giorgetti meloni tajani salvini

QUALCUNO DICA A MELONI, SALVINI E TAJANI CHE I SOLDI PER LA LORO LISTA DEI DESIDERI NON CI SONO – I PARTITI DELLA MAGGIORANZA BATTONO ALLA PORTA DI GIORGETTI CON LE LORO RICHIESTE PER LA MANOVRA: LE PENSIONI MINIME PER FORZA ITALIA, LA FLAT TAX PER LA LEGA, GLI SGRAVI AI DIPENDENTI PER FDI – COSI’ IL CONTO DELLA LEGGE DI BILANCIO SALIREBBE A 30 MILIARDI. E SERVONO 17 MILIARDI SOLO PER CONFERMARE LE MISURE DEL 2024. PECCATO CHE MANCHINO LE COPERTURE. TANTO PIÙ CON I LACCI STRETTISSIMI DEL NUOVO PATTO DI STABILITÀ E CON IL PIANO DI RISANAMENTO IMPOSTO DA BRUXELLES PER LA PROCEDURA D’INFRAZIONE…

Estratto dell’articolo di Mario Sensini per il “Corriere della Sera”

 

GIANCARLO GIORGETTI

Le pensioni minime per Forza Italia, la flat tax per la Lega, gli sgravi ai dipendenti e il sostegno alle famiglie per Fratelli d’Italia. La prossima legge di Bilancio si presenta difficile, ma non impossibile, e i partiti di maggioranza cominciano a delineare le priorità politiche e le richieste. Sul minimo da fare, la conferma del taglio al cuneo fiscale e degli sgravi Irpef, sono tutti d’accordo. [...]

 

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha tenuto i conti pubblici finora in maniera ferrea, ed in più ha dalla sua l’arma delle nuove regole comunitarie sui bilanci, che nessuno nella maggioranza ha ben capito, e che gli impongono di presentare un piano di risanamento settennale alla Ue entro metà settembre.

 

antonio tajani giorgia meloni matteo salvini

Naturalmente ha spento ogni entusiasmo sull’ipotesi di un tesoretto che potrebbe nascere dalla forte crescita del gettito fiscale, ma l’ipotesi è concreta. Migliorerebbe il quadro dei conti, visto che servono 17 miliardi solo per confermare le misure del 2024. Complicherebbe quello della prossima finanziaria, perché le pretese dei partiti cresceranno.

 

Gli assegni

Per la Lega di Matteo Salvini il problema è sempre il superamento dei vincoli della legge Fornero. «Dopo il ’96 il sistema è tutto contributivo. L’assegno corrisponde a quanto si è versato, il problema» spiega Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze del Senato, «non è quando esco, ma quanto prendo».

 

CASSE VUOTE AL MEF - VIGNETTA BY GIANNELLI

Per sostenere il meccanismo la Lega propone il rafforzamento della previdenza complementare su base volontaria. L’operazione, così, avrebbe costo zero. «Meglio sarebbe se fosse incentivata» dice Garavaglia. Costa inevitabilmente molto, invece, l’adeguamento delle pensioni minime, bandiera di Forza Italia. Portarle tutte subito a mille euro dai 614 di oggi, costerebbe almeno venti miliardi. [...]

 

Le tasse

La Lega e Forza Italia condividono l’idea di ampliare la flat tax al 15% per i lavoratori autonomi, dagli attuali 85 a 100 mila euro di reddito. Secondo Matteo Salvini la misura non costa nulla perché si ripaga da sola. Fratelli d’Italia pensa invece a un nuovo intervento sull’Irpef per i dipendenti dopo quello deciso l’anno scorso, questa volta per favorire il ceto medio.

 

 

I redditi, ha detto il viceministro delle Finanze, Maurizio Leo, fino a 50 mila euro e poco oltre, «che si stanno impoverendo». Per farlo servirebbero più di 4 miliardi, oltre ai 4 che servono per confermare gli sgravi Irpef 2024.

 

Le imprese

maurizio leo - giancarlo giorgetti

Altro tema caldo, quello delle imprese, cui è stato tolto l’incentivo dell’Ace l’anno scorso, e si aspettano ripari. La delega fiscale prefigura la riduzione dell’Ires dall’attuale 24%. Costa 2-3 miliardi e potrebbe essere condizionata ai nuovi investimenti e alla creazione di nuova occupazione. È sparita invece dall’orizzonte, per adesso, ogni ipotesi di tassa straordinaria sui loro utili. [...]

iter della legge di bilancio - la stampagiancarlo giorgetti giorgia meloni

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…