guerra vaccino geopolitica usa russia gran bretagna

"LO SCONTRO SUI VACCINI PUO' RIDISEGNARE LA GEOPOLITICA. E' UN GRAN GIOCO DOVE OGNI COLPO APPARE LECITO..." - IL PRESIDENTE DELL'ISPI, PAOLO MAGRI: "DAI VACCINI DIPENDONO LA SALUTE, L'ECONOMIA, E LA PARTITA FRA RUSSIA, STATI UNITI, CINA E EUROPA. DA NOI ABBIAMO SOSPESO SOLO ASTRAZENECA, BRITANNICO, E NON PFIZER, STATUNITENSE, CHE PURE RIPORTAVA UN NUMERO SIMILE DI REAZIONI AVVERSE…"

Davide Lessi per "la Stampa"

 

PAOLO MAGRI

Lo scontro globale sui vaccini «è un grande gioco dove ogni colpo appare lecito». Una partita che può «ridisegnare» la geopolitica. Per Paolo Magri, vicepresidente dell'Ispi e docente di Relazioni internazionali alla Bocconi, lo stop di AstraZeneca «crea un problema serio per le campagne di vaccinazione che salvano vite umane».

 

Un problema «grave» se fosse provato che è frutto della competizione tra Stati e allo stesso tempo «surreale», perché avviene in un momento di «scarsità di dosi». Professor Magri, cosa sta succedendo sui vaccini?

«C'è certamente un acceso confronto dove tutto è lecito: dalle accuse reciproche, alla propaganda, ai blocchi all'export. Per triste che possa apparire, ci dovremmo stupire del contrario: dai vaccini dipendono la salute, l'economia, e gli esiti elettorali di buona parte dei Paesi del mondo. E, sempre sui vaccini, si gioca anche la partita fra Russia, Stati Uniti, Cina e Europa. Una partita iniziata da tempo ma che può essere ridisegnata dal grande gioco sui vaccini».

 

JOE BIDEN BORIS JOHNSON

È il più grande affare di sempre per le industrie farmaceutiche, in gioco ci sono tra i 120 e i 150 miliardi di dollari di ricavi. Secondo alcuni analisti dietro lo stop di AstraZeneca ci sarebbe una feroce lotta per accaparrarsi il mercato europeo. Che ne pensa?

«Se fosse provato sarebbe grave e surreale. Grave per lo stop alla campagna nei Paesi Ue. Surreale perché stiamo vivendo in un periodo di scarsità dei vaccini, non una fase di eccesso. Boicottare un avversario senza poterlo rimpiazzare sarebbe surreale oltre che grave».

sputnik

 

In Italia si è prestata molto attenzione ai casi di morte sospette dopo la somministrazione del vaccino. All'estero?

«Se ne parla ma con toni nettamente più soffusi. Anche negli Usa dove a oggi i decessi dopo la vaccinazione sono 1.913 si tratta comunque dello 0,0018% rispetto alle 109 milioni di dosi somministrate. Certo si può anche immaginare che un ruolo simile l'abbia giocato la politica. Da noi abbiamo sospeso solo AstraZeneca, britannico, e non Pfizer, statunitense, che pure riportava un numero simile di reazioni avverse».

 

Una dose di AstraZeneca costa 2,80 euro, Pfizer circa 16. Non è che la sfida commerciale si è scatenata per questo?

ursula von der leyen e vladimir putin

«Se fosse confermata la guerra commerciale e fosse ispirata anche da una competizione impropria tra prodotti con prezzi diversi sarebbe ancor più grave. Dubito, però, sia così perché ogni società ha già firmato contratti per miliardi di dosi con i Paesi acquirenti concordando i prezzi: il problema principale è il mancato rispetto dei contratti firmati».

 

A proposito di contratti, Von der Leyen chiede «reciprocità» alla Gran Bretagna.

«Mi sembra il minimo. Ma c'è un aspetto da chiarire, per tutti: qual è il senso di esportare milioni di dosi verso un Paese, per poi chiedere allo stesso Paese di esportare milioni di dosi verso l'Europa?».

boris johnson col vaccino

 

Fatto sta che Londra non ha mai interrotto la somministrazione di AstraZeneca.

«La Gran Bretagna ha tenuto la barra dritta nel somministrare i vaccini, nonostante i casi domestici di reazioni avverse al vaccino. Dietro c'è certamente anche la difesa di un "brevetto inglese", ma ci vedrei soprattutto la volontà di tornare alla normalità prima di tutti gli altri Paesi europei, per sottolineare il modello vincente dell'autonomia post-Brexit».

 

L'Ue prova a rilanciare e ha presentato il certificato vaccinale per gli Stati membri...

«È un inizio. La proposta risente di tutti i limiti dell'Ue in quanto lascia aperti ampi spazi di discrezionalità ai singoli Paesi: c'è chi vorrebbe (come l'Italia e la Grecia) il "green pass" subito per poter pianificare la stagione turistica, e altri (come Germania e Austria) che chiedono cautele».

astrazeneca

 

Ieri sono stati annunciati anche otto nuovi brevetti. Crede sia giusto aver appaltato tutto alle case farmaceutiche private durante la più grande pandemia della storia?

«Beh. Chi altro poteva sviluppare vaccini e produrli in piena emergenza se non le imprese farmaceutiche? Altra questione, è se sia corretto lasciar totalmente in mano privata la gestione delle pandemie che si ripresentassero post Covid. In questa valutazione rientra anche una revisione della normativa sui brevetti o quantomeno l'individuazione di meccanismi di deroga più rapidi e percorribili di quelli già attualmente previsti».

vaccino pfizer

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…