nicolai lilin educazione siberiana

"MI HANNO CHIAMATO NAZI-VERDE. SONO MISERABILI CHE MI BUTTANO FANGO ADDOSSO" - NICOLAI LILIN, LO SCRITTORE ITALIANO DI ORIGINE RUSSA AUTORE DI "EDUCAZIONE SIBERIANA", RINUNCIA ALLA CANDIDATURA A MILANO: ERA SCESO IN CAMPO CON "EUROPA VERDE PRO SALA" MA LA SINISTRA L'HA SCHIFATO PER LE SUE SIMPATIE CON I FASCISTI DI LEALTÀ E AZIONE E CASA POUND: "NON VADO PIÙ IN TV PER COLPA DEL PD E DELLA BOLDRINI. MI ATTACCANO PERCHÉ…"

Francesco Specchia per “Libero Quotidiano

 

nicolai lilin 8

Nicolai Lilin molla romanzescamente il colpo: la sua rinuncia alla candidatura nella lista Europa Verde pro Sala stava diventando un racconto arruffato e surreale di Gogol. Il fatto che l'autore di Educazione siberiana, considerato quasi un SS a piede libero da parte della sinistra, si sfili dalle elezioni comunali di Milano è una notizia che trasuda - alla Jean-Paul Sartre - militanza e cultura (più militanza che cultura).

 

nicolai lilin 7

E, soprattutto, oscura le schermaglie elettorali tra il Giuseppe Sala e il Luca Bernardo. Probabilmente Linin non era così agguerrito dai tempi della guerra di Cecenia. Apre pensieri e parentesi che intrecciano suggestioni, roba che fa molto letteratura russa.

 

Caro Linin, le hanno gridato (Il Fatto Quotidiano e la sinistra radicale in blocco) al «nazista ecologico» per le sue dichiarate simpatie con i «fascisti di Lealtà e Azione e Casa Pound».  Si sente molto Gestapo, in questo momento?

«Mi hanno chiamato "Nazi-verde". Non mi metto neanche a discutere sull'ignoranza di questi miserabili che mi buttano fango addosso. Io non mai sbandierato vessilli nazisti né fatto il saluto romano. Io sono culturalmente di sinistra, sono nato e cresciuto in Unione Sovietica; dove condivisione, onestà, senso delle famiglia e della natura sono radicati. Mio nonno era un anarchico incattivito; ma la sinistra italiana con me non c'entra, è per lo più dedita al conformismo»

marco rizzo

 

Intende dire che non ci sono più i comunisti di una volta?

«L'unico comunista in giro, che ci crede, è Marco Rizzo. C'era Giulietto Chiesa che era un amico, ma è morto».

 

giulietto chiesa

Però, scusi, lei a Casa Pound a presentare i libri c'è andato. Non che ci sia nulla di male...

«Ma appunto, nulla di male. Io sono uno scrittore, vado dove mi invitano a parlare, nel rispetto delle idee. Sono stato anche nei centri sociali tra gli anarchici, all'Arcigay e ho passato giorni nelle carceri di massima sicurezza con pedofili e mafiosi; ma questo non significa che io sia anarchico, gay, pedofilo o mafioso. Lo scrittore è come il medico: va dove lo chiamano, facendo crescere le opinioni e i dibattiti. E a Casa Pound con me sono stati correttissimi, anche nella critica reciproca»

 

Non ci era andato con la scorta?

«Quello perché ero obbiettivo sensibile. Poi ho ottenuto di farmela togliere. Preferisco girare con la mia pistola».

nicolai lilin 5

 

Comunque pare ce l'abbiano con lei. Perché, poi? S'è fatto un'autoanalisi?

«Mi attaccano perché non rifiuto il dialogo. Ma io ho fatto la guerra (in Cecenia appunto, ndr), ho una coscienza libera e le spalle larghe. E lì, in guerra, ho imparato che i più stronzi sono proprio i militanti ideologici».

 

nicolai lilin 6

Non era lei che lamentava di non aver più fatto televisione (buoni programmi, tra l'altro: Mankind, Le regole del gioco a Mediaset e Discovery) per interventi istituzionali di una certa sinistra?

«Certo, confermo. Di tv non faccio più a causa di vari attacchi del Pd e di esponenti di sinistra come Laura Boldrini. Che, da presidente della Camera, sulla guerra del Donbass e in chiave antirussa, invitò Andrij Parubij, fondatore di organizzazioni neonaziste e tra i responsabili del massacro di più di 100 sindacalisti alcuni dei quali arsi vivi».

 

nicolai lilin 4

 Non ne parlarono molto...

«Già. Fu un genocidio invisibile. Boldrini lo invitò in pubblico e si disse con lui "in perfetta sintonia". Mi si sono rivoltate le budella. Il mio video sugli omicidi dei sindacalisti a Odessa ottenne 19 milioni di visualizzazioni prima di essere rimosso. Poi rimossero me».

 

Lei ritiene che l'ecologia non debba essere appannaggio di un un'unica parte politica?

«Ma è ovvio. L'ecologia, i temi ambientali, una certa idea di pianeta da salvare non può essere esclusiva della sinistra, dovrebbe stare nella cultura di tutti. Di mondo ne abbiamo uno solo, e quello dobbiamo lasciare ai nostri figli, anzi come diceva qualcuno lo abbiamo preso in prestito da loro. Io, per esempio, ne ho due di figli e sono la mia vita».

 

nicolai lilin 2

Torniamo alla sua candidatura milanese. Com'è nata? Il sindaco Sala le ha detto qualcosa sul suo ritiro?

«No, ho fatto tutto io su Instagram. Ho detto che mi ritiro, lo faccio con grande stima e rispetto per le persone che fanno parte di questo movimento. Mi rendo conto di essere troppo anticonformista per essere collocato in aree politiche precise. Un forte abbraccio e grazie a tutti voi per il vostro sostegno e fiducia". Punto. Penso che sia sufficientemente esaustivo. D'altronde io non ho tempo da perdere».

 

ANGELO BONELLI

Eppure mi che pare Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi, si fosse detto orgoglioso. La aveva definita "un autore di caratura internazionale in grado di rafforzare il nostro lavoro". Sembrava entusiasta...

«Guardi, tutti erano entusiasti. Io avevo sempre rifiutato candidature sia a destra che a sinistra, della politica non mi frega nulla. Però poi ho accolto l'invito di Europa Verde, ho molto a cuore il tema green. Sui miei social mi occupo da sempre di ambiente; per esempio, lei sa che in Siberia sono stati cancellati a causa di incendi che oscurano il cielo 4 milioni di ettari di foresta boreale? Comunque ora mi sfilo, per non metterli in imbarazzo, sono una persona perbene, troppo anticonformista».

 

nicolai lilin 3

Direi che lei ha posizioni molto realistiche e/o anarchiche, forse ha preso dal nonno. In modo tranchant: lei sta dalla parte di Putin?

«È una semplificazione. In Russia il popolo ha valori antichi; poi, certo, c'è la nomenklatura ossessionata dal potere, aumentano in modo impressionante gli oligarchi, Putin costringe il paese nella strategia dello stallo usata da Breznev negli anni 70 e ha causato il crollo. Spero non accada oggi».

 

La sua cute è una carta geografica di tatuaggi. Lei ha detto "disegno sulla pelle la saggezza dei nostri anziani". Cosa disegnerebbe oggi?

«I miei tatuaggi sono basati su un unico tema: la lotta contro il sistema corrotto; è per questo che disegno madonne armate e Gesù col kalashnikov. Per attizzare una cultura della contestazione intelligente contro un sistema che privilegia la soubrette contro l'operaio che perde il lavoro...».

Ultimi Dagoreport

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)