QUI RADIO WASHINGTON, ITALIA ASCOLTA - IL PRESSING DEGLI STATI UNITI SU GIORGETTI: "DRAGHI RIMANGA A PALAZZO CHIGI" - LA MISSIONE DEL MINISTRO LEGHISTA NEGLI USA E' SERVITA A CONSEGNARE ALLA LEGA I MESSAGGI DELLO ZIO SAM: L'AMERICA PRONTA A INVESTIRE IN ITALIA A CONDIZIONE CHE IL NOSTRO PAESE SI DIMOSTRI AFFIDABILE SU GESTIONE DELLA PANDEMIA, VACCINI E STRATEGIA ATLANTISTA - NON SOLO: GLI AMERICANI CHIEDONO DI SNELLIRE LA BUROCRAZIA, RENDERE PIÙ "ELASTICO" (CIOE' PRECARIO?) IL MONDO DEL LAVORO, GARANTIRE CERTEZZA E RAPIDITÀ DEL DIRITTO…

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Paolo Mastrolilli per "la Stampa"

 

GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI

Se c'è un messaggio forte e chiaro che gli Usa hanno consegnato a Giancarlo Giorgetti, è il desiderio che Mario Draghi resti al suo posto per guidare la ripresa dopo il Covid, nella speranza che apra un nuovo corso di lungo termine per il paese. Il ministro dello Sviluppo Economico lo ha percepito tanto durante gli incontri istituzionali con l'amministrazione Biden, quanto in quelli privati col mondo dei think tank e del business. Ora si tratta di capire se questi segnali spingeranno la Lega a rivedere la sua strategia, visto che proprio Giorgetti aveva detto a La Stampa di volere Draghi al Quirinale, per poi andare alle elezioni anticipate e puntare su Palazzo Chigi.

 

Parlando sabato sera al gala della Niaf, il ministro ha ricordato il coraggio di sua zia Carlotta, partita per l'America in cerca di fortuna. Poi, concludendo la missione che nei giorni scorsi lo ha portato a Boston e Washington, ha aggiunto: «Lascio gli Usa con un'impressione positiva, perché nei confronti dell'Italia c'è una grande attenzione, curiosità e aspettative, anche per il ruolo che possiamo giocare in ambito europeo, da parte degli ambienti politici, economici e finanziari».

 

GIANCARLO GIORGETTI NEGLI STATI UNITI GIANCARLO GIORGETTI NEGLI STATI UNITI

Non sono solo parole. Gina Raimondo, "l'italiana" chiamata da Biden a guidare il dipartimento del Commercio, così come i consiglieri economici della Casa Bianca, hanno fatto chiaramente capire a Giorgetti che sono pronti a darci una mano. Perché credono nel momento positivo del nostro paese e sperano che diventi una sponda stabile e affidabile in Europa, dove invece Germania, Francia e Gran Bretagna sono distratte dalla fine dell'era Merkel, le elezioni presidenziali e la Brexit.

 

Stesso discorso durante l'incontro di sabato con i think tank, a cui hanno partecipato AEI, Aspen, Sipa, German Marshall Fund. L'ex presidentessa di questo istituto, Karen Donfried, è appena diventata assistente segretaria di Stato per l'Europa, e non è sbagliato leggerci un'attenzione per il sostegno che Roma può offrire a Washington nel Vecchio Continente.

GIANCARLO GIORGETTI NEGLI STATI UNITI GIANCARLO GIORGETTI NEGLI STATI UNITI

 

Anche perché al gala della National Italian American Foundation c'era pure la titolare del portafoglio europeo al Pentagono, da cui dipendono dossier come le commesse militari e la nomina del prossimo segretario generale della Nato. Qui si parla non solo della possibilità che Intel apra una fabbrica a Torino, stabilimento Mirafiori, o Moderna produca da noi i suoi vaccini e farmaci.

 

La Beretta è arrivata in finale per fornire il nuovo fucile automatico all'esercito americano, un business che potrebbe valere fino a 5 miliardi di dollari, e le opportunità si allargheranno a molti altri settori, a partire dall'energia, se il Congresso approverà i due pacchetti infrastrutture da circa 3 trilioni di dollari in totale, che per Biden sono la chiave del successo della sua presidenza. La condizione però è che l'Italia sia affidabile, e ciò passa per la permanenza di Draghi a Palazzo Chigi.

 

GIANCARLO GIORGETTI NEGLI STATI UNITI GIANCARLO GIORGETTI NEGLI STATI UNITI

Giorgetti pensa che il premier voglia andare al Quirinale, ma il sistema non glielo permetterà, in Italia come negli Usa. Il problema è consolidare questa fiducia nel paese, in modo che non sia legata solo ad una persona. Il ministro perciò ha dato garanzie sulla campagna vaccinale, il green pass e l'ancoraggio atlantista, perché sa che la base della Lega resta nei ceti produttivi del Nord, molto interessati a fare business, e meno alle suggestioni populiste anti vax, o quelle filorusse e filocinesi.

 

Ha toccato con mano le grandi opportunità potenziali esistenti, ma proprio perciò ritiene che sia imperativo rivedere i meccanismi per favorire gli investimenti stranieri, per non avere solo piccole imprese che poi vengono acquistate. Nel breve termine ciò significa snellire la burocrazia, rendere più elastico il mondo del lavoro, garantire certezza e rapidità del diritto, mentre nel lungo termine serviranno formazione e istruzione, perché la creatività del nostro capitale umano è una delle risorse fondamentali del paese. In Italia i soldi da investire non ci sono, quindi Giorgetti intende continuare le missioni all'estero per attirarli.

GIANCARLO GIORGETTI NEGLI STATI UNITI GIANCARLO GIORGETTI NEGLI STATI UNITI

 

Che esistano o no due Leghe, la sua formazione economica, l'approccio pragmatico e responsabile, la competenza sui dossier lo rendono più affine agli americani e gli consentono di passare l'esame da leader meglio di Salvini, che durante la sua visita non aveva impressionato. Sulle pensioni ha già detto che «bisogna togliere quota 100 in modo graduale, senza penalizzare chi ha cominciato a lavorare da giovane con mansioni usuranti».

 

giancarlo giorgetti e matteo salvini 2 giancarlo giorgetti e matteo salvini 2

Il G20 di Roma con Biden sarà un successo se verrà confermata la global minimun tax, ma il problema poi sono le ratifiche e l'applicazione, proprio a partire dagli Usa. I 100 miliardi per lo sviluppo verde nei paesi poveri aiutano, ma non sono una svolta. Alla fine c'è spazio anche per una battuta sul ruolo dello Stato, che rischia di diventare un incidente della storia. A meno che chi lo gestisce non riesca a farlo funzionare nell'interesse concreto dei cittadini.

 

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politica

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ALTRO CHE ULIVO, QUESTA E' CICUTA! - DOPO IL SILURO DI MARIA ELENA BOSCHI ("PRODI È ACCECATO DAL RISENTIMENTO PERCHÉ NEL 2015 RENZI GLI HA PREFERITO MATTARELLA AL COLLE"), ARRIVA LA REPLICA DI ROMANO PRODI: "NON SAPEVO CHE NEL 2015 ERO CANDIDATO. UNA CANDIDATURA SEGRETISSIMA. ERO RIMASTO AI 101…" - L'AMAZZONE PRODIANA, SANDRA ZAMPA SENTE PUZZA DI PARACULISMO: "BOSCHI NON FA CHE RIPETERE QUESTA STORIA DEL RISENTIMENTO, GIÀ ESPOSTA DA RENZI: QUESTO ANTI-PRODISMO NON SARÀ PER CASO UNA PATENTE PER ESSERE ACCETTATI IN AREE POLITICHE CHE DETESTANO IL PROFESSORE?"