bobo e bettino craxi 8

"VOLEVANO AMMAZZARE BETTINO" – IL FIGLIO BOBO RACCONTA I DUE MISTERIOSI E IDENTICI INCIDENTI ACCADUTI IN TUNISIA – "MIO PADRE COME GARIBALDI: LA SUA NON FU LATITANZA MA UN ESILIO". ECCO PERCHE’ - "QUANDO SENTO CHE SALVINI FORSE SARÀ AD HAMMAMET, MI SEMBRA INOPPORTUNO: QUESTI SOVRANISTI DI OGGI, SONO GLI STESSI CHE IERI ESIBIVANO IL CAPPIO IN PARLAMENTO - E QUANDO LA MAGLIE DICE CHE OGGI SI DIFENDONO I CONFINI COME CRAXI A SIGONELLA IL PARAGONE È SBALLATISSIMO…" -  E SUL TESORO DI CRAXI...

Francesco Battistini per Sette- Corriere della Sera

 

In questa intervista Bobo Craxi racconta a Francesco Battistini gli anni vissuti accanto al padre. Della figura di Bettino Craxi — ha scritto su 7 Vittorio Zincone — stanno tentando di riappropriarsi diversi politici di oggi: da Renzi a Salvini a Giancarlo Giorgetti

BOBO CRAXI BETTINO

«Come cammina, come parla. Sì, sembra proprio lui...». Un giorno di primavera tunisina, Bobo ha visto rivivere suo papà: «Ero ad Hammamet. Al piano terra giravano il film. Sono sceso. C’era il nostro vecchio Amida commosso: dopo anni, rivedeva Craxi muoversi per le stanze... Allora ho stretto la mano a Pierfrancesco Favino, il protagonista, il mio “papino”. Identico. Impressionante».

 

Il film «Hammamet» sta per uscire...

«La grande metafora del potere che finisce nella polvere. Il dramma d’un uomo sconfitto e in cattività. La storia di mio padre non si può assorbire in due ore di cinema, ma la sceneggiatura tocca il cuore. Anche se non combacia con la realtà. Diciamo che Gianni Amelio s’è preso qualche licenza poetica. Per esempio su mia sorella: Stefania ebbe una forma di rimorso, per essere stata lontana in quegli anni, ma capisco che nel racconto il rapporto padre-figlia funzioni meglio...».

 

Lei invece è stato sempre lì.

BETTINO CRAXI 2

«E’ stato un dramma da cui non ci siamo mai più ripresi. Una storia che io ho vissuto da vicino. Per me e Scilla, mia moglie, stare tre anni consecutivi in esilio non fu proprio toccare il cielo con un dito. Fu una grandissima sofferenza. D’altronde, non potevo andare da nessuna parte. A un certo punto, lui sceglie la Tunisia e mi dice: vieni con me, che cavolo fai a Milano?» Bobo Craxi è stato sottosegretario agli Esteri (2006-2008) e deputato (2001/2006)

Che cosa c’è di suo, nel film?

«Qualche parte del mio Route El Fawara Hammamet è stata saccheggiata. A proposito, sa come lo pubblicarono? Una volta mi chiamò Elvira Sellerio. Aveva fatto leggere le bozze a Camilleri e il giudizio era stato: interessante, il libro del figliolo di Craxi...».

 

Che cos’è stata, per lei, la villa di Hammamet?

«Il mio primo ricordo è da bambino: capii subito che sarebbe stato un luogo dove un giorno sarei vissuto anche d’inverno. Probabilmente, un presagio. Fui il primo della famiglia ad abitarci, ancora non era finita. Paradossalmente, è dove sono stato di più con mio padre: di lui a Milano, ricordo poco».

Ad Hammamet vi siete ritrovati?

«Noi parlavamo di politica da quando avevo dieci anni. Ma io non mi sono mai messo in modalità Trota: io andavo nelle sezioni e non sono stato eletto quando mio padre era vivo, come La Malfa o la figlia di Nenni. Non mi sono mai posto nemmeno il problema dell’emulazione, perché l’unico figlio d’arte che conosco superiore al padre è Paolo Maldini: la mia carrierina politica mi ha dato comunque soddisfazioni insperate. Insomma, non sono stato un figlio ribelle. Però critico, questo sì. Già ai tempi dei successi, vedevo nel partito cose che non mi piacevano».

BOBO CRAXI 3

 

Che padre è stato?

«Io mi sento il figlio d’un figlio del partito. E ho assolto la mia responsabilità come figlio e come militante. Con lui, sono in pari. È stato un padre da bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto: prima veniva la politica, poi il partito, poi il Paese, poi gli amici e, solo a un certo punto, arrivavamo anche noi. Non fosse stato così, oggi non avrei difficoltà di tutti i generi. Lui ebbe amici o ex collaboratori che hanno vissuto come maragià. Io mi son trovato sul lastrico economico. L’ho messo nel conto: non è che i figli di Allende abbiano vissuto una vita serena».

E il famoso tesoro di Craxi?

«Questa storia del tesoro funzionava come racconto. Vero è che a molti di quelli che s’occupavano di denaro, qualcosa è rimasto in tasca. Ma io, dopo Tangentopoli, ho vissuto i peggiori anni della mia vita. Se sei un politico, nessuno t’assume. Non sono stato più rieletto e sono ancora percepito come uomo della Casta, senza esserlo: non ho uno stipendio pubblico da dieci anni, né vitalizi. La mia casa a Roma è finita all’asta. Dov’è, questo tesoro?».

 

S’è molto fantasticato sulla villa tunisina: i pavimenti lastricati con la fontana del Castello Sforzesco, Paolo Rossi che cantava “ad Hammamet perfino il vino viene giù dal rubinèt”...

BOBO E BETTINO CRAXI

«Diventò un luogo comune. La sentina di tutti i mali. E si passò direttamente al dileggio. Puoi farci poco. Col senno di poi, da Parmalat a Montepaschi, i politici ne han combinate talmente di peggio che è stata riabilitata anche questa casa: di fascino, ma sfarzosa proprio no. Un compagno di partito era stato ad Hammamet negli Anni 50 e aveva detto: è un posto meraviglioso, a un’ora da Roma... All’inizio doveva essere un terreno sul mare, ma c’era una disputa fra eredi. Allora, nel 1970, i tunisini ci proposero una campagna desolata in collina, più fresca. Ma s’arrivava solo in auto attraverso una pista, la sera niente luce, quando pioveva s’allagava tutto. Fu un vero disagio: chi passava a trovarci si domandava se Craxi fosse matto, come mai era finito laggiù e non a Forte dei Marmi».

 

Dice Rino Formica che la fuga ad Hammamet è stato il più grande errore di Craxi.

«Bisogna sapere che c’era anche un pericolo fisico. In Tunisia, capitarono due incidenti stradali casualmente identici. Un pezzo della frizione manomesso. Io ho rischiato la vita, ma il vero obbiettivo era ammazzare mio padre. Laggiù, lui si mise al riparo. E comunque non riconosceva i tribunali che lo condannavano. Fu il rifiuto d’una legislazione straordinaria, mai votata dal Parlamento, che applicava le norme in forma arbitraria. Fu un esilio».

Non tutti chiamano esilio una latitanza...

BOBO CRAXI

«Non si trattava più di sottrarsi alla giustizia. Era il rifiuto d’una logica politica che voleva punire solo lui. Come dice un grande poeta tunisino, Meddeb, l’esilio è una ricerca e non un castigo. Di sicuro, lo influenzò il mito di Garibaldi. E il riferimento storico agli oppositori esiliati. La Tunisia è sempre stata terra d’esiliati, dai fascisti o dai Borboni. Seguo da vicino il caso catalano e due anni fa incontrai Puidgemont, il leader indipendentista. Mi chiese della vita in Tunisia di mio padre. Non capivo il perché: due giorni dopo, Puigdemont fuggì da Barcellona per il Belgio. Anche gente come Dell’Utri ha pensato d’imitare quella scelta, ma fu una cosa diversa. Mio padre non scappò come un Matacena qualsiasi».

 

Da Hammamet, sua madre Anna non s’è più mossa.

«E’ andata lì prima di lui, nel ‘93. Adesso trascorre sei mesi là e sei a Roma. Ha preso la cittadinanza tunisina, furono i tunisini a chiederlo: lei accettò in segno d’affetto. Un giorno, riposerà accanto a mio padre. Del resto, Ben Ali rispettò sempre il trattato che escludeva l’estradizione e anzi, per la verità storica, disse letteralmente: se gli italiani mi chiedono Craxi, io gli piscio in testa... La Tunisia però non fu la prima scelta. Venne fuori dopo la Francia. Lui all’inizio voleva lasciare l’Italia per Parigi: era logisticamente più facile. Ma in Francia non c’erano le condizioni per l’esilio, sarebbe stato un casino politico. Andò all’Eliseo e Mitterrand gli disse che aveva il problema dello scandalo Bérégovoy: il governo francese era sotto tiro, non poteva proteggerlo più di tanto. Così mio padre si convinse che non fosse il caso».

BETTINO CRAXI AD HAMMAMET

 

Che anni furono, in Tunisia?

«Di riscoperta delle piccole cose. La famiglia, la solidarietà, l’amicizia. Le visite improvvise di chi gli voleva bene. Persone diversissime: Arrigo Sacchi, Renato Pozzetto, Gianfranco Funari, Cavallo Pazzo... Artisti che si fermavano mesi a scolpire, a dipingere. Un Barnum, un demi-monde. Lucio Dalla era molto commovente, mi chiedeva: “Stasera suoniamo per Bettino?...”. C’erano le lunghe telefonate notturne di Edoardo Agnelli, il figlio dell’Avvocato: chiamava per incoraggiare, ma in realtà era mio papà a sostenere lui. Una volta entro in casa, sento dei cori: ma cosa succede? Erano dei pellegrini bresciani col prete, li aveva incontrati alla Medina, ed erano venuti a cantar messa. Lui stava in un cantuccio, non era credente».

 

Quando capì che non sarebbe mai più tornato da Hammamet?

«Subito. Anche se sperava che la salute l’aiutasse a rientrare da uomo libero. Nel ‘99, la malattia era già più forte della sua volontà e ci fu il tentativo d’ottenere la grazia. Andreotti andò da Ciampi, lo trovò disponibile: mio padre era l’unico leader ancora impigliato nella giustizia. Ma chi s’oppose a farlo morire in Italia, fu Borrelli: lo stesso che qualche anno dopo avrebbe chiesto scusa per il disastro di Mani pulite. Chi non l’aiutò a farsi operare in Italia, fu il governo D’Alema: lo stesso che aveva appena concesso l’asilo al leader curdo del Pkk, Ocalan, mettendolo in fuga su un aereo dei servizi. Per questo dicemmo di no, quando ci offrirono i funerali di Stato. Non è un grande Paese, quello che preferisce la forca. Gli Stati Uniti, con Nixon, si sono comportati in modo meno feroce».

martelli craxi

 

Bobo Craxi nella sua casa romana.L’Italia ha fatto i conti con la memoria di Hammamet?

«Non li ha mai fatti col fascismo, con la Prima repubblica e, immagino, non li farà nemmeno con la Seconda. La morte violenta di mio padre è un tornante della storia e si preferisce non parlarne, come accadde per Aldo Moro».

 

Violenta? Moro fu ucciso dalle Br...

«L’uno rapito, l’altro esiliato. Con violenza, noi fummo spazzati via tutti. Non è che ci fu una sconfitta elettorale. Fu un golpe. Poi, come dice il mio amico De Gregori, “la Storia dà torto o dà ragione” e i socialisti hanno avuto tante ragioni. Non posso non ricordare i magistrati aguzzini che pressavano i capi d’accusa per prolungare le detenzioni. Io la considero una vera guerra civile, in cui siamo morti tutti. E’ stata un po’ la nostra guerra d’Algeria. Non scomparve solo mio papà: crollò una Repubblica, le vite di milioni di persone furono squassate.

bettino craxi al mare

 

Un dramma collettivo. Per noi, poi, il Psi era tutto. Era la casa, s’occupava di noi dalla culla alla tomba. Io non avrei mai conosciuto Scilla, se non ci fosse stato il partito. Quando scomparve una collaboratrice di mio padre, e il Psi non c’era più, qualcuno mi s’avvicinò e mi chiese: dei funerali si può occupare il partito?».

 

C’è una verità giudiziaria...

«Io non sono negazionista. Se mi vuol dire dell’assessore “che ‘ndentro ‘a roulotte ci alleva i visoni”, per citare De André, questo va da sé. Dico solo che per ripulire un appartamento, hanno buttato giù il palazzo. Era un’onda dovuta al crollo della logica di Yalta. I vincitori della seconda metà del ‘900 finirono nella polvere uno dopo l’altro: Kohl in Germania, Mitterrand che scampò solo perché morì... La politica non ha trovato più pace, dopo la fine dei partiti. E alla fine abbiamo accettato il fatto come una vittoria».

 

A gennaio, saranno 20 anni dalla morte. I fratelli Craxi celebreranno insieme?

«Non so se sia prevista una reunion. Sono sempre contento di vedere Stefania. Semplicemente, i figli non sono la cassazione storica del pensiero paterno ed è noto che non condivida certe scelte politiche di mia sorella: se pensa di trasferire nostro padre nella destra, commette un falso storico. Lui era eurocritico, non antieuropeo. Tutelava gli interessi nazionali, non era sovranista. Sapeva che le frontiere sono le ferite cucite sulla pelle della Terra.

 

bettino craxi al mare con silvio berlusconi

E quando Maria Giovanna Maglie dice che oggi si difendono i confini come Craxi a Sigonella, confondendo i marines della Delta Force con gli africani in mutande, il paragone è sballatissimo. Apprezzo che Giorgetti riscopra Craxi, che Giuseppe Conte vi si paragoni. Berlusconi, da premier, andò sulla sua tomba di notte. Ma quando sento che Salvini forse sarà ad Hammamet, mi sembra inopportuno: questi sovranisti di oggi, sono gli stessi che ieri esibivano il cappio in Parlamento. Quanto alla sinistra ex comunista, non vuole proprio fare i conti con lui».

 

Dieci anni fa, si discuteva d’una via Craxi a Milano...

bettino craxi e ronald reagan

«Non amo la toponomastica politica. Milano faccia un gesto, non se ne pentirà. Ricordo Renzi, sindaco di Firenze, che disse no. Ma era molto giovane, aveva il babbo demitiano... Poi da premier scoprì la statura internazionale di mio padre e ne riparlammo».

 

Sono rientrate le salme dei Savoia: quella di Bettino?

«Ho visto la traslazione di Franco: per quanto doverosi, sono gesti macabri che non m’appassionano. Io amerei tantissimo fare il funeralone che mio padre non ebbe. Abbiamo venti volumi di firme e dediche lasciate al cimitero, da Totti a italiani sconosciuti. A gennaio, spero ci siano i nostri Mille. D’altra parte, lui era Garibaldi: i suoi compagni prendano un barcone al contrario e vengano a trovarlo. Hammamet è la nostra Caprera».

ronald reagan bettino craxiscintilla e bobo craxi foto di baccobettino craxi gianni de michelis 1gianni de michelis bettino craxiGIANNI DE MICHELIS BETTINO CRAXI GIULIO DI DONATObobo craxi con la moglie scintillacraxiberlusconi stefania craxiBETTINO CRAXIcraxi gorbaciovcraxicraxi prodisilvio berlusconi anna craxi e tarak ben ammar in tunisia nel 1984Del Turco con Craxibobo craxicraxiCRAXI E ARAFATBETTINO CRAXI ROSILDE CRAXI PAOLO PILLITTIERI E ANNA CRAXIbettino craxi andreottibettino craxi commemorazione ABBATE CRAXIbettino craxi enrico berlinguerCRAXI BERLUSCONIcraxi le monetine all hotel raphaelenrico mentana bettino craxi gianni lettabettino craxi mario chiesaTOMBA CRAXICRAXI MARTELLIBERLUSCONI E CRAXICRAXIenrico mentana craxi lettaFAMIGLIA CRAXICRAXI REAGAN 1CRAXI E GIULIANO AMATO Craxi Meneghin CRAXI E GIULIANO AMATOCRAXI E GIULIANO AMATO PILLITTERI CRAXI 3RINO FORMICA CRAXIbobo craxiCRAXI REAGANbettino craxi hammamet bobo craxiFORMICA CRAXIINTINI CRAXIcraxi mani pulitebettino craxistefania craxiFORMICA CRAXI DE MICHELIScraxi-mammi-forlaniMORAVIA CRAXI FANFANI JOTTI NATTACRAXIARAFAT E CRAXIbobo craxiFERRARA CRAXIcraxi alla CameraGABRIELE CAGLIARI CRAXIpierfrancesco favino nei panni di bettino craxi in hammametpierfrancesco favino nei panni di bettino craxi in hammamet 1bettino craxi gianni de michelisgianni de michelis craxi

 

claudio martelli bettino craxi gianni de michelis

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