mattarella draghi

QUIRINAL TANGO – FOLLI: “SE CI FOSSE UN ACCORDO SUL DISEGNO DI LEGGE SULLA PROPOSTA DI REVISIONE COSTITUZIONALE CHE ABOLISCE IL SEMESTRE BIANCO E VIETA LA RIELEZIONE DEL PRESIDENTE IN CARICA, MATTARELLA POTREBBE ESSERE VOTATO PER RESTARE IN CARICA FINO AL TERMINE DELL'ITER, COINCIDENTE CON LA SCADENZA DELLA LEGISLATURA NEL '23 - L'ALTERNATIVA È IL FAR WEST PARLAMENTARE CHE IL PAESE NON PUÒ PERMETTERSI. COME NON PUÒ PERMETTERSI CHE L'IMMAGINE DI DRAGHI SIA OFFUSCATA DALLE MANOVRE DEI FRANCHI TIRATORI”

Stefano Folli per “la Repubblica”

 

mario draghi sergio mattarella

Un episodio minore, salvo che per i diretti interessati, è accaduto ieri al Senato, a conferma del clima non proprio sereno che si respira nei ranghi della maggioranza. Il gioco dei franchi tiratori ha impedito che il presidente della Lazio, Lotito, ottenesse giustizia circa il seggio a cui aspira da tempo. Il perdente sarebbe stato un senatore renziano di Italia Viva. Tuttavia nel voto segreto le decisioni prese dalla Giunta che si occupa dei ricorsi sono state smentite e la vicenda è tornata in alto mare.

 

claudio lotito foto mezzelani gmt037

Ora, al di là delle ragioni e dei torti, resta il fatto che il rapporto tra Pd e Italia Viva, alleati nella maggioranza che sostiene Draghi, sono logorati al punto da non reggere nemmeno su una questione così circoscritta. La domanda è inevitabile: cosa accadrà nella seconda metà di gennaio, quando si voterà per il presidente della Repubblica?

 

Mai come stavolta si prevede che l'esercito dei franchi tiratori sarà numeroso e agguerrito. I segnali non mancano e hanno a che fare con la mancanza dell'antica disciplina nei partiti sbandati.

SERGIO MATTARELLA COME IL VIANDANTE SUL MARE DI NEBBIA DI CASPAR DAVID FRIEDRICH - BY LUGHINO/SPINOZA

 

Vero è che i parlamentari non nutrono, come è noto, alcun desiderio di essere rimandati a casa anzitempo per via di uno scioglimento anticipato. Così come è vero - qui ha ragione Enrico Letta - che la legislatura difficilmente potrebbe sopravvivere allo sfarinarsi della larga maggioranza che sostiene Draghi.

 

silvio berlusconi fa la terza dose 5

Ma ci sono momenti nella storia delle istituzioni in cui la razionalità si dissolve e prevalgono altre pulsioni. Abbiamo detto dei rancori che dividono i renziani e il Pd. Peraltro nessuno sa con esattezza cosa si agita nelle pieghe profonde dei Cinque Stelle: forse solo un convinto ottimista può credere che il movimento "grillino" resterà compatto negli scrutini decisivi.

 

MARIO DRAGHI E CARLO AZEGLIO CIAMPI

Ne deriva che tessere il filo di un grande accordo modello Ciampi, tale da eleggere il presidente al primo voto, sembra per ora un esercizio lodevole, ma vano. Di sicuro Berlusconi non rinuncerà a giocare una parte di primo piano su quello che potrebbe essere l'ultimo palcoscenico importante della sua vita politica. Tenere legato il centrodestra alla propria candidatura non lo porterà al Quirinale - lo sa anche lui in cuor suo - ma gli servirà per essere l'interlocutore del centrosinistra per qualsiasi soluzione realistica.

 

meloni salvini

Occorrerà passare da lui, più che da Salvini o magari Giorgia Meloni. E se si parla di un'idea utile a raccogliere un consenso ampio, c'è una carta che potrebbe - anzi, dovrebbe - essere presa in considerazione al momento opportuno. Non un rinnovo puro e semplice del mandato di Mattarella, a cui il presidente è contrario, bensì un'intesa sulla proposta di revisione costituzionale che abolisce il semestre bianco e al tempo stesso vieta la rielezione del presidente in carica.

 

giuseppe conte enrico letta

Se ci fosse un accordo di massima sul disegno di legge che è già in Senato, Mattarella potrebbe essere votato per restare in carica fino al termine dell'iter, coincidente più o meno con la scadenza della legislatura nel '23. La modifica della Costituzione su quel punto specifico giustificherebbe le dimissioni. Speculazioni astratte? Non tanto. L'alternativa a un'intesa chiara è il Far West parlamentare che il Paese non può permettersi. Come non può permettersi che l'immagine di Draghi, ossia il volto stesso della credibilità internazionale dell'Italia, sia offuscata dalle manovre dei franchi tiratori.

mario draghi e sergio mattarella all altare della patriagiuseppe conte enrico letta giancarlo giorgetti

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?