matteo salvini mario draghi

"MARIO, RESTO AL GOVERNO SOLO SE CI SEI TU COME PRESIDENTE DEL CONSIGLIO" - SALVINI MANDA UN AVVERTIMENTO: SE DRAGHI SALE AL QUIRINALE, LA LEGA ESCE DALLA MAGGIORANZA - E’ UN PIZZINO ANCHE AI NUMEROSI SVOLTAPAGNOTTA SEDUTI IN PARLAMENTO ILLUSI CHE SPEDIRE MARIOPIO AL COLLE SIA UNA MOSSA INDOLORE - AVVISO AI NAVIGATI: PER TENERE IN PIEDI LA LEGISLATURA, DRAGHI DEVE RESTARE A PALAZZO CHIGI…

1 - L'AVVERTIMENTO DI SALVINI A DRAGHI "RESTO IN UN GOVERNO SOLO SE CI SEI TU"

Carlo Bertini per “la Stampa”

 

MATTEO SALVINI MARIO DRAGHI

E mentre si blocca l'affaire Quirinale grazie al muro eretto da Silvio Berlusconi (che pare stia telefonando a tutti come fosse già Presidente), rischia di esplodere il governo. Con riflessi diretti sul primo snodo, perché il soggetto nel mirino è il premier Mario Draghi, dato per favorito al Colle e meno incline alle mediazioni da premier dopo le polemiche sul Covid e non solo. Finito per questo nel mirino di Matteo Salvini: che per complicargli la vita gli fa sapere che resterà al governo se ci sarà lui, Draghi, a dirigere i giochi. Altrimenti no, fa intendere il capo leghista.

 

luigi di maio dario franceschini

Come a dire, se salirai al Colle, farai fatica a trovare una maggioranza larga per dar vita ad un nuovo esecutivo senza di me. Con tutto quel che ne consegue in termini di stabilità: «La Lega intende rimanere dov' è, con Mario Draghi a Palazzo Chigi, per completare il lavoro», fa sapere Salvini, per smentire una sua uscita dall'esecutivo.

 

Un chiaro invito a Draghi a restare a palazzo Chigi. Ma anche un tana libera tutti se il premier salirà al Colle, che evoca un'uscita della Lega dal nuovo governo che verrebbe: tanto da far lievitare le quotazioni di una "maggioranza Ursula", con Pd-5s, Iv e una parte di Forza Italia. Ipotesi su cui Letta frena ma che molti dem e 5s sdoganerebbero. Da qui una ridda di scenari con Franceschini, Guerini, Di Maio (in teoria tutti pro Draghi al Colle) e anche Renato Brunetta, come eventuali prossimi premier.

DRAGHI SALVINI

 

Il Capitano correda la sua sfida con una secca scrollata di spalle alla Meloni, facendo dire ai suoi che non vi è «nessun timore di subire la concorrenza di Fratelli d'Italia. La Lega è un partito con una radicata tradizione di governo e quando Salvini è stato vicepremier e ministro ha saputo raddoppiare i consensi nel giro di un anno», fa sapere.

 

meme del presepe con matteo salvini giorgia meloni silvio berlusconi

Ma garantendo di voler restare al governo solo se resta Draghi, manda anche un segnale inquietante alle centinaia di franchi tiratori appollaiati sui ballatoi dei Palazzi, a chi ritiene che Draghi possa garantire la vita della legislatura senza sciogliere le camere. Insomma, Salvini lo sfida a restare, ma non intende farsi indietro dalla lotta. Lanciando la campagna sulle bollette e sul nucleare pulito e chiedendo «un cambio di marcia» su alcuni temi come l'immigrazione. Ma è proprio sul nucleare che scoppia una polemica foriera di guai per il premier, perché si formano due blocchi tra Pd-M5s e tra Lega- Fi e Iv, «inconciliabili» a detta del Nazareno.

 

Tanto che Draghi si troverà in mezzo a due fuochi quando dovrà comunicare alla Commissione Ue nei prossimi giorni la posizione dell'Italia sul nucleare pulito. I giallorossi contrari, gli altri a favore e tutti dentro la sua maggioranza. «Asse tra Pd e 5 Stelle per frenare lo sviluppo. Draghi dica con chi sta?», lo provoca Salvini. Partiti a conclave Questo, proprio mentre i partiti aprono i loro conclave: martedì Letta riunisce la segreteria e il 13 la Direzione e i gruppi parlamentari.

MATTEO SALVINI IN SENATO APPLAUDE DRAGHI

 

Lunedì Conte riunisce i gruppi M5s, mercoledì summit di Coraggio Italia, che faranno asse con Italia Viva. Venerdì vertice del centrodestra, con annuncio previsto della candidatura di Silvio Berlusconi. Con questi chiari di luna tra le forze di maggioranza, cresce tra i dem la speranza che rinasca un bis di Mattarella e la paura che Berlusconi spiazzi tutti: uscendo di scena e imponendo la candidatura di una donna come Moratti o Casellati. Donne di destra, cui sarebbe più difficile dire di no.

 

2 - SALVINI NON ABBASSA LA GUARDIA: SERVE UN CAMBIO DI MARCIA MA AVANTI CON QUESTO PREMIER

Estratto dell’articolo di Cesare Zapperi per il “Corriere della Sera”

 

SALVINI DRAGHI

[…] Ufficialmente Salvini rimane convinto che Draghi debba continuare nel suo impegno a Palazzo Chigi, lasciando sgombro il terreno su cui si giocherà la partita del Quirinale. E tuttavia, l'impiego della formula «cambio di marcia» e l'accento posto su temi come il nucleare e l'immigrazione non rendono sereno il rapporto con i partner della maggioranza (e infatti è un fiorire di precisazioni, polemiche, botta e risposta che rendono manifesta la fibrillazione). A riprova di un rapporto di reciproca attenzione che si è andato consolidando nelle ultime settimane, l'unico che non si scompone per le uscite salviniane è Matteo Renzi che derubrica le scintille di questi giorni come «normali discussioni interne».

salvini renzi

 

Le prese di posizione della Lega, rimarca il leader di Italia viva, «non preoccupano» perché il governo, anche grazie all'apporto del suo partito «è più forte di un anno fa». A surriscaldare il clima è chiaramente l'avvicinarsi dell'appuntamento con il voto per il Quirinale. Il destino di Draghi condiziona le mosse di tutti, a partire da quelle di Salvini che non a caso spinge perché il premier rimanga al suo posto.

 

salvini renzi

Approvata la manovra di Bilancio, congedate le festività, la prossima settimana i partiti entreranno nel vivo della partita che avrà il suo fischio d'inizio lunedì 24 alle 15. Si parte martedì con la segreteria del Pd, poi mercoledì toccherà alla riunione di Coraggio Italia (da vedere se farà passi avanti il progetto di una federazione di Centro con i renziani). Giovedì è in programma la direzione dei democratici e, infine, venerdì sarà la volta del vertice del centrodestra. C'è chi si aspetta l'annuncio della candidatura ufficiale di Silvio Berlusconi. Ma è più probabile che rimanga in sospeso fino all'ultimo.

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