giorgia meloni silvio berlusconi matteo salvini

CON I POSTI DI SOTTOGOVERNO, SALVINI HA FATTO FILOTTO. LA LISTA CHE HA SOTTOPOSTO ALLA MELONI È STATA ACCETTATA IN TOTO (INVECE FORZA ITALIA HA PRESO SCHIAFFI) - IL CAPITONE E’ IN MODALITA’ PAPEETE: SPADRONEGGIA, MINACCIA DI SFILARSI E OTTIENE QUEL CHE VUOLE - PEGGIO SARA’ QUANDO LA MELONI SARA’ ALL’ESTERO PER GLI IMPEGNI INTERNAZIONALI - SENZA CONTARE CHE NEI PRIMI GIORNI DI GOVERNO, GLI ARGOMENTI ALL’ORDINE DEL GIORNO (IL COVID E IL RIENTRO A LAVORO DEI MEDICI NO VAX, IL TETTO AL CONTANTE E L’ABORTO) NULLA C’ENTRANO CON LE PRIORITÀ A CUI GIORGIA MELONI HA PIÙ VOLTE DETTO DI VOLERSI DEDICARE: LOTTA AL CARO-BOLLETTE E ALL’INFLAZIONE - GIORGIA DEVE GUARDARSI BENE DAI SUOI ALLEATI: CHI DEI DUE È IL MENO PEGGIO? SE IL CAV LA CHIAMAVA “LA PICCOLETTA”, SALVINI L’HA MARCHIATA “LA NANA”…

Dagonews

 

piantedosi salvini meloni

Con i posti di sottogoverno, Matteo Salvini ha fatto filotto. La lista che ha sottoposto a Giorgia Meloni è stata accettata in toto. Ogni suo desiderio, un ordine. Doveva essere  junior partner del governo, invece il Capitone si sta muovendo con la sicurezza dell’azionista forte.

 

La Ducetta, dopo un inizio scoppiettante fatto di lodi e imbrodi (“E’ una fuoriclasse”, Concita de Gregorio dixit), sembra un po’ in difficoltà a dare un “suo” ordine alle cose.

 

Al primo vero tavolo di trattativa (sui ministri poteva giocare la carta dei veti del Quirinale), si è piegata alle richieste della Lega. L’esperienza al governo deve aver fatto crescere un bel pratone di peli sullo stomaco a via Bellerio: il Carroccio appare più strutturato nell’assalto ai posti di potere.

 

NICOLA MOLTENI

La decisione di spedire Nicola Molteni a fare il sottosegretario al Viminale vuol dire dare potere a un Salvini al quadrato. E’ lui l’uomo dei decreti sicurezza, lo stesso che si augurava la “distruzione dei barconi delle Ong”.

 

Piazzare il leghista Edoardo Rixi a viceministro alle Infrastrutture permetterà a Salvini di non restare inchiodato al ministero ma di fare il trottolino amoroso in giro per l’Italia, a recuperare voti e consensi. Claudio Durigon, che voleva intitolare il parco Falcone e Borsellino di Latina a Arnaldo Mussolini, è stato mandato a fare il sottosegretario al ministero del Lavoro.

 

matteo salvini giorgia meloni

Le carezze alla Lega hanno preceduto le randellate a Forza Italia. Per il partito di Berlusconi, zero carbonella. Negato un posto all’uomo di fiducia di Tajani, Paolo Barelli.

 

Il filo-russo Valentino Valentini, in predicato di andare agli Esteri, è stato dirottato al Mise come viceministro. L’antipatia per Licia Ronzulli e il dente avvelenato verso Berlusconi, a causa delle sue sparate pro-Putin, hanno sicuramente avuto un peso nella decisione finale. Ma Giorgia deve guardarsi bene dai suoi alleati: chi dei due è il meno peggio? Se il Cav la chiamava “la piccoletta”, Salvini l’ha marchiata “la nana”…

berlusconi valentino valentini

 

Quel che è certo è che Salvini ha iniziato la sua nuova esperienza di governo già in modalità Papeete, come ai tempi del Conte-1: spadroneggia, gioca su più tavoli, minaccia di sfilarsi e ottiene quel che vuole. Lui e il suo braccio destro Andrea Paganella stanno dettando la linea.

 

Della serie: adesso la Meloni la mettiamo pancia a terra. E quel che colpisce è che la leader di Fratelli d’Italia sembra aver lasciato loro mano libera.

 

durigon salvini

I problemi seri arriveranno quando la Ducetta sarà a lungo fuori dall’Italia per i suoi impegni istituzionali. Nei prossimi giorni volerà in Egitto per il Cop-27, poi tappa a Bruxelles, al G20 di Bali e poi a Parigi. In sua assenza, come si comporteranno il Capitone e la sua schiera di fedelissimi piazzati al governo? Saranno disciplinati e obbedienti o daranno fuoco alle polveri per fare dell’Esecutivo una succursale di via Bellerio?

 

Senza contare che nei primissimi giorni di governo, invece di un’azione decisa sui temi discussi in campagna elettorale c’è stato uno smottamento su questioni decisamente “laterali”.

 

Gli argomenti all’ordine del giorno rilanciati dai giornali (il covid e il rientro a lavoro dei medici no vax, il tetto al contante e l’aborto) nulla c’entrano con le priorità a cui Giorgia Meloni ha più volte detto di volersi dedicare: lotta al caro-bollette e all’inflazione. Se il buongiorno si vede dal mattino, la strada per il governo è già in salita…

 

GOVERNO: LEGA, ECCO L’ELENCO DI VICEMINISTRI E SOTTOSEGRETARI

Per la Lega nuovi ruoli e responsabilità importanti, con due viceministri e nove sottosegretari.

 

lucia borgonzoni foto di bacco

VICEMINISTRI:

Edoardo Rixi Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili.

Vannia Gava Ministero della Transizione Ecologica.

 

SOTTOSEGRETARI:

Nicola Molteni Ministero dell’Interno.

Lucia Borgonzoni Ministero della Cultura.

Andrea Ostellari Ministero della Giustizia.

Luigi D’Eramo Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Forestale.

Giuseppina Castiello Dipartimento per i Rapporti con il Parlamento.

salvini rixi

Massimo Bitonci Ministero dello Sviluppo Economico.

Alessandro Morelli Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica.

Claudio Durigon Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Federico Freni Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...