: 8 punti. Tuttavia, il sostegno nei suoi confronti resta maggioritario: 63%. Per incontrare indici di fiducia verso il governo altrettanto elevati, se saltiamo il dato del mese scorso, bisogna risalire al settembre 2018, all' inizio del primo governo Conte, imperniato sull' alleanza fra Lega e M5s. O, prima ancora, al 2014, quand' era premier Renzi.

giorgia meloni a washington national prayer breakfast

 

La Lega di Salvini, peraltro, scende ancora, nelle indicazioni di voto. Resta il primo partito, in Italia, con il 26,6%. Ma scivola di quasi 8 punti, rispetto alle elezioni Europee dello scorso maggio (2019). A Centro-Destra, i Fratelli d' Italia di Giorgia Meloni confermano le posizioni degli ultimi mesi, attestandosi sul 13,6%. Mentre FI sembra aver frenato una discesa che pareva inarrestabile. E si ferma al 6,2%. Ben lontano dai fasti di un passato, peraltro, neppure lontano. Rispetto alle elezioni Politiche del 2018, comunque, il suo peso elettorale risulta più che dimezzato.

 

zingaretti di maio

Parallelamente, le forze di governo si consolidano. Senza, però, mostrare grandi progressi. Il Pd si avvicina al 22%. Mentre il M5S risale oltre il 16%, dopo molti mesi di declino. LeU e la Sinistra mantengono il loro spazio, per quanto limitato. Chi non sembra in grado di ripartire, o meglio, di partire, è Italia Viva. Il Partito di Renzi. Poco sopra il 2%. Più che un "partito personale", appare un "partito - e un leader - senza persone". Senza elettori. E ciò spiega, in parte, l' atteggiamento polemico di Renzi. Alla ricerca di visibilità e "distinzione", soprattutto in questa fase.

 

La fiducia verso i leader precisa queste tendenze. Conferma la posizione del premier, Conte. In calo di non pochi punti: 7. Ma ancora saldamente davanti a tutti, con il 64% di valutazioni positive. Seguito dal governatore del Veneto, Luca Zaia, oltre il 50%. Ma, soprattutto, molto avanti rispetto a Matteo Salvini, il "capo" del suo partito. Il quale scende al 37%: quasi 10 punti in meno, in un mese. Così si allinea ad Attilio Fontana, governatore della Lombardia. La "sua" regione. Come Salvini rammenta e ripete spesso, nelle ultime settimane.

 

ATTILIO FONTANA

Con due conseguenze, forse non del tutto intenzionali: ri-dimensionare Fontana e mettere fra parentesi l' identità "nazionale" della sua Lega Il calo di gradimento più sensibile, fra i leader, riguarda, però, Giorgia Meloni: 12 punti in meno rispetto al mese scorso. Superata da Roberto Speranza. Ministro della Sanità. Al centro dell' attenzione e delle "speranze" dei cittadini. Poco sotto (al 40%), incontriamo altre figure importanti di questa stagione politica, Dario Franceschini e Luigi Di Maio. Seguiti dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Accanto a Silvio Berlusconi. In fondo alla graduatoria (o quasi) rimane Matteo Renzi, apprezzato (si fa per dire) dal 20% degli elettori. Certamente più del suo partito.

Ma non di molto.

GIUSEPPE CONTE ROBERTO SPERANZA

 

Dal sondaggio di Demos emerge l' immagine di viaggio incerto.

Attraverso un tempo senza tempo, che alterna momenti di emozione e di frustrazione. Oggi viviamo una fase di attesa, dopo il picco dei consensi raggiunto dal governo in mezzo - o meglio, in cima - all' emergenza determinata dal Covid. La paura e, più ancora, la necessità di affrontare una minaccia senza volto, che colpisce persone e "volti", talora noti e "familiari", ha suscitato un moto solidale. I cittadini, dunque, si sono stretti intorno al "capo" - del governo. Nazionale ma anche regionale.

 

matteo salvini luca zaia 3

Chiusi in casa. In famiglia. Eppure "insieme". Hanno messo da parte le divisioni. Politiche - ma non solo. E hanno di-mostrato uno spirito unitario, che non si ricordava da tempo. Oggi, dopo oltre un mese ai "domiciliari", questo sentimento resiste. Con qualche in-sofferenza. Ma due italiani su tre continuano a valutare positivamente l' azione del governo. E delle Regioni. E più ancora - 3 su 4 - il ruolo del Presidente della Repubblica. Anche l' informazione è apprezzata, mentre c' è insoddisfazione verso i soggetti - partiti e leader - che non accettano il clima di "unità nazionale". E verso l' Unione Europea. Che ci lascia "soli".

 

Peraltro, (quasi) tutti gli italiani oggi riconoscono l' importanza del sistema sanitario e della Protezione civile. Ma, soprattutto, hanno scoperto la capacità dei cittadini come loro, come noi, di adeguare i comportamenti "personali" alle regole imposte dall' emergenza.

berlusconi salvini

Per il bene comune. Per rispondere alla preoccupazione che coinvolge, soprattutto, chi vive con noi e vicino a noi. I nostri familiari.

 

Così, oggi gli italiani si accingono ad affrontare la cosiddetta fase 2, che prevede un piano di apertura graduale. Nel sistema del lavoro e delle imprese. Nella nostra vita e nei nostri spostamenti personali.

 

MARIA ELENA BOSCHI E MATTEO RENZI

Un piano che, fra i cittadini, suscita ancora larga adesione (oltre il 60%), ma anche po' di frustrazione. Soprattutto fra i lavoratori autonomi. E fra i più giovani, che sopportano con maggiore fatica l' isolamento. Perché, anche se siamo convinti che il cosiddetto "distanziamento sociale" sia utile e che "andrà tutto bene", è altrettanto vero che "da soli" e "distanti dagli altri" non si sta bene. C' è adesione al piano predisposto per la Fase 2, ma anche frustrazione da parte dei lavoratori autonomi e dei giovani Nel giudizio degli italiani penalizzati partiti e leader che si contrappongono al clima di "unità nazionale". Delusione per l' Unione europea.

 

abbraccio tra maria elena boschi e matteo renzi

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…