sergio mattarella giuseppe conte matteo renzi

QUI RADIO COLLE - PER OTTENERE IL REINCARICO, CONTE DEVE GARANTIRE A MATTARELLA TRE CONDIZIONI: 1) UNA MAGGIORANZA COESA; 2) UN PROGRAMMA SERIO PER USCIRE DALL'EMERGENZA E DEFINITO ASSIEME AI POTENZIALI ALLEATI; 3) NUMERI CERTI IN PARLAMENTO - LA STRADA STRETTA DELLE CONSULTAZIONI IL QUIRINALE E IL REBUS DEI VETI INCROCIATI - DURANTE LE CONSULTAZIONI DI OGGI, IL COLLE VUOLE VERIFICARE SE I VETI DI 5STELLE E PD SU RENZI POSSONO ESSERE RIMOSSI. E VALE IL CONTRARIO: IL VETO DI MATTEUCCIO SU CONTE…

Marzio Breda per il "Corriere della Sera"

 

giuseppe conte sergio mattarella

«Buttare all' aria il governo ora è roba da matti» è una frase sentita mille volte, in questi giorni. E chissà se Sergio Mattarella, ricevendo ieri i promotori del convegno su «la psicoterapia ai tempi della pandemia», ha magari pensato che stava per toccargli il ruolo di terapeuta della crisi.

 

Una coincidenza con qualche suggestione simbolica. Perché nei suoi dialoghi con i partiti, attraverso la prassi clinica del «regredire per progredire», dovrà appunto investigare i nodi conflittuali vecchi e nuovi che hanno portato al crollo (sì, anche nervoso) dell'esecutivo. Che il capo dello Stato riesca a porvi rimedio non dipende da lui, quanto dalla capacità di elaborare i traumi politici da parte dei protagonisti principali dello scontro. Cioè Renzi e Conte.

 

renzi mattarella

Spetterà in primo luogo al premier dimissionario, ma non rassegnato al ritiro, garantire le tre condizioni postegli dal presidente della Repubblica per ottenere il reincarico: 1) una maggioranza coesa; 2) un programma serio per uscire dall' emergenza e definito assieme ai potenziali alleati; 3) numeri certi in Parlamento.

 

E quest' ultimo, che resta lo snodo fondamentale, nonostante il fitto lavoro negoziale dei pontieri di Giuseppe Conte, fino a ieri sera sembrava ancora un wishful thinking, un pio desiderio. Al punto che la pattuglia dei «volenterosi» ha fatto fatica a costituire un gruppo parlamentare autonomo (che, secondo le regole, per essere autosufficiente dev'essere composto da 10 membri al Senato e 20 alla Camera).

 

renzi conte

Per le speranze dei contiani, insomma, la situazione non appare al momento migliorata granché rispetto al risicato e precario voto di fiducia ottenuto dall' esecutivo una settimana fa. Ciò che, in assenza di un deciso scatto in avanti, farebbe inesorabilmente sfumare le speranze di una riedizione rivista e corretta della formula politica giallorossa.

 

Uno scenario problematico destinato a portare al centro dell'attenzione di Mattarella le mosse degli ex partner intorno al leader di Italia viva, che la crisi l'ha covata a lungo e infine fatta esplodere con il ritiro della propria delegazione. E qui i ragionamenti sui voti s' intrecciano con il peso dei veti. Infatti, poiché nel consulto che comincia oggi il Quirinale si aspetta «un fatto politico nuovo», va verificato se i veti di 5 Stelle e Pd contro un recupero del rottamatore nella maggioranza saranno confermati o rimossi. Un riscontro che, a parti invertite, vedrà coinvolto pure Matteo Renzi e i suoi diktat contro una conferma di Conte a Palazzo Chigi.

SERGIO MATTARELLA MEJO DI BERNIE SANDERS

 

La questione riguarda ovviamente i duellanti, con le loro reciproche diffidenze e i loro ego importanti, feriti o alle stelle che siano. Tuttavia pure il capo dello Stato ne è interessatissimo, perché da questo passaggio può dipendere l' esito della sfida. Nel senso che, se la disputa tra i due fosse superata, la maggioranza risorgerebbe dalle proprie ceneri, per di più rafforzata dai voti aggiuntivi dei «volenterosi», e la partita potrebbe essere chiusa in velocità. All' udienza di congedo, Conte è parso piuttosto sconsolato, davanti a Mattarella.

 

Sconsolato ma ancora con un certo piglio combattivo. Sa che la situazione resta in progress . Nell' ipotesi che venerdì pomeriggio la strada che ha davanti sia divenuta meno stretta, il premier potrebbe avere un mandato esplorativo. Ma breve.

mattarella conte

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!