papa francesco manifestazioni palestina vladimir putin xi jinping ali khamenei

IL PRIMO FRONTE È L’UCRAINA. IL SECONDO È ISRAELE. E IL TERZO? SIAMO NOI – FEDERICO RAMPINI ANALIZZA LA STRANA CONVERGENZA TRA PAPA FRANCESCO E I CONSERVATORI USA SULLA TERZA GUERRA MONDIALE, GIÀ IN ATTO, TRA POPOLI LIBERI E L’ASSE RUSSIA-CINA-IRAN: “LO SPETTACOLO DI MASSE GIOVANILI CHE IN OCCIDENTE SFILANO DIETRO SLOGAN PRO-HAMAS, CONGIUNGENDOSI CON CORTEI DI IMMIGRATI ISLAMICI CHE CONDIVIDONO GLI STESSI SLOGAN PER LE VIE DI LONDRA E NEW YORK: VISTO CON GLI OCCHI DI XI, PUTIN, KHAMENEI, QUESTO È IL TERZO FRONTE. UN MIX TRA GLI EFFETTI DESTABILIZZANTI DI UN’IMMIGRAZIONE INCONTROLLATA, E LA DIFFUSIONE METASTATICA DI IDEOLOGIE ANTI-OCCIDENTALI NEL CUORE DELL’OCCIDENTE…”

Estratto dell’articolo di Federico Rampini per www.corriere.it

FEDERICO RAMPINI

 

E se avesse ragione papa Francesco? In vari discorsi il pontefice ha parlato di una Terza guerra mondiale, come se fosse già cominciata. Forse tra l’Ucraina e il Medio Oriente siamo già scivolati dentro un terzo conflitto mondiale.

 

I moniti del papa trovano una risonanza in un mondo che gli è intellettualmente distante, la destra americana della realpolitik, abituata ad analizzare la geopolitica alla luce dei rapporti di forze tra le grandi potenze.

 

Due analisi apparse nell’ultimo numero della National Review, un organo autorevole del pensiero conservatore ([…] generalmente anti-trumpiano), sembrano allinearsi con la visione del mondo evocata dal papa argentino.

 

Il «Nuovo Asse» e il parallelo con la Seconda guerra mondiale

Nella loro analisi il mondo è sottoposto all’offensiva di un nuovo Asse, analogo a quello che unì la Germania nazista, l’Italia fascista, e il Giappone militarista nella seconda guerra mondiale.

papa francesco

 

La prima analisi con questo taglio è di Mike Watson, uno dei dirigenti dello Hudson Institute. Nel saggio intitolato «The Fragility of Civilization», Watson osserva: «Si può obiettare che l’attacco della Russia contro l’Ucraina e l’attacco per procura dell’Iran contro Israele (usando Hamas, ndr) non sono collegati fra loro. È vero. Le nuove potenze alleate dell’Asse non si fidano l’una dell’altra, proprio come le vecchie potenze dell’Asse, e non sembrano condividere pienamente le rispettive strategie l’una con l’altra.

 

khamenei

Ma una persona adagiata nell’autocompiacimento nel 1936 avrebbe avuto egualmente ragione a sottolineare che l’invasione giapponese della Manciuria, quella italiana in Etiopia, e la guerra per procura combattuta dalla Germania in Spagna, non erano i prodotti di un unico grande disegno. Alla fine però quelle tre potenze si unirono per conquistare gran parte dell’Europa e dell’Asia».

 

Che cosa è in grado di fare l’Iran: «Conseguenze immense»

A questa analogia Watson aggiunge un’analisi sulla portata in gioco dell’attacco contro Israele: «Molte delle componenti più critiche e dinamiche dell’economia globale sono altrettanto vulnerabili quanto lo è Israele.

 

CANALE DI SUEZ

L’Iran lo ha dimostrato quando ha colpito la raffineria petrolifera Abqaiq in Arabia saudita nel 2019: è capace di devastare i mercati energetici mondiali usando solo pochi missili e droni; e ha la volontà per farlo. Se la crisi di Gaza si allarga in un vasto conflitto regionale, le conseguenze potrebbero essere immense: l’Iran ha più di 3.000 missili ballistici ed ha armato Hezbollah con più di 100.000 razzi.

 

Razzi e artiglieria potrebbero chiudere il Canale di Suez, un quinto del petrolio e del gas mondiale potrebbe rimanere bloccato nel Golfo, negato alle fabbriche e alle case di Europa e Asia. La capacità d’innovazione d’Israele, che ha migliorato le vite di milioni di persone nel mondo intero, sarebbe dirottata in una lotta per la sopravvivenza. Il costo umano si estenderebbe ben oltre il Medio Oriente».

 

L’importanza del controllo delle coste

esercitazioni russia cina 8

L’immagine del Nuovo Asse, parallelo a quello fra Berlino Tokyo e Roma nella seconda guerra mondiale, ritorna sulla National Review in un altro saggio, firmato da Seth Cropsey: ex alto ufficiale della U.S. Navy ed ex sottosegretario alla Marina militare, è il fondatore dello Yorkstown Institute. Cropsey aggiorna le analisi classiche del pensiero geopolitico sui conflitti per il dominio dello «Eurasian rimland», cioè la cornice o fascia costiera della massa continentale eurasiatica.

 

L’importanza di controllare le zone marittime e costiere dell’Europa, del Medio Oriente e dell’Asia, fu teorizzata negli anni Trenta del Novecento dallo studioso americano Nicholas John Spykman. Le sue visioni ispirarono la strategia di «contenimento» adottata dagli Stati Uniti nei confronti dell’Unione sovietica. Oggi secondo Cropsey due aree cruciali del «rimland eurasiatico» sono già in piena guerra, Ucraina e Israele.

 

XI JINPING VLADIMIR PUTIN - VIGNETTA DI GIANNELLI

«Russia, Cina, Iran – scrive – hanno forgiato un’intesa che assomiglia all’Asse di metà Novecento. Queste nuove potenze revisioniste (nel senso che vogliono “rivedere” l’ordine internazionale, scardinarlo per sostituirlo con un assetto alternativo, ndr) condividono alcuni obiettivi strategici con i loro predecessori.

 

Non sopportano le restrizioni di un sistema internazionale che non concede agli Stati autoritari il diritto di espandersi a spese dei vicini più piccoli. Cercano di dominare le loro aree per assicurarsi un controllo economico a lungo termine sul mondo, soprattutto a fini domestici.

 

Abbracciano ideologie – il nazional-fascismo russo con la sua mescolanza di razzismo gerarchico e nostalgia sovietica; il khomeinismo iraniano con le sue pretese universaliste e il suo antisemitismo, il totalitarismo cinese con il suo culto della personalità – che sono nemiche del liberalismo, del governo rappresentativo, dei bilanciamenti tra poteri nello Stato di diritto».

 

KHOMEINI

La difficoltà di coordinamento delle tre potenze del Nuovo Asse

Proprio come negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, le tre potenze del Nuovo Asse hanno delle difficoltà a coordinarsi. In parte questo è legato alle profonde differenze ideologiche tra loro: il fanatismo islamico che comanda in Iran è odiato da Putin e Xi (e represso nei rispettivi paesi), anche se vi trovano un alleato utile per disfare l’ordine occidento-centrico.

 

Lo temono anche perché l’islamismo di Teheran è l’unica ideologia veramente universale, visto che si rivolge a un miliardo e mezzo di musulmani dal Maghreb all’Indonesia, più le tante comunità d’immigrati in Occidente; mentre né il putinismo né il totalitarismo cinese hanno lo stesso appeal universale.

 

khomeini e khamenei

Inoltre le tre potenze hanno interessi di lungo periodo divergenti. Non è difficile immaginare un futuro conflittuale tra Cina e Russia quando sarà evidente – e sempre più umiliante – la colonizzazione economica della seconda da parte della prima. Un eventuale successo delle mire iraniane per l’egemonia nel Golfo danneggerebbe sia la Russia (concorrente nella produzione di energie fossili) sia la Cina (prima importatrice mondiale di petrolio e gas).

 

Ma anche Hitler Mussolini e Hirohito ebbero interessi divergenti e perfino conflittuali; ciò non impedì che unissero le loro forze con l’obiettivo di distruggere un ordine internazionale guidato dai loro nemici. Per adesso siamo a quella fase, per il Nuovo Asse.

 

vladimir putin xi jinping a pechino

«La Russia – scrive Cropsey – cerca di assorbire l’Ucraina (e insieme ad essa Moldovia e Bielorussia), dominare il Caucaso, sottrarre la Turchia al campo occidentale, infine conquistare i Paesi Baltici, creando così un blocco capace di sfidare direttamente l’Occidente. L’Iran conduce una guerra di logoramento contro Israele con l’obiettivo di inondarlo di vittime e distruggerne l’economia. Abbattendo le fondamenta politiche dello Stato ebraico, e in parallelo attaccando le basi americane in Medio Oriente, l’Iran spera di usare la sua vittoria contro l’alleanza Usa-Israele per attirare ogni sorta di islamisti sotto le sue bandiere, proiettandosi alla guida dell’intero mondo islamico».

putin xi jinping

 

La Cina per adesso… sta a guardare, pur manifestando attivamente le proprie simpatie con il Nuovo Asse […]

 

All’apparenza Xi Jinping si accontenta di lucrare vantaggi dalle distrazioni di risorse americane verso altre zone del «rimland eurasiatico»: armi e munizioni, intelligence e capitale politico Usa vengono spesi a piene mani prima in Ucraina e ora in Medio Oriente.

 

Di questa distrazione americana Pechino già ha cominciato a profittare con un succedersi di azioni militari aggressive verso i suoi vicini (Taiwan, Filippine). Xi e Putin potrebbero anche delegare alla Corea del Nord un terzo conflitto nel Pacifico, proprio come l’Iran ha delegato ad Hamas l’attacco contro Israele.

 

manifestazione nazionale per la palestina roma 2

Il terzo fronte? Siamo noi

Non ci è dato sapere se e quando verrà aperto un nuovo fronte, in quella che il Papa chiama la Terza guerra mondiale. Secondo altre analisi, invece, il terzo fronte è già aperto da tempo: siamo noi.

 

Lo spettacolo di masse giovanili che in Occidente sfilano dietro slogan pro-Hamas; congiungendosi con cortei di immigrati islamici che condividono gli stessi slogan per le vie di Londra e New York: visto con gli occhi di Xi, Putin, Khamenei, questo forse è il terzo fronte. Un mix tra gli effetti destabilizzanti di un’immigrazione incontrollata, e la diffusione metastatica di ideologie anti-occidentali nel cuore dell’Occidente; con le contro-reazioni elettorali che portano alla vittoria Geert Wilders in Olanda, domani forse al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.

 

manifestazione nazionale per la palestina roma 1

I tre leader del Nuovo Asse totalitario, Xi Putin e Khamenei, hanno tutti e tre nella loro formazione culturale il senso della storia quale si dipana nei tempi lunghi, e pensano che i tempi giocano a sfavore dell’Occidente, viste le manifestazioni vistose del suo decadentismo. Dei tre, quello che ha anche le maggiori risorse economiche e tecnologiche per resistere a una guerra di posizione nel lungo termine, è Xi Jinping. Forse anche per questo è lui a concedersi il lusso di «rinviare» un’altra guerra calda nel cortile di casa sua.

 

BANDIERA PALESTINESE ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

[…] Pur con le divisioni ideologiche che li caratterizzano, i jihadisti sunniti di Hamas, gli ayatollah sciiti di Teheran, Putin e Xi convergono su una descrizione dei loro avversari come «soft», culturalmente molli.

 

Hamas ha interpretato le lacerazioni della società civile israeliana […] come un segnale di debolezza; gli ayatollah iraniani sono convinti che la società israeliana per effetto del benessere economico di oggi stia diventando meno marziale e meno disposta a sostenere una guerra di lunga durata.

 

new york university - manifestazione pro palestina

Putin e Xi fanno la stessa analisi sulle società europee e americana, che hanno abbandonato patriottismo ed etica del sacrificio come fossero disvalori da ripudiare. […]

 

I nazisti, i fascisti, i militaristi giapponesi avevano giudizi simili sulle società americana inglese e francese negli anni Trenta e Quaranta: decadenti, moralmente dissolute, quindi inadatte a combattere. La storia fu quasi sul punto di dargli ragione. Se […] Franklin Roosevelt non avesse avuto il «pretesto» di Pearl Harbor per intervenire nel Pacifico e in Europa, gli eventi potevano seguire un percorso molto diverso. Questo porta alla conclusione convergente degli analisti conservatori sulla National Review: l’America non deve stare a guardare […]. […]

bandiere palestina alla manifestazione dem milano manifestazione pro palestina milano manifestazione pro palestinacorteo pro palestina di milano. 2harvard - manifestazione pro palestina manifestazione nazionale per la palestina roma 5manifestazione pro palestina alla Columbia Universitymanifestazione per i palestinesi a roma 3manifestazione nazionale per la palestina roma 6

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....