carlo bonomi

"UN SUICIDIO ABBANDONARE IL DIESEL" - IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA CARLO BONOMI LANCIA L'ALLARME SULLE AUTO: "LE TRANSIZIONI VANNO BENE QUANDO SONO IN OTTICA DI UNA GOVERNANCE MONDIALE, SE HANNO OBIETTIVI NON VELLEITARI MA SOPRATTUTTO SE SONO ACCOMPAGNATE DAI MEZZI GIUSTI" - IL NUMERO UNO DELL'UNIONE INDUSTRIALI, GIORGIO MARSIAJ: "BASTA IDEOLOGIE, COME SUL NUCLEARE…"

Claudia Luise per "La Stampa"

 

«Il Pnrr è un piano e un piano non basta. Occorre agire, applicarlo in concreto». L'invito arriva dall'assemblea dell'Unione Industriali di Torino che ieri, in un luogo simbolo per la città come le Ogr, ha scandito le priorità su cui puntare per lasciarsi alle spalle non solo la pandemia ma soprattutto una crisi che dura da troppi anni e che ha segnato al ribasso il capoluogo piemontese.

 

Giorgio Marsiaj

Mentre Milano prendeva il largo, Torino arrancava faticando anche nel confronto con altri territori come la Motor valley emiliana. «La terziarizzazione che ha fatto la fortuna di Milano non ha svolto né un ruolo trainante a Torino, né ha compensato la maturità di alcuni comparti manifatturieri» spiega il presidente dell'Unione Industriali, Giorgio Marsiaj.

 

Quindi «la ricerca di vocazioni alternative ha, per ora, soddisfatto solo parzialmente i bisogni della crescita, nel tempo inferiore a quella media del Nord Italia». Un dato su tutti: nel 2020 a Torino il reddito per abitante è stato di 22.700 euro. A Milano di 29 mila. «Adesso, però, le cose potrebbero cambiare, anzi: devono cambiare», esorta Marsiaj, appoggiato nel suo ragionamento dalle parole del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi.

 

IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA CARLO BONOMI

Per l'occasione, nella Sala delle Fucine sono riuniti circa 1500 tra imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e anche una rappresentanza sostanziosa di studenti di Its e Istituti tecnici cittadini. La chiave di volta per tornare a crescere è la vocazione tecnologica che da sempre accompagna il Piemonte sorretta da quattro pilastri che sono: mobilità sostenibile, aerospazio, intelligenza artificiale, promozione del ricorso all'idrogeno.

 

carlo bonomi 6

«Lo storico concreto posizionamento di Torino nella tecnologia è adatto al momento e possiamo tornare a crescere in tutti i settori tecnologici e non solo nell'auto. Pensiamo all'aerospazio, alla meccanica strumentale, alla filiera del food, del turismo e della cultura», dice Marsiaj.

 

La manifattura in generale - e l'auto in particolare - devono restare le principali vocazioni del territorio, penalizzato anche da decisioni che non tengono conto dei costi sociali della trasformazione.

diesel premium

 

«La decisione di abbandonare il diesel a livello europeo secondo me è stata un suicidio», incalza Bonomi. «Le aziende tedesche hanno dichiarato di voler stanziare 70 miliardi di investimenti per la transizione, se noi pensiamo alle nostre Pmi della componentistica, è ovvio che di fronte a questi investimenti, vadano in sofferenza», aggiunge.

 

Quindi, le transizioni vanno bene se «sono in ottica di una governance mondiale, se hanno obiettivi non velleitari ma soprattutto se sono accompagnate dai mezzi per la transizione». Proprio la necessità di «modernizzare e riformare» porta gli industriali a sostenere che l'impegno per l'ambiente è concreto ma non ci devono essere battaglie ideologiche a priori.

 

ROBERTO cingolani

«È bastata una osservazione ovvia del ministro Cingolani sulla necessità di trarre vantaggio da nuove tecnologie sicure e convenienti nel nucleare, per far innalzare immediatamente il totem ideologico», commenta Marsiaj.

 

Il risultato dei «no», quindi, è l'aumento dei costi dell'energia e la costruzione in altri continenti di centrali che utilizzano fonti fossili quando invece ci dovrebbe essere un accordo globale. Tutti obiettivi ambiziosi da raggiungere. Per questo dal mondo industriale arriva la consapevolezza di dover «fare insieme»: lavorare fianco al fianco con le istituzioni perché «la collaborazione tra pubblico e privato è centrale».

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