marco cappato promuove il referendum eutanasia

I REFERENDUM CHE FUNZIONANO? SONO QUELLI SUI TEMI CHE STANNO A CUORE AI CITTADINI - IL COSTITUZIONALISTA GAETANO AZZARITI DOPO IL FLOP DEI QUESITI SULLA GIUSTIZIA: "ALMENO QUATTRO SU CINQUE PARLAVANO DI QUESTIONI INTERNE ALLA MAGISTRATURA. SOLO UNO, QUELLO SUL CARCERE PREVENTIVO, RIGUARDAVA DIRETTAMENTE I CITTADINI. IN PASSATO NON HANNO AVUTO PROBLEMI DI QUORUM I REFERENDUM SU DIVORZIO, ABORTO, NUCLEARE, ACQUA PUBBLICA. TEMI SENTITI, COME SAREBBERO STATI QUELLI DEL SUICIDIO ASSISTITO O DELLA CANNABIS"

Adriana Logroscino per il “Corriere della Sera

 

gaetano azzariti

Che il referendum sulla giustizia non si sia neppure avvicinato al quorum (l'affluenza al 20,9% è il minimo storico) non sorprende il costituzionalista Gaetano Azzariti: «Una débâcle totale, ampiamente annunciata». Tuttavia lo interroga su cosa fare per salvaguardare questo strumento.

 

«Abbiamo un istituto di democrazia diretta al quale il popolo non partecipa. È un segnale grave, un problema per la democrazia. Ma la soluzione non può essere solo abbassare il quorum: nessuno troverebbe ragionevole farlo scendere sotto la soglia del 20 per cento».

 

REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA BY MACONDO

Professor Azzariti, lei quindi esclude che possa essere utile intervenire sulla soglia di validità per i referendum abrogativi?

«No. Non lo escludo, ma ritengo che l'eccessiva attenzione a questo solo ostacolo abbia distolto dai più logoranti profili che stanno affossando uno strumento decisivo della nostra democrazia. Non di solo quorum vive (o muore) il referendum».

 

Negli ultimi quindici anni, però, sono fallite otto consultazioni referendarie su nove.

In un quadro generale in cui l'affluenza cala in tutte le chiamate al voto.

«Al di là delle statistiche, se domenica l'80 per cento degli aventi diritto ha deciso di non accedere ai seggi, il vero problema è sicuramente il "tipo" di quesito che è stato proposto.

 

referendum sulla giustizia 1

Sia in passato sia più di recente, non hanno avuto problemi di quorum referendum su divorzio, aborto, nucleare, acqua pubblica. Temi sentiti, come sarebbero stati quelli del suicidio assistito o della legalizzazione della cannabis, se fossero stati ammessi.

 

Inoltre, dal 2011 i referendum abrogativi falliscono. È vero. Ma a quelli costituzionali, che pur notoriamente non richiedono un quorum, la maggioranza degli italiani ha partecipato. Il referendum è una domanda alla quale si risponde con un sì o con un no. Deve quindi essere univoco, di portata politica e culturale chiara, coinvolgente».

 

matteo salvini al seggio per i referendum sulla giustizia

Eppure anche i referendum costituzionali, partecipati dagli elettori, come ricordava, non trattavano temi semplici.

«Toccavano la Costituzione, di cui lasciavano percepire al comune elettore uno stravolgimento tale da provocare una reazione, in un senso o nell'altro. Il problema vero è tornare allo spirito principale del referendum».

 

I cinque quesiti di domenica scorsa non erano sentiti?

«Almeno quattro di quei cinque quesiti riguardano questioni interne alla magistratura e rapporti tra magistratura e altri poteri o soggetti. Solo uno, quello sul carcere preventivo, riguarda direttamente i cittadini.

 

referendum sulla giustizia

Non entro nel merito dei quesiti, dico che non sono materie adatte a un referendum. Nessuno di essi si occupa dei problemi fondamentali che ogni elettore percepisce come critici: durata del processo e formazione dei magistrati».

 

Lei quindi non ritiene che, per non far fallire il prossimo referendum, si possa rivederne il meccanismo?

«In parte. Prima di tutto credo si debba evitare di usare il referendum in termini troppo disinvolti. Quindi penso che un cambiamento debba riguardare più i promotori, compresi i partiti, che le istituzioni».

 

giuseppe conte al seggio per il referendum sulla giustizia 2

In che modo?

«Deve cessare l'uso politico del referendum: è stato piuttosto evidente in quest'ultimo caso se si pensa che è stato proposto da nove Consigli regionali benché la competenza sulla giustizia non sia delle Regioni. Una strategia strumentale, utilizzata perché non si erano raccolte le firme sufficienti».

 

referendum sulla giustizia 9

Altri interventi possibili?

«La giurisprudenza sui referendum è piuttosto ondivaga. I quattro criteri fissati dalla sentenza 16 del 1978, redatta dal compianto Livio Paladin, si sono in questi anni moltiplicati e frantumati. Sarebbe auspicabile che la Corte costituzionale definisse una giurisprudenza consolidata sull'ammissibilità. Il Parlamento, poi, dovrebbe rivedere la legge 372 del 1970 che regola lo svolgimento dei referendum.

 

silvio berlusconi vota referendum sulla giustizia

Anche alla luce della normativa che consente di raccogliere le firme per via telematica. La soglia delle 500 mila firme a sostegno dei quesiti sarà molto più facile da raggiungere. La previsione conseguente è che aumenteranno le richieste. Un fatto positivo, ma per evitare l'eterogenesi dei fini si dovrebbero regolare in modo più serrato le condizioni. E poi c'è un altro intervento che può rivitalizzare lo strumento dei referendum».

 

Quale?

«Sarebbe opportuno assicurare un seguito parlamentare a quelli che ottengono un esito positivo, per evitare che la volontà popolare legittimamente espressa cada nel vuoto, com' è avvenuto in molte occasioni: dal finanziamento pubblico dei partiti all'acqua bene comune».

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…