luigi di maio

PONTI D'ORO AL LUIGINO DECADENTE – I COLLEGHI EUROPEI HANNO RISERVATO UN LUNGO APPLAUSO A DI MAIO, NEL SUO ULTIMO APPUNTAMENTO INTERNAZIONALE - L'EX GRILLINO, CON SPREZZO DEL RIDICOLO, E' STATO DEFINITO “UN GRANDE MINISTRO DEGLI ESTERI” DALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE BORRELL (MA GLI ELETTORI ITALIANI NON SE NE SONO ACCORTI) - LUIGINO HA CAMBIATO CELLULARE, È SPARITO DAI SOCIAL, STA PER INCASSARE UNA BUONUSCITA DA 100 MILA EURO PER I 9 ANNI IN PARLAMENTO ED È PRONTO A REINVENTARSI LOBBISTA  

Michel Dessì per “il Giornale”

 

LUIGI DI MAIO MEME

Si spengono le luci, cala il sipario su Luigi Di Maio. E tra i palazzi romani c'è qualcuno che tira un sospiro di sollievo allarga le braccia ed esclama: «Era ora!». Il de profundis del ministro è servito. L'ultimo atto al Consiglio degli Affari Esteri europeo in Lussemburgo. Mentre in Italia è scomparso dai radar (tanto da allarmare perfino Federica Sciarelli e la redazione di Chi l'ha visto?) in Europa è accolto da applausi. A spellarsi le mani l'Alto rappresentante dell'Unione Josep Borrell, che ha definito Di Maio «un grande ministro degli Esteri».

 

Peccato scoprirlo solo ora, alla fine del suo mandato. A ruota, tutti i ministri omonimi, hanno congedato Giggino da Pomigliano con un lungo applauso. Lo stesso che si riserva ai grandi funerali. D'altronde per lui lo è. Il funerale politico se l'è fatto da solo. Lo 0,6% ottenuto alle elezioni dal suo Impegno Civico è l'iscrizione sulla lapide della sua vita politica. Inciso sul marmo, a perenne memoria: zerovirgolasei.

 

luigi di maio a napoli

Beffato dalle urne, trombato come tutti i suoi compagni di «partito» scippati al Movimento 5 stelle. Tutti tranne uno. Solo Bruno Tabacci, politico navigato, è riuscito ad ottenere il seggio ed entrare in Parlamento fregandolo. Ora anche lui abbandonerà la creatura di Luigi per approdare nel Pd. L'ape raffigurata nel simbolo invece di prendere il volo è morta.

 

Si è schiantata contro la realtà. Le comode stanze dal Palazzo sono solo un lontano ricordo. Per lui non ci sarà più nessuna occasione per sfoggiare i vestiti sartoriali. «Non lo sentiamo più dal giorno delle elezioni» - confessano gli ex parlamentari dimaiani - «È sparito». Scomparso non solo dalle chat ma anche dai social. Troppo grande la vergogna, anche per uno come lui che non si è mai fatto troppi problemi a cambiare idea e casacca.

luigi di maio a napoli

 

Da «uno vale uno» a «io valgo doppio»; da «mai con il partito di Bibbiano» ad un accordo con quel partito, il Pd simbolo del male (per Di Maio) tranne che utilizzarlo come traghetto per il transatlantico. Gli è andata male. Il saluto dei colleghi europei è il giusto tributo, un ricordo che lo accompagnerà nel tempo.

 

Una meteora caduta nell'ultimo appuntamento internazionale del suo mandato. Al prossimo consiglio Esteri, previsto a Bruxelles il 14 novembre, infatti, parteciperà il suo successore alla Farnesina nel governo che dovrebbe prendere vita nei prossimi giorni. Forse Antonio Tajani, politico di spessore. Già presidente del Parlamento europeo. Nessuna grande perdita, né per l'Europa né per l'Italia.

 

luigi di maio a napoli 2

Lo statista in salsa campana pare essersi presentato nelle colorate stanze del Consiglio Europeo con dei nuovi biglietti da visita freschi di stampa: «Luigi Di Maio - lobbista». Questa potrebbe essere la sua nuova professione. Dopo qualche anno al ministero, anche lui si è fatto i suoi contatti. Abile trasformista saprà fare tesoro della sua agenda ricca di numeri, soprattutto quelli con il prefisso cinese. I soldi non mancano, 100mila euro per 9 anni in Parlamento. A tanto ammonta la buonuscita.

 

la dirty dancing di luigi di maio 1

Anche il numero di cellulare è nuovo. C'è chi dice che non risponda più al telefono nemmeno ad alcuni dei suoi più stretti collaboratori, al suo fianco da quando, appena trentenne, il politico campano aveva fatto il suo ingresso nell'agone politico. In quel Parlamento che avrebbe voluto aprire come una scatoletta. La stessa scatoletta ora lo ha inghiottito. Per sempre.

luigi di maio in ucraina volodymyr zelensky luigi di maio 1luigi di maio bruno tabacci luigi di maio luigi di maio virginia saba

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…