blinken

"LA CINA È LA NAZIONE PIÙ COMPLICATA CON CUI ABBIAMO A CHE FARE" - IL SEGRETARIO DI STATO USA, BLINKEN, INTERVISTATO DA MAURIZIO MOLINARI: "NON CHIEDIAMO A NESSUNO DI SCEGLIERE FRA NOI E PECHINO MA SIAMO MOLTO PIÙ EFFICACI SE AGIAMO ASSIEME. L'ITALIA HA FATTO UN LAVORO CRUCIALE PER PROTEGGERE IL PROPRIO 5G DALLA PARTECIPAZIONE DI 'VENDITORI INAFFIDABILI'" - LA RUSSIA, L'IRAN, IL VATICANO "PARTNER IMPORTANTE", "L'AMICO DI MAIO", L'ELOGIO A DRAGHI, "MATTARELLA GRANDE STATISTA"

Maurizio Molinari per "la Repubblica"

 

mario draghi riceve antony blinken 5

Completo blu, gesti affabili e sempre concentrato sui dettagli. Neanche una parola è lasciata al caso perché l'America di Joe Biden si affida a lui per rafforzare le alleanze con cui rispondere alle sfide di Russia e Cina. Il Segretario di Stato Antony Blinken parla con Repubblica a Villa Taverna poco dopo l'incontro al Quirinale e i messaggi vertono sulla necessità di rilanciare le democrazie: dall'interno rispondendo assieme a pandemia, cambiamenti climatici e diseguaglianze e dall'esterno affrontando Mosca e Cina.

maurizio molinari a dogliani

 

Nella conversazione che segue Blinken alza il velo su alcuni dettagli di questi duelli globali: con Pechino il terreno sono le «nuove regole per la tecnologia» e a Putin «abbiamo chiesto di bloccare gli hacker che ci attaccano». Mentre dalla Libia «presto vedremo l'inizio del ritiro delle truppe russe e turche». È il ritorno dell' America sulla scena internazionale, con due partner che Blinken considera strategici, anche se per ragioni diverse: Italia e Santa Sede.

 

Segretario Blinken, lei ha più volte sottolineato l'importanza per gli alleati di affrontare assieme problemi comuni come la pandemia, i cambiamenti climatici e le diseguaglianze. A che punto è questo processo e dove può portare le democrazie?

mario draghi riceve antony blinken 4

«Credo che questo processo stia già dando importanti risultati. Guardiamo a che cosa è avvenuto solo nelle ultime settimane: al G7, alla Nato, al summit Ue-Usa. Al G7 le democrazie si sono unite sul Covid per fornire un miliardo di dosi di vaccini a più Paesi in tutto il mondo che ne hanno bisogno. E senza chiedere favori in cambio, come invece altri stanno facendo.

 

Al G7 ci siamo uniti anche contro il riscaldamento globale, impegnandoci a non finanziare impianti a carbone, la maggiore fonte di emissioni nocive. E abbiamo varato un piano per investire nei Paesi a reddito medio e basso per ricostruire le infrastrutture, rispettando trasparenza, ambiente e diritto al lavoro. Si tratta di risultati concreti come lo è anche l'intesa sulla "corporate minimum tax" del 15 per cento, che è destinata ad essere uno strumento molto potente».

Antony Blinken con il papa

 

Che cosa dimostrano questi accordi ottenuti in pochi mesi?

«Dimostrano che le democrazie possono ottenere risultati importanti, per i loro abitanti e per quelli che vivono in altri Paesi».

 

Perché è così importante?

«Perché le autocrazie ci dicono che le democrazie non possono riuscire. Sono inefficienti, incapaci di ottenere risultati. Soltanto con il G7 abbiamo dimostrato che si sbagliano. La Nato e il summit Usa-Ue lo hanno ulteriormente confermato».

 

Parlando di autocrazie. Il summit della Nato ha definito la Cina una "minaccia strategica". Come è possibile per gli alleati riuscire a contenerla o ridurla?

antony blinken luigi di maio 1

«È importante comprendere che la Cina è la nazione più complicata con cui abbiamo a che fare nelle nostre relazioni. Ci sono terreni sui quali è avversaria, altri sui quali è un rivale ed altri ancora sui quali invece è un partner. Non c' è una singola parola che può definire questo tipo di relazioni. Gli Stati Uniti rispettano il fatto che altri Paesi hanno relazioni diversificate con la Cina. Non chiediamo a nessuno di scegliere fra noi e la Cina. È però vero che quando abbiamo a che fare con la Cina - come avversario, rivale o partner - siamo molto più efficaci se agiamo assieme. Questa è stata la convergenza fra i summit G7, Nato e Usa-Ue».

 

Qual è il punto cruciale dell' intesa Usa-Ue sulla Cina?

mario draghi riceve antony blinken 1

«In particolare al summit Usa-Ue abbiamo deciso di cooperare più strettamente su commercio e tecnologia, incluso quando si tratta di decidere norme e standard perché è in corso una grande competizione proprio su questi temi: stabilire le regole sull' uso delle tecnologie che modificano le nostre vite. La Cina vuole riuscirci, noi vogliamo che tali norme riflettano i nostri valori».

 

Negli ultimi anni la Cina ha tentato con grande energia di diventare protagonista delle telecomunicazioni in Italia, come anche di avere porti marittimi. Considerate l'Italia un terreno di scontro fra l' Occidente e la Cina?

«L'Italia ha fatto un lavoro cruciale per proteggere il proprio network 5G dalla partecipazione di "venditori inaffidabili". La vostra legislazione su questo tema è di grande valore. Al tempo stesso è molto importante che quando arrivano investimenti da altri Paesi si effettuino i controlli necessari sulla loro origine. Soprattutto tenendo presenti le esigenze della sicurezza nazionale, dell'Italia come di altri Paesi».

 

E sull' hi-tech?

luigi di maio antony blinken

«Quando si tratta di tecnologia la soluzione migliore non è semplicemente alzare dei muri attorno a tutto, ma agire assieme per difendere come serve ciò su cui si concentrano i nostri timori. Assicurando però che commercio e investimenti continuino».

 

Molti degli attacchi cyber che raggiungono l' Europa, ed anche l'Italia, vengono da "attori russi". Come è possibile difenderci meglio?

«Quando il presidente Biden ha incontrato il presidente Putin a Ginevra, questo è stato uno dei temi principali. Noi siamo stati di recente colpiti da un grande attacco cyber a fini di ricatto - contro un nostro oleodotto nella Costa Orientale - proveniente non da un Paese, ma da un gruppo criminale. I responsabili di questo attacco vivono in Russia. Alla Russia dunque abbiamo detto che nessuno Stato responsabile può ospitare o dare rifugio ad associazioni criminali responsabili di attacchi cyber a fini di ricatto».

mario draghi riceve antony blinken 3

 

Che cosa vi aspettate da Putin?

«Ci aspettiamo che la Russia agisca per evitare che questi attacchi cyber possano ripetersi. Al tempo stesso vi sono infrastrutture di interesse strategico - acqua, elettricità, trasporti pubblici - che devono essere protette da attacchi cyber. Lo abbiamo detto chiaramente a Putin.

 

Vedremo se vi saranno dei risultati. Più in generale, come Biden ha detto al capo del Cremlino, ci auguriamo di avere con la Russia una relazione più stabile e proficua. Possiamo lavorare assieme su temi strategici come il controllo degli armamenti, il cyber, le crisi regionali. Ma se la Russia continuerà ad aggredirci, o ad agire come ha fatto con gli attacchi SolarWind, le intrusioni nelle nostre elezioni e l'aggressione a Navalnyj, allora risponderemo. Non perché vogliamo conflitti, ma perché abbiamo a cuore i nostri valori e principi. Sta alla Russia decidere».

 

Antony Blinken

Il summit Nato ha espresso sostegno al processo politico in Libia in vista delle elezioni, chiedendo a tutte le truppe straniere di lasciare il Paese. Ma se Russia e Turchia non dovessero farlo, che cosa farà l'Alleanza?

«L'incontro a Berlino sulla Libia è stato positivo. C' è un forte consenso su due punti: la necessità di far svolgere il voto il 24 dicembre - per eleggere il Parlamento e il presidente - al fine di avere una base di legittimità per il governo; le truppe straniere devono andarsene in applicazione delle decisioni Onu. Il consenso internazionale su questi aspetti è molto forte e non può essere ignorato da Stati che hanno in Libia forze regolari o irregolari, incluse Russia e Turchia. Glielo abbiamo detto direttamente».

 

antony blinken joe biden vladimir putin sergei lavrov

Crede davvero che Mosca e Ankara ritireranno le truppe?

«Credo che inizieremo presto a vedere il processo di ritiro delle forze straniere. Non sarà immediato e prenderà tempo. Ma credo che avrà luogo».

 

Qui a Roma ha incontrato il collega israeliano Yair Lapid. Crede che gli Accordi di Abramo potranno includere altri attori regionali: l'Arabia Saudita o l Autorità nazionale palestinese?

«Sosteniamo con fermezza gli Accordi di Abramo. Sono stati un passo molto positivo fra Israele, alcuni suoi vicini e altri Paesi anche più lontani. Normalizzare le relazioni è positivo per i Paesi coinvolti, per le opportunità e la prosperità dell'intera regione. Aumentano il commercio, il turismo, gli investimenti. Migliorano le vite dei cittadini. Sosteniamo l'adesione di altri Paesi alla normalizzazione con Israele. Ci stiamo lavorando. Non posso dire quali potrebbero essere, ma l'esempio c'è e, dimostrando che gli effetti sono positivi, altri seguiranno».

antony blinken

 

L'Iran ha scelto il conservatore Raisi come nuovo presidente. Che cosa si aspetta da lui al tavolo di Vienna sul negoziato sul programma nucleare iraniano?

«In Iran le decisioni vengono prese dal Leader Supremo, Ali Khamenei. Abbiamo avuto sei incontri con colloqui indiretti - attraverso i nostri partner e l'Ue - superando molti ostacoli, ma restano delle differenze significative. Il punto di fondo è che non sappiamo se il Leader Supremo sia pronto a fare ciò che serve per tornare al pieno rispetto dell' accordo sul nucleare. La palla è nel campo dell'Iran e vedremo che cosa deciderà».

 

Ha avuto un lungo incontro con Papa Francesco: Usa e Santa Sede possono lavorare assieme sulla libertà di fede in Paesi come la Cina?

«È stato un grande onore incontrare Sua Santità. Uno dei momenti più importanti della mia vita. Abbiamo avuto una conversazione vasta e calorosa. Stiamo lavorando assieme sulla libertà di fede, ma anche sui cambiamenti climatici, la risposta al Covid e la risposta a situazioni di conflitto al fine di sostenere i diritti umani e la dignità umana. Il Vaticano è un nostro partner importante».

 

tony blinken joe biden

Segretario Blinken, lei è venuto spesso nel nostro Paese e conosce molti dei nostri leader. Ci parli del suo rapporto personale con l' Italia.

«Sono venuto per la prima volta in Italia quando avevo 16 anni, con i miei genitori, allora vivevo in Francia e mi sono subito innamorato della vostra bellezza, storia, cultura, cibo. Nei 40 anni trascorsi da allora, tutto ciò si è rafforzato, anche grazie a mia moglie. Come ho detto al mio amico Luigi Di Maio, al premier Mario Draghi che gode di grande rispetto in tutto il mondo e al presidente Sergio Mattarella, un grande statista, l' Italia ha un vantaggio sleale sulla scena internazionale perché chiunque vuole venire qui per discutere di qualsiasi tema. Se molti americani hanno le radici in Italia, ancora di più vorrebbero averle».

Biden Putinjoe biden vladimir putin 9tony blinken joe biden

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...