meloni acr conservatori

QUI COMANDO IO - GIORGIA MELONI BOCCIA LA CANDIDATURA DI BERTOLASO A ROMA: E’ LEI CHE VUOLE DARE LE CARTE NEL CENTRODESTRA PER IL CAMPIDOGLIO - ANCHE PERCHE’ È LA LEADER PIÙ AMATA: LA APPREZZANO 4 ITALIANI SU 10 (SUPERATO CONTE) – TRA I PAPABILI PER FARE IL SINDACO DI ROMA CI SONO: CHIARA COLOSIMO (35 ANNI, GIÀ AL SECONDO MANDATO ALLA REGIONE LAZIO, ATTIVA NEL VOLONTARIATO, FIGLIA DI DUE MEDICI), FABIO RAMPELLI E IL MANAGER FABRIZIO DI AMATO, PRESIDENTE DELLA MAIRE TECNIMONT

Massimo Malpica per "il GIornale"

 

GIORGIA MELONI ALLA CAMERA

Da Figli d' Italia - la lista con cui venne eletta a 27 anni presidente di Azione Giovani a Fratelli d' Italia, da enfant prodige della destra italiana a leader politica della quale gli italiani si fidano di più. Giorgia Meloni batte tutti, e scalza persino il premier Conte, spinto in alto nei sondaggi dalla prima ondata del Covid e ora affondato dal caos del secondo tempo dell' epidemia.

 

La parabola politica di Giorgia Meloni l' ha portata ieri, secondo un sondaggio Emg-Acqua per il programma di RaiTre Agorà, a sorpassare il presidente del Consiglio nella classifica della fiducia degli italiani verso i leader: la presidente di Fratelli d' Italia sale dal 38 al 39 per cento, mentre Conte fa il contrario, scivolando dal 39 al 38 per cento e cedendo lo scettro che per mesi, secondo i sondaggisti, ha avuto saldamente in mano.

 

giorgia meloni - manifestazione per il comparto turistico

Anche Fdi è in leggera crescita (+0.2%) e attestandosi al 16% nelle intenzioni di voto consolida un ragguardevole terzo posto dietro Lega (25%, -0.2%) e Pd (20.5%, -0.3%), niente male per una forza politica che al suo esordio alle urne, appena sette anni fa, non era arrivata al 2 per cento. Ma se le cose per i Fratelli d' Italia stando ai sondaggi vanno bene, per Giorgia vanno ancora meglio, piazzandola addirittura in testa tra i big nazionali. E mettendo in fila dietro di lei, dopo Conte, anche il leader del Carroccio Salvini (34%), i governatori Zaia e Bonaccini (32 e 27%), il segretario Pd Nicola Zingaretti (26%), Calenda, Toti e Berlusconi (tutti al 21%).

 

meloni

Insomma, per la Meloni il braccio di ferro continuo e le polemiche con il governo per la gestione dell' emergenza sembrano aver pagato, e tanto, quanto a consenso e fiducia.

 

Quella del metterci la faccia, quindi, sembra una strategia vincente per l' esponente sovranista, che è riuscita a mantenere forte l' identità di Fdi e a non farsi fagocitare da un alleato ingombrante come la Lega di Salvini, che non si era tirata indietro quando si era trattato di candidarsi al Campidoglio contro la Raggi nel momento in cui il vento del M5s soffiava più forte, e che ora non lesina bastonate e accuse di inadeguatezza a Palazzo Chigi nel corso dell' emergenza Covid.

 

Per la deputata azzurra Laura Ravetto, ospite del programma, il sondaggio non dovrebbe stupire più di tanto. La crescita dei governatori per l' esponente di Fi sarebbe diretta conseguenza del «giochino di scaricare le responsabilità sulla Regioni» da parte dell' esecutivo; quanto al successo della Meloni, secondo la Ravetto la presidente di Fdi «ha il vantaggio di non esser mai stata in un governo». In realtà, però, la leader di Fratelli d' Italia ha fatto anche quello: è stata ministro per la Gioventù con Berlusconi dodici anni fa, quando aveva solo 31 anni.

GIORGIA MELONI - PARTITO CONSERVATORI E RIFORMISTI EUROPEI

 

CORSA A ROMA, LEGA E FI PER BERTOLASO NO DI MELONI

Andrea Arzilli per il “Corriere della Sera”

 

C' è la giovane consigliera regionale FdI Chiara Colosimo, fedelissima a cui Giorgia Meloni ha affidato l' organizzazione di Atreju.

 

STEVE BANNON E GIORGIA MELONI BY VUKIC

Ma anche Fabio Rampelli, politico di lungo corso che, però, avrebbe già sollevato dubbi sull' opportunità di lasciare la vicepresidenza della Camera in piena emergenza Covid. In più, rispunta Guido Bertolaso, definito ieri da Matteo Salvini «uomo del fare, dinamico e concreto, una figura che mi piace molto». Al tavolo finale con Lega e Forza Italia - «tra fine novembre, inizi di dicembre», dice Meloni - che stabilirà chi per il centrodestra scenderà in campo nelle comunali di Roma nel 2021, FdI potrebbe presentarsi con due proposte politiche.

 

chiara colosimo

E, dopo i balzi nei sondaggi, Meloni si aspetta di avere l' ultima parola. «Però siamo pronti a esaminare altre proposte», dicono dall' entourage della leader FdI, confermando indirettamente due elementi - che una scelta definitiva ancora non è stata presa e, soprattutto, che gli alleati dovranno prima di tutto conquistare l' ok di Meloni - e suggerendone uno ulteriore. Ovvero che, se Forza Italia incassa l' apertura di Salvini a Bertolaso e fa sfumare l' ipotesi legata all' ex prefetto Giuseppe Pecoraro «perché non romano», Lega e FdI cercano alternative partendo da vedute diverse. Salvini, infatti, continua nel tour romano in cerca di figure della società civile - «non un politico di professione» - ricevendo dinieghi.

 

fabio rampelli giorgia meloni ignazio la russa

L' ultimo, ieri, da parte di Fabrizio Di Amato, manager di Maire Tecnimont. Meloni, invece, boccia Bertolaso e pensa a un profilo «anche politico, perché no» che possa battere sia in candidati già in corsa (Virginia Raggi per il M5S e Carlo Calenda per Azione) sia il nome che emergerà dalle primarie del Pd. E, in questo senso, quella di Colosimo è un' idea che convince sempre più. Donna, 35 anni, già al secondo mandato alla Regione Lazio, attiva nel volontariato, figlia di due medici: requisiti che danno il senso di una svolta nel partito.

 

CENTRODESTRA SPUNTA IL NOME DEL MANAGER DI AMATO

L.D’A. per “la Repubblica - Edizione Roma”

 

Un manager. No, meglio un politico. Il centrodestra continua a interrogarsi sul Campidoglio e su quale sia il profilo giusto per sfidare la concorrenza. Ma non è ancora il momento di rompere gli indugi. Dopo la suggestione del telegiornalista Massimo Giletti e l' autocandidatura del vulcanico critico Vittorio Sgarbi, le manovre di Fratelli d' Italia, Lega e Forza Italia si sono fatte sotterranee.

 

vittorio sgarbi

« L' unico vero nome in lizza per ora è quello di Guido Bertolaso », spiega uno degli esponenti romani del Carroccio. Ma storce il naso: l' ex capo della Protezione civile, pur facendo man bassa di consulenze Covid nelle verdi Lombardia e Umbria, non convince a pieno Matteo Salvini. Nessun veto al nome proposto da Silvio Berlusconi in persona, ma dai leghisti capitolini non filtra neanche un apprezzamento pieno.

 

Non è un caso che nelle ultime ore sia spuntato - ma l' invito a correre è stato subito rispedito al mittente - il nome del manager Fabrizio Di Amato, presidente della Maire Tecnimont, azienda operativa nel settore energetico. Gelo da parte di FdI, che accarezza sempre l' idea di affidarsi a un politico: Chiara Colosimo, 34enne consigliera regionale, sarebbe la risposta meloniana a Virginia Raggi.Scalpita pure Fabio Rampelli: da giorni il vicepresidente della Camera si produce in commenti e note sugli avvenimenti romani.

 

fabrizio di amato

Poi c' è il centrosinistra. Se non dovesse concretizzarsi l' intesa con i 5S, per ora ancorati alla ricandidatura della sindaca Virginia Raggi, via alle primarie. Competizione che non piace a Carlo Calenda. Sulla contesa interna alla coalizione, il leader di Azione ed ex ministro dello Sviluppo economico seguita a stuzzicare il Pd: « Se facciamo il tetris poi vince il centrodestra ».

 

Nel gioco di incastri peraltro a sinistra ora si infila anche l' ex assessore all' Urbanistica della giunta Raggi, Paolo Berdini. A sostenerlo su Facebook e invitarlo a candidarsi sono Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e gli ex pentastellati del VIII Municipio. Per ora il diretto interessato spiega solo di non essere troppo attento ai social.

Ma non si tira fuori dalla corsa.

 

melonichiara colosimochiara colosimoignazio la russa giorgia meloni guido crosettoFABIO RAMPELLI TOGLIE LA BANDIERA DELLA UE DAL SUO STUDIO giorgia meloni giorgia meloni shiningignazio la russa giorgia meloni 1 fabio rampelliGIORGIA MELONI E STEVE BANNONgiorgia meloniCONTE MELONIGIORGIA MELONI - LUCA ZAIA - MATTEO SALVINImatteo salvini, antonio tajani e giorgia meloni 1giorgia meloni e antonio tajani 1giorgia meloni ignazio la russa

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…