carola rackete ankie broekers knol

RACKETE IN FRONTE - IL GOVERNO OLANDESE SCRIVE A SALVINI PER SBUGIARDARE LA CAPITANA DELLA SEA WATCH: “CONTRARIAMENTE A QUANTO LEI DICHIARA NELLA SUA LETTERA, NON HA MAI CHIESTO DI SBARCARE IN OLANDA…” - “IN CASO DI QUEI MIGRANTI CHE NON HANNO DIRITTO ALLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE, IL RICOLLOCAMENTO È UNO SPRECO DI SFORZI E RISORSE FINANZIARIE DEI CONTRIBUENTI, CHE DOVREBBE ESSERE EVITATO”

Luigi Offeddu e Marta Serafini per il “Corriere della sera”

 

Ankie Broekers Knol

«Caro Collega». La lettera è stata mandata via mail al Viminale verso le 22 di ieri sera e verrà poi seguita dalla versione ufficiale cartacea il più presto possibile, domani. Destinatario, il ministro dell' interno Matteo Salvini, che anche nelle ultime ore aveva attaccato l' Olanda su Facebook, accusandola di «menefreghismo» sulla questione dei migranti extracomunitari. Mittente, la segretaria di Stato olandese all' immigrazione, Ankie Broekers Knol. Tema della missiva, la vicenda della nave Sea Watch 3.

 

Toni cortesissimi, come vuole da in secoli la diplomazia in tutto il mondo, ma sostanza tosta e netta. Ecco un elenco dei temi affrontati, anche se non in quest' ordine esatto. Primo: il fatto che una nave batta la bandiera di un certo Stato, «non implica un obbligo per quello Stato di imbarcare persone soccorse».

CAROLA RACKETE

 

Secondo: l'Olanda ha deciso, «in assenza di una prospettiva di cooperazione verso una soluzione concreta e strutturale come quella indicata nelle conclusioni del Consiglio Europeo del giugno 2018, che non parteciperà più oltre agli schemi di sbarco "ad hoc"».

Terzo: il governo olandese «ha esplicitamente dichiarato che in principio non prenderà più migranti dalle operazioni Sar (Soccorso in Mare) in un'area ampiamente colpita dalle attività dei trafficanti di esseri umani».

 

CAROLA RACKETE

L'Aja, prosegue la lettera della Segretaria di Stato, «è pienamente impegnata a rispettare l' obbligo di salvataggio delle gente in mare imposto dalla legge internazionale.

Tuttavia, come lei (Salvini, ndr) giustamente dice, le operazioni della Sea Watch 3 non dovrebbero contribuire alle attività criminali dei trafficanti».

 

Quanto alla capitana tedesca della Sea Watch, l'Olanda dichiara di non condividere, «come lei» (Salvini, ndr), le scelte che ha fatto. Avrebbe potuto andare in Libia, in Tunisia, o anche nel porto olandese di competenza. Ma «contrariamente a quanto Lei dichiara nella sua lettera, non ha mai chiesto di sbarcare in Olanda».

Ankie Broekers Knol

 

I Paesi Bassi chiedono all' Italia di «lavorare insieme per riformare il sistema europeo di asilo e immigrazione, basato sui principi della solidarietà e responsabilità». E come parte di questa riforma, bisognerà studiare «una procedura obbligatoria europea di espulsione ai confini esterni». «Vorrei anche aggiungere - scrive la segretaria di Stato - che in caso di quei migranti che non hanno diritto alla protezione internazionale, il ricollocamento è uno spreco di sforzi e risorse finanziarie dei contribuenti, che dovrebbe essere evitato». La segretaria di Stato all' immigrazione annuncia anche che si recherà a Roma per «colloqui bilaterali» con Salvini.

 

matteo salvini ospite a porta a porta 4

Fin qui, la lettera di risposta al ministro italiano degli Interni. In un' intervista esclusiva al Corriere della Sera , Ankie Broekers Knol ha poi precisato alcuni altri punti della posizione del suo Paese: «I Paesi Bassi sono acutamente consapevoli della pressione migratoria sull' Italia negli ultimi anni, e particolarmente della pressione sproporzionata sperimentata fino alla metà del 2017. Inoltre, l' Olanda ha sempre riconosciuto l' impegno e la leadership italiana. E' anche per questo che ha dimostrato la sua solidarietà in molti modi, per esempio contribuendo allo schema di ricollocamento temporaneo.

 

Grazie allo sforzo dell' Italia e al sostegno degli altri Stati membri fra cui l' Olanda, gli arrivi illegali e le richieste di asilo in Italia sono calati in modo drammatico dalla metà del 2017». Situazione generale in via di risoluzione, dunque? No, risponde la segreteria di Stato olandese, «al contrario noi abbiamo registrato in questo periodo successivo alla crisi migratoria un continuo, alto numero di richiedenti asilo, molti dei quali provenienti dall'Italia. Questi movimenti sono un altro problema che dobbiamo affrontare».

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