raid damasco israeliano israele iran siria ali khamenei benjamin netanyahu

LA RAPPRESAGLIA “TELEFONATA” DELL’IRAN: TANTO CASINO PER NULLA? TEHERAN HA SUPERATO LA LINEA ROSSA ATTACCANDO IN MODO DIRETTO ISRAELE: È UN’INCURSIONE DAI RISULTATI MODESTI O UNO “SHOW” DI FORZA PER SODDISFARE LA VOGLIA DI VENDETTA DEI TURBANTI DI TEHERAN? C'È CHI PARLA DI “COREOGRAFIA”, DI UN’OPERAZIONE RACCHIUSA ENTRO CERTI LIMITI PER EVITARE LA GUERRA TOTALE – I PROBLEMI DI NETANYAHU CON L’ALA DESTRA DEL GOVERNO CHE VORREBBE UNA CONTRO-RISPOSTA, IL RUOLO DELLA GIORDANIA E DI QUALCHE MONARCHIA SUNNITA DEL GOLFO CHE...

Guido Olimpio per corriere.it - Estratti

 

Una rappresaglia «telefonata» che non toglie sostanza al messaggio simbolico e forte: l’Iran ha superato la linea rossa attaccando in modo diretto Israele. Il primo di molti tasselli della sfida.

missili e droni iraniani intercettati nei cieli israeliani

 

INTELLIGENCE - Ha fatto il suo mestiere dando l’allarme per tempo. È vero che i mullah non si sono nascosti: la rappresaglia era annunciata ed hanno passato comunicazioni attraverso canali riservati sulle loro intenzioni. Però non potevano mascherare i preparativi visto il dispiegamento di mezzi.

 

Lo spionaggio è servito a valutare la portata della minaccia e ad elaborare scenari per l’eventuale seguito. I sensori dei satelliti americani hanno quasi certamente «visto» la fase iniziale, specie il lancio dei cruise. In «ascolto», sull’altra barricata, i russi attraverso le «stazioni» in Siria, curiosi di scoprire dettagli operativi sugli alleati.

netanyahu e il gabinetto di guerra israeliano

 

 

LO SCIAME - Una falange di missili/droni, a centinaia per ingaggiare le difese dello Stato ebraico. Anche questo ampiamente previsto ma non da sottovalutare perché risponde a una proiezione continua da parte di Teheran. La Divisione aerospaziale dei pasdaran ha riprodotto in grande quanto fatto dalle milizie alleate dallo Yemen all’Iraq, testando gli armamenti, le rotte di attacco, le contromosse. Si è servita anche di quelle «prove» per sferrare la ritorsione e userà quanto avvenuto in queste ore nel prossimo round, cercando di rimediare ad errori, ricorrendo a tattiche e quantità di vettori per soverchiare le «batterie».

 

missili di difesa israele iron dome

Specie se dovessero utilizzare nuovi vettori balistici. La Repubblica islamica sta dicendo alla comunità internazionale: abbiamo un lungo braccio, siamo pronti ad usarlo contro qualsiasi avversario. È un segnale con molti destinatari, comprese le milizie sciite che spesso sono servite per il lavoro sporco. Non manca, all’opposto, una corrente di pensiero che considera la mossa iraniana un flop per la sua deterrenza, un’incursione «spettacolare» dai risultati modesti che ha finito per rompere l’isolamento di Israele e messo in secondo piano la causa palestinese.

 

LA SCENA - Ci sono commentatori che parlano di «coreografia», di un’operazione ampia ma comunque racchiusa entro certi limiti per evitare la guerra totale. C’è sicuramente una componente propagandistica, Israele e Iran/milizie hanno in passato seguito delle «regole di gioco» per circoscrivere il fuoco. In questo caso però l’assalto è stato robusto ed ha costretto il nemico – anzi i nemici – ad una mobilitazione. Contano di sicuro i fatti ma pesa la percezione nella turbolenta arena mediorientale

lancio missile iran

 

(...)

 

(...) I dati diffusi da Tel Aviv e Washington sottolineano la capacità di fronteggiare il pericolo rappresentato da armi non proprio rapide con una serie di «trincee» progressive: i caccia, i Patriot, i sistemi Arrow e Iron Dome, una task force aeronavale, la ricognizione elettronica con velivoli e droni, il supporto logistico con le cisterne-volanti e le basi.

 

Usa, Gran Bretagna, Francia hanno partecipato alla missione al fianco di Israele, confermando un ottimo coordinamento in cieli affollati. Una segnalazione a parte per la Giordania intervenuta con la propria aviazione per fermare gli «intrusi» nonostante le minacce dei mullah. Il regno hashemita, nei momenti difficili, resta legato al campo occidentale, non si tira indietro. In questi mesi non ha risparmiato critiche per il disastro umanitario a Gaza, ha espresso dissenso pubblico con Gerusalemme, ha dovuto fronteggiare proteste interne pro-Palestina, però ha deciso di associarsi al bastione a tutela del vicino israeliano. E chissà che qualche monarchia sunnita del Golfo non abbia dato una mano in incognito.

iraniani festeggiano attacco a israele

 

L’INCOGNITA - Joe Biden preme su Netanyahu perché si astenga da colpire in reazione l’Iran e gli dici «prenditi la vittoria». Il premier rivendica davanti ai suoi cittadini il successo e chiede unità ad un paese spaccato mentre l’ala destra del governo vorrebbe una contro-risposta. Gli ayatollah sottolineano lo show di forza (a prescindere dagli esiti) che può soddisfare la voglia di vendetta e, come in altre occasioni, promettono «misure difensive» ma se aggrediti.

 

Si può sperare che la chiudano, per ora, qui sventolando i risultati. Ecco di nuovo la «coreografia», i gesti teatrali, i ruoli predefiniti di «attori» di una lunga tragedia, l’idea di uno scambio quasi concordato. Solo che le esplosioni sono state reali, i droni li hanno tirati sul serio ed esistono condizioni/motivi che rappresentano un monito. Prima l’invasione dell’Ucraina e poi l’assalto di Hamas hanno insegnato che tutto può ancora accadere.

 

biden e blinkeniraniani festeggiano attacco

Ultimi Dagoreport

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…